WSBK Gran Bretagna 2011: Silverstone amara per Biaggi, Checa prenota il Titolo

nono episodio della WSBK in scena a Silverstone dove Checa vince due volte anche grazie alle sfortunate disavventure di Biaggi, ipotecando di fatto il Titolo

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    Checa WSBK Phillip Island 2011 laP c1

    La nona puntata di questo sempre più imprevedibile Circus WSBK 2011, andata in scena qui dalllo storico, ma rinnovato e spettacolare circuito di Silverstone – con i suoi 5,9 e passa Km il più lungo del calendario iridato – ha visto due imprevisti (ma solo alla vigilia di questo week end) ma meritati successi del leader iridato Checa che di fatto ha ormai messo le mani sul Mondiale, mentre una sfortuna nera ha colpito il suo grande rivale Biaggi – già parecchio sfortunato sabato in Superpole – costretto in Gara1 ad un immeritato undicesimo posto per un contatto iniziale che gli ha piegato la leva del freno e seri guai alla frizione, mentre nella seconda frazione il Campione Romano nonostante qualche errore di troppo e partendo sempre dalla terza fila ha battagliato per quasi tutta la gara con Melandri per il podio, stabilendo nel contempo anche il giro più veloce, risultato di oltre mezzo secondo migliore di quello registrato da Checa nella prima corsa.

    Il locale Laverty ha fatto quasi il………Crutchlow della situazione con due ottimi secondi posti, mentre il gradino più basso del podio è stato ugualmente monopolizzato da Melandri. L’altro local hero Camier è stato davvero sfortunatissimo, come e più del team mate in Gara 1, quando un problema elettronico ha bloccato la sua RSV4 quando a tre giri dalla fine stava per superare Laverty per il secondo posto (il poveretto è poi finito addirittura quindicesimo!), mentre nella seconda corsa nei giri finali della gara è stato superato in tromba sia da Marco che da Max entrambi in pieno recupero, finendo dietro gli italiani in quinta posizione.

    Complessivamente buone entrambe le corse della wild card di lusso (nonchè strepitoso poleman) Hopkins, quinto e settimo rispettivamente nelle due frazioni.

    Dunque Checa con il colpaccio inglese ha praticamente il Titolo in mano, e da ora in poi potrà solo perderlo, come stava quasi per fare Toseland nel 2007, poi iridato per appena due punti dopo aver stolidamente perso (anche per il suo comportamento vigliaccamente conigliesco) per strada quasi tutto il suo pingue vantaggio.

    Ancora una volta, è apparsa evidentissima agli occhi di tutti l’assurda condizione di vantaggio di cui gode la bicilindrica bolognese a causa di un regolamento sommamente fraudolento, totalmente ridicolo e tutto volto a favorirla in ogni modo possibile, a cominciare dai ben 200 cc in più a PARITA’ DI PESO (raggiunto nel 2010 a causa della scarsità – che poi era in effetti una scusa inconsistente, viste le varie vittorie Ducati dell’anno scorso – dei suoi risultati, senza mai più ripristinare le condizioni precedenti nonostante i successi finali Ducati di quella stagione e le 10 Vittorie 10 del 2011!!), la quasi totalità delle piste a lei ultrafavorevoli ed il fatidico ed incredibile ritiro appena dopo Misano 2010 della famosa gomma soft tipo 516, tolta di mezzo in tutta fretta dalla Pirelli con la scusa che “la sapesse sfruttare solo Biaggi”, mentre adesso che la Ducati risulta chiaramente la SOLA moto in campo a poter sfruttare le gomme morbide attuali e dopo ben 10 successi, nessuno ovviamente ritira un bel nulla o dice alcunchè!

    LaPresse

    Quando si vede che Checa – peraltro aiutato dalla sfortuna nerissima di Biaggi, non solo quella di Gara1 ma soprattutto quella della Superpole di sabato, vera chiave di volta negativa per il Campione del Mondo in Carica, perchè lo ha costretto a partire troppo indietro per poter puntare al successo come era ampiamente nelle sue possibilità, cosa vista del resto in Gara2, dove ha dimostrato di avere potenzialmente un passo addirittura più veloce dello spagnolo, come il rapidissimo fastest lap della gara testimonia appieno – vince agevolmente PURE nelle rarissime piste medio-veloci in cui dovrebbe avere invece difficoltà (questa poi Carlos non l’aveva neppure mai potuta digerire anche sul piano puramente personale), allora è del tutto evidente che qualcosa davvero NON vada e che ci troviamo di fronte ad un Campionato semplicemente FALSATO, completamente SQUILIBRATO e teso ad avvantaggiare proprio chi non ne ha affatto bisogno, ovvero Sua Santità la Casa di Borgo Panigale, cosa peraltro avvenuta SEMPRE e costantemente in TUTTA la ultraventennale Storia della WSBK!

    Ha avuto quindi ragione da vendere Max, a replicare alle emerite idiozie di Bevilaqua, sparate pomposamente a fine Gara2, definendole una totale barzelletta.

    Tuttavia, nonostante tutti i tremendi vantaggi sempre costantemente – e del tutto sfacciatamente, aggiungo, in particolare in questi ultimi due anni – goduti dalle bicilindriche, oggi, ripeto ancora, Checa può veramente ringraziare il cielo e la altrettanto tremenda sfortuna dell’Aprilia (e di Biaggi in particolare), senza la quale oggi le cose sarebbero potute andare diversamente per lui.

    Diretta conseguenza del regolamento ultrasquilibrato verso le bicilindriche, ovvero verso la Ducati, unica moto con questa architettura in campo, sono i ritiri annunciati dei Teams Ufficiali di Suzuki (dato per certo, ma non ancora ufficialmente annunciato) e soprattutto YAMAHA (annunciato ufficialmente nonostante la notizia, a questo punto resa ovviamente nulla, del rinnovo di contratto a Melandri, diramata appena qualche giorno fa) – alla fine di quest’anno, che in WSBK farà esattamente quel che fece alla fine del 2009 in SuperSport dopo la conquista dell’Iride con Crutchlow, duplicando il Titolo WSBK dello stesso anno con Spies.

    Questo clamoroso annuncio è un altra vibrata protesta delle marche costruttrici delle 4 cilindri, che evidentemente non ci stanno più a sottostare a questo regolamento chiaramente vessatorio, vera chiave dello strapotere Ducati, che sta dominando la stagione, vedi caso, con un pilota certo bravo ed esperto ma in assoluto non eccezionale – avente assolutamente nulla a che fare con un fuoriclasse come Bayliss, tanto per capirci e restare nell’ambito della Storia della Casa – che a controprova in carriera non ha mai vinto un bel nulla.

    E’ evidente che, così restando le cose, questi due non siano che i primi di altri clamorosi ritiri di Teams Ufficiali a 4 cilindri, fino alla rovina completa della WSBK!

    Chissà che anche la Honda non cambi idea e rinunci a far debuttare l’anno prossimo la famosa SBK V4 – erede delle gloriosissime RC30 ed RC45 – che ha da anni in gestazione? Un suo eventuale fallimento planetario contro la Extreme 1199, la nuova SBK bolognese ugualmente destinata a scendere in campo nel 2012 assurdamente avvantaggiata e protetta da questo vergognoso regolamento, sarebbe infatti assai controproducente per l’immagine della Casa dell’Ala Dorata.

    Inoltre, pure la BMW, logorata da tre lunghi anni di sforzi totalmente inutili in cui non ha MAI centrato neppure UNA Vittoria, logicamente parlando potrebbe benissimo decidere che la WSBK non valga più i suoi costosi tentativi sempre miseramente falliti. Se così non fosse, molti vedono già Melandri nel Team Ufficiale tedesco (magari accanto a Badovini) al posto del partente Haslam.

    Meditate, gente, meditate……..

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    Gara1 ha visto il facile successo di Checa – storicamente la 300esima Vittoria Ducati in questa Classe – su Laverty e Melandri, ma anche grazie alle tragicomiche disavventure dei due riders Aprilia, Biaggi che ha dovuto immeritatamente correre una gara ad handicap nelle retrovie con la frizione a pezzi e con la leva del freno praticamente distrutta dopo un contatto iniziale, e Camier che a soli tre giri dalla fine ha visto incredibilmente rovinato il suo fiero assalto alla seconda posizione di Laverty da un guasto al sistema ride-by wire della sua RSV4. Questa disavventura di Leon che lo ha visto poi tagliare il traguardo appena mestissimo quindicesimo, mi ricorda molto per la similare sfortuna cosmica l’episodio del 2009 in cui Spies rimase clamorosamente senza benzina (e con uno storico palmo di naso) mentre già si apprestava ad impennare vittoriosamente a Monza………:)

    Quarto è finito Haslam davanti alla wild card Hopkins – da cui personalmente speravo qualcosa di più dopo la bellissima pole di sabato – brillante all’inizio ma poi spentosi nel finale, esattamente come poi farà anche in Gara2.

    Davanti al basito e delusissimo Biaggi, qui forzatamente undicesimo, si sono classificati nell’ordine un Guintoli bravo ma comunque staccatissimo da Hopper, poi Lascorz, Berger, il rientrante Corser e Badovini.

    Gara2 ha visto il nuovo facile successo di Checa, qui alla sua centesima gara in WSBK, culminata col successo numero 301 di Borgo Panigale. Curiosamente, lo spagnolo aveva anche siglato la centesima Vittoria Honda in WSBK con la doppietta di Miller 2008.

    Anche Laverty ha avuto vita facile nel ribadire la seconda posizione precedente, confermandosi in questa occasione nettamente il migliore delle Yamaha Ufficiali, mentre tutto lo spettacolo si è concentrato alle loro spalle, con la bellissima rimonta di Melandri e Biaggi verso il gradino più basso del podio, a bersi prima Hopkins e poi Camier in una girandola di sorpassi mozzafiato e di colpi di scena terminata solo sul traguardo.

    A mio giudizio, con un solo giro in più a disposizione, il Corsaro avrebbe preceduto Melandri perchè aveva un passo più veloce del ravennate, poi invece finito terzo per pochissimo anche grazie ad alcuni errori di Max, nonchè dal calo repentino della sua gomma posteriore. Il Corsaro è pertanto finito buon quarto a 3,9 secondi da Checa ed appena due decimi da Marco.

    Solo quinto Camier, ancora una volta frustrato nelle sue ambizioni casalinghe dopo aver a lungo soggirnato in posizioni da podio come in Gara1, mentre Hopper in calando si è fatto sorprendere nel finale da un grintoso Guintoli, finendo appena settimo pur partendo dalla pole.

    Troviamo poi un altro deluso della giornata in ottava posizione, ovvero l’altro idolo locale Haslam, che ha preceduto agevolmente Fabrizio – qui di fatto surclassato dall’estemporaneo brand mate Hopkins a bordo della GXR 1000 Samsung del British SBK – caduto in Gara1 e Badovini ancora una volta decimo.

    Il Giro più Veloce è stato siglato da Biaggi – autore di una gara grintosa seppur ancora al di sotto delle sue vere possibilità, comunque bravo a riprendersi dopo l’enorme delusione patita nella prima frazione – che qui con 2:05.525 ha fatto molto meglio del fastest lap di Checa in Gara1 (2:06.045) migliorandolo di oltre mezzo secondo.

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    Dando un rapido sguardo alla classifica parziale Piloti vediamo che Checa ha nuovamente allungato pesantemente, portandosi a 343 punti, ovvero a + 62 da Biaggi (era a soli +30 prima di Silverstone) che insegue rabbioso a 281, mentre terzo è sempre Melandri ma assai più vicino al Corsaro a quota 272, a -71 dalla vetta.

    Quarto è sempre Laverty che coi 40 punti inglesi si porta a 208, mentre alle sue spalle troviamo altri due suoi connazionali oggi delusi, Haslam a 158 e Camier a 146. Settimo è Fabrizio che con 141 lunghezze precede di un abisso Badovini a 118, Guintoli con 109 e l’ultradeludente Haga a 99.

    A questo punto, dopo la breve pausa estiva, restano altri 4 cruciali appuntamenti con 200 punti ancora teoricamente da assegnare, il primo dei quali è in scena al Nurburgring, un circuito a prima vista quasi neutro, dove i due principali contendenti appaiono grosso modo alla pari, ma che in realtà in pratica per il particolare tipo di tracciato favorisce nettissimamente Checa.

    Se ricordate infatti, qui le Ducati l’anno scorso dominarono letteralmente il campo, ben più che ad una lettura veloce dei risultati, con la vittoria di Rea (con Checa secondo davanti a Crutchlow) in Gara1 dovuta unicamente alla scivolata di Haga che poi vinse nettamente Gara2 (con Checa caduto mentre lottava per la vittoria) su Rea ed Haslam, mentre Biaggi, che l’anno scorso ebbe vita facile dovendo solo controllare l’inglese, fu quarto e quinto rispettivamente nelle due frazioni.

    A questo episodio tedesco, molto probabilmente quasi decisivo, seguirà un’altra tappa assolutamente favorevolissima a Checa, ovvero l’appuntamento nostrano di Imola (dove già vinse due volte lo scorso anno), poi un’altra apparentemente quasi neutra, ovvero Magny-Cours, ma in realtà per le caratteristiche del tracciato molto più adatta alla Ducati di Checa che non alla RSV4 di Biaggi, ed infine la resa dei conti finale di Portimao, certo teoricamente più amica di Max.

    Dunque, ammesso e non concesso che Checa vinca due volte ad Imola e Biaggi altrettante a Portimao, i due episodi veramente decisivi restano quello tedesco ed il penultimo francese, dove Max vinse la gara conclusiva del 2010, la sua decima della passata trionfale stagione.

    Quindi ripeto, il Nurburgring in programma il primo fine settimana di settembre rivestirà certamente un’importanza pressochè cruciale.

    Qui Biaggi deve obbligatoriamente provare a vincere due volte e contemporamenamente sperare che a Checa capiti qualcosa, esattamente come in Gara1 di Aragon. perchè a ben poco gli servirebbe una doppietta se il rivale arrivasse due volte comodo secondo.

    Il circuito tedesco – che non ha ovviamente nulla da spartire con la storica e mitica NordSchleife di oltre 23 km e 223 curve – è attualmente un brutto toboga prettamente automobilistico, piuttosto lento, tortuoso, con chicanes spesso secche e decisamente poco motociclistiche, sulla carta favorendo indubbiamente la più agile e versatile cavalcatura dello spagnolo, ma ormai il Corsaro avendo ben poco da perdere dovrà issare la bandiera nera dei suoi tempi migliori ed andare all’arrembaggio provandoci alla morte, con la solita grinta e l’immensa abilità di guida che da sempre lo contraddistinguono.

    Anche Melandri sarà ovviamente della partita ma, non avendo il ravennate MAI corso, a mia memoria, su questo circuito, le sue chances sono ovviamente minori di quelle riservate ai due veri eterni duellanti di questa stagione.

    Questo è sempre stato un tracciato tra i favoriti di Haga (ci vinse anche lo scorso anno, pur in una stagione per lui disastrosa), ma ormai il giapponese ormai non è che l’ombra di quello che era un tempo, mentre qualche possibilità potrebbero averla Fabrizio, ansioso di riscattarsi dopo la delusione inglese, e pure Haslam (sul podio qui nel 2010) e Camier, altri grandi delusi di Silverstone, mentre Laverty resta un’assoluta incognita ed un’autentica mina vagante con la sua ormai consueta discontinuità.

    Per tutto quanto esposto sopra, non perdetevi per nulla al Mondo il sublime spettacolo iridato della WSBK,ossia il VERO Campionato delle VERE moto, nell’episodio pressochè decisivo in scena il primo week end di settembre, ed appuntamento ovvio ed improrogabile in Terra Germanica per la nuova cruciale puntata di questo spettacolare, drammatico ed adrenalinico Circus WSBK 2011!

    DONOVAN