WSBK Italia 2010: Max Biaggi Campione del Mondo!

Dodicesima e decisiva Tappa WSBK ad imola, dove meritatamente Max Biaggi ha vinto il suo quinto Titolo iridati, il primo conquistato in questa Classe da un pilota italiano, per di più su una moto altrettanto Italiana, la magnifica Aprilia RSV4

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    Max Biaggi Imola 10 a1

    Il dodicesimo, straordinario e drammatico episodio di questo bellissimo Circo WSBK 2010, andato in onda dal circuito di Imola – un tempo vera università del Motociclismo Mondiale ma oggi umiliato da stolide ed improvvide modifiche che lo hanno completamente snaturato e terribilmente rallentato – ha visto in una giornata fatidica ed indimenticabile per il Motociclismo Italiano e per tutta la gloriosa Storia ultraventennale della WSBK (nata nel lontano 1988) il Grande Max Biaggi conquistare il suo lungamente atteso QUINTO Alloro Iridato che lo consacra come il più forte e versatile Pilota tutt’ora in attività al Mondo.

    Infatti, questo straordinario successo lo pone storicamente sullo stesso piano di figure mitiche del nostro Sport come Mike Hailwood e Rhil Read, ovvero i soli Plurititolati del Mondiale Velocità che abbiano vinto almeno una Corona Iridata pure nel Massimo Campionato delle Derivate Serie della loro Epoca.

    Per inciso, sebbene anche John Kocinski abbia vinto un Titolo in WSBK e uno in 250, ovviamente è del tutto evidente come il pur bravo pilota americano non possa in alcun modo essere paragonato a questi Magnifici Tre Plurititolati del Mondiale Velocità.

    Attenzione, gente: questo è un giorno supremamente storico, fatidico e lunghissimamente atteso da tutto Il Motociclismo Italiano.

    La sua strepitosa importanza Storica può essere paragonata SOLO a quella del fatidico giorno del 2007 in cui la Ducati vinse con Casey Stoner il suo PRIMO Titolo Iridato del Mondiale Velocità nella MotoGp dopo avere sfiorato quello delle 125 nel lontanissimo 1959.

    Infatti, quella Corona Mondiale che Biaggi avrebbe pienamente meritato anche nel suo anno d’esordio – sempre il fatidico 2007 – nel Mondiale WSBK, mancato allora per pura sfortuna e soli diciotto punti, ora è finalmente per la PRIMA volta nella Storia ultraventennale della WSBK nelle mani di un pilota ITALIANO, per di più in sella ad una macchina – la meravigliosa Aprilia RSV4 che ha centrato il Titolo Piloti e pure quello costruttori (che arriverà a Magny Cours) appena al secondo anno di vita – ugualmente Italica: entrambi hanno letteralmente dominato in questa trionfale stagione questo straordinario Campionato, sicuramente il più importante, prestigioso e commercialmente significativo attualmente esistente, nonchè sicuramente il più popolare e seguito al Mondo dal popolo dei Veri Motociclisti.

    Dopo 29 Titoli WSBK tra Piloti (13) e Costruttori (16) approdati in Italia per merito della Ducati – che con un gesto puramente suicida ha clamorosamente deciso di abdicare al suo stesso insostituibile ruolo storico in questo Campionato, che di fatto ha letteralmente dominato in oltre due decadi, ritirando la sua prestigiosa Squadra Ufficiale a partire dal 2011 – questa volta è il Turno dell’Aprilia che, dopo essere stata di fatto parzialmente estromessa dal Mondiale Velocità a causa dell’abolizione della Classe 250, ed in attesa di esserlo del tutto quando gli anacronistici due tempi saranno definitivamente messi fuori gioco con la prossima futura scomparsa della residua Classe 125, si è presa una clamorosa rivincita sulla Dorna (nonchè sulla Honda, sua notoria Longa Manus) centrando il Doppio Titolo (quello Piloti è già in carniere, per quello Costruttori mancano solo 9 punti alla matematica certezza) appena al secondo anno di attività in questa magnifica Classe.

    A trentanove anni di età il Corsaro, motivatissimo, estremamente determinato, fresco e veloce come non mai, sfoggiando una Classe ed un Talento ancora semplicemente insuperati a livello Mondiale, ha saputo dominare letteralmente la stagione dall’alto di un formidabile bilancio parziale – quando manca ancora UN GP al termine, ovvero la tradizionale chiusura di Campionato di Magny Cours – di ben NOVE Vittorie e già 413 punti (quasi un record assoluto per la tradizionale WSBK con 13 GP totali, mentre lo scorso anno furono eccezionalmente 14), bastonando piloti che potrebbero essergli figli e Teams prestigiosi con una lunghissima, pluridecennale esperienza in questa difficilissima Classe.

    Max Biaggi Campione del Mondo Imola 10 a
    LaPresse

    Erano ben 23 stagioni (compresa questa) che un pilota italiano tentava, fin’ora inutilmente, di aggiudicarsi questa prestigiosissima ed estremamente popolare Corona Iridata.

    Ironicamente, fu proprio il primo anno, nell’ormai lontano 1988, alla primissima edizione della WSBK, che due nostri valorosi piloti andarono vicinissimi alla sua conquista, quando nel drammatico round finale di Manfeild nella remota Nuova Zelanda furono ben tre riders a giocarsi in extremis il Titolo, ovvero Fabrizio Pirovano su Yamaha OW31, Davide Tardozzi su Bimota YB4 e Fred Merkel sulla splendida Honda RC30 del Team italiano Rumi, destinata a vincere il Titolo sia quell’anno che il successivo, passando così alla Storia ed alla Leggenda della giovanissima ma già prestigiosa WSBK.

    Per la verità, Tardozzi avrebbe vinto il Titolo SE avessero usato anche per il primo GP della stagione lo stesso criterio di assegnazione dei punti usato per tutte le altre prove successive: invece, stranamente, il metodo di conteggio dei punti fu cambiato dopo il primo GP, in corso d’opera, cosa assurda, inaudita, assolutamente ingiusta ed ovviamente mai più successa.

    Poi, si dovette aspettare vent’anni, ovvero il 2007 per avere un altro italiano in grado di giocarsi il Mondiale nella prova finale di Magny Cours, quando ugualmente furono sempre in tre, ovvero James Toseland su Honda, Noriyuki Haga su Yamaha e appunto il nostro (allora) quadruplice Iridato Massimiliano “Max” Biaggi su Suzuki ad arrivare alla sfida finale di Magny Cours avendo tutti la possibilità di aggiudicarsi il Titolo.

    Il trionfo nostrano del Corsaro – davvero l’Eroe dei Due Mondi, secondo la felice intuizione dei colleghi di MotoSprint – è stato, come giustamente sottolineato da Colaninno, presidente del Gruppo Piaggio, un vero tripudio tricolore: questo sospiratissimo Titolo Iridato atteso da 23 lunghissimi anni è giunto finalmente ad un nostro pilota in una pista Italiana, su una macchina altrettanto Italica, sponsorizzata per giunta dalla rinata Alitalia, ovvero uno dei più universalmente noti simboli del nostro Paese nel Mondo.

    Davvero, per citare le sue stesse parole, era assolutamente impossibile pretendere di più!

    Da rimarcare ancora come questo trionfo, difficilissimo da ottenere sulla carta per la formidabile concorrenza in campo, ben più omogenea e compatta di quella riscontrata nel 2009, è arrivato appena al secondo anno (dopo la prima splendida Vittoria ottenuta la scorsa stagione a Brno appena al nono GP dal debutto assoluto) di attività della Squadra Corse Aprilia – completamente nuova a questo particolarissimo ma affascinante Mondo della moderna WSBK (dopo la remota ed ormai inutile esperienza con la bicilindrica RSV 1000), così diverso (e decisamente migliore sotto ogni aspetto) dal paludato e serioso ambiente, decadente e snob, del Mondiale Velocità – dove Max ha ritrovato la sua vecchia famiglia di amici fidati che lo aiutarono a vincere altri TRE Allori Mondiali consecutivi (94 95 96) nella difficilissima Classe 250 prima del clamoroso passaggio vincente nel 1997 alla derelitta Honda 250 che all’epoca non vinceva da un lustro, ovvero dai tempi del Grande Cadalora.

    Al confronto la BMW, autentico gigante se paragonato al Gruppo Piaggio, scesa in campo in WSBK esattamente come l’Aprilia nel 2009, fin’ora non ha collezionato che tristissime figure, senza mai neppure UNA sola vittoria parziale!

    A chi potrebbe obiettare come questo meritatissimo Titolo Iridato Piloti WSBK 2010 sia arrivato con una prova in anticipo in modo un pò rocambolesco, ribatto decisamente che il credito di cui tutt’ora gode The Emperor sulla Fortuna, in questi lunghissimi 13 anni pieni di malasorte, infortuni, moto clamorosamente non competitive – con cui comunque il Grande Max ha compiuto autentici miracoli di valore – è tutt’ora enorme e clamoroso.

    Restano alcune scelte sbagliate (ma è facile dirlo adesso, a posteriori) dettate dall’orgoglio, come ad esempio quella cruciale alla fine del 98 quando Max, vedendosi rifiutare la NSR 500 Ufficiale che gli era stata effettivamente promessa e poi negata clamorosamente dal mellifluo capo di allora dell’HRC che con un sorrisetto sprezzante e bugiardo, tutto orientale, gli disse testualmente “sorry, sorry, mistake, mistake”, esasperandolo al punto tale, lui cui era stato appena truffaldinamente scippato il Titolo Piloti 98 della 500 che aveva dimostrato di meritare sul campo pur correndo da PRIVATO esordiente nella Classe, preferì per tutta risposta emigrare alla eterna rivale Yamaha, che pure assolutamente NON schierava allora una moto neppure lontanamente paragonabile alla eternamente vincente Honda NSR 500 Ufficiale.

    SE fosse rimasto con la Casa di Hamamatsu, all’irreparabile infortunio di Doohan Max avrebbe avuto la moto Ufficiale al posto di quell’emerita nullità di Criville e la Storia del Mondiale Velocità sarebbe ora completamente diversa: Biaggi si troverebbe adesso al posto di Rossi come numero di Titoli Iridati conquistati, anzi ben sopra, perchè avrebbe iniziato a vincere Mondiali a raffica nella Classe Regina fin dal 1999 compreso ed a lui non sarebbe ad esempio certo sfuggito il Mondiale 2006 contro Hayden!

    Checa Imola 10 a
    LaPresse

    Venendo alle vicende odierne sulla pista Romagnola, la drammatica ed appassionantissima Gara1 ha putroppo visto un incolpevole Biaggi praticamente fuori dai giochi fin dall’inizio, vittima di due consecutive uscite di pista, di cui una causata da un contatto con Scassa alla Rivazza.

    Il Corsaro, handicappato anche da un setting della moto clamorosamente sbagliato, è stato pertanto costretto ad una difficile rimonta in sella ad un mezzo chiaramente poco competitivo, mentre il rivale Haslam si produceva in una bella progressione sui battistrada – prima il sorprendente poleman Sykes, poi il bravissimo e rinato Lanzi, infine l’altro veterano di lusso Checa, oggi vero dominatore di Imola sulla sua Ducati Althea, solo apparentemente Clienti, ma in realtà completamente Ufficiale da vari GP – che proprio all’ultimo giro lo ha visto portarsi all’attacco deciso del velocissimo Carlos.

    Secondo me, benissimo ha fatto Leon a giocarsi il tutto per tutto cercando quella vittoria in extremis che, con il grande rivale in chiara difficoltà, avrebbe rilanciato alla grande le sue speranze di rinviare la resa dei conti all’estremo round francese di Magny-Cours.

    Quasi inevitabilmente, però, il suo forsennato attacco alla Rivazza 1 è stato portato con una foga eccessiva, visto che Checa era abilissimo a chiudere tutte le porte, inducendo quindi fatalmente all’errore il rider inglese, che andando largo è finito sulla sabbia (dove ha avuto un’enorme fortuna a non finire a terra!) facendosi in tal modo passare dall’eroico Lanzi, il rimontante Haga e l’outsider Smrz, finendo dunque soltanto quinto davanti a Sykes progressivamente spentosi nella fase finale, rendendo dunque completo il clamoroso trionfo Ducati che per la prima volta nella stagione ha piazzato un fantastico en plein di tre suoi piloti sul podio, per giunta quasi esattamente replicato in Gara2!

    Questo estremo e disperato gambling fatalmente fallito da Haslam, cui va dato il pieno merito di averci comunque coraggiosamente provato, ha in pratica deciso il Campionato a favore di Biaggi.

    Ripeto, anche se Leon avrebbe facilmente potuto accontentarsi del secondo posto, che gli avrebbe fatto guadagnare 15 punti su Max che arrivando solo undicesimo ha preso nell’occasione solo 5 punti, in pura prospettiva iridata al suo posto avrei anch’io senz’altro cercato come lui la vittoria, troppo grande essendo il divario di ben 58 punti che dividevano i due grandi duellanti alla partenza di questa prima frazione.

    Invece del risultato sperato dall’alfiere Suzuki, al traguardo questi ha effettivamente guadagnato solo 6 lunghezze sul Corsaro, di fatto chiudendo qui ogni sua residua speranza iridata.

    Infatti, il clamoroso colpo di scena che ha messo definitivamente fuori gioco lo sfortunato Haslam in Gara2 è stato assolutamente ininfluente ai fini della lotta Iridata: a quel punto, in realtà, il Titolo era ormai saldamente (nonchè matematicamente) nelle capaci mani di Biaggi che, avendo ancora la bellezza di 52 punti di vantaggio sul rivale, e pertanto potendo gestire con comodo la situazione, ha comunque voluto onorare al meglio il suo fantastico Campionato attaccando come ha potuto fin dall’inizio, a bordo di una moto rabberciata alla bell’e meglio, ma non certo neppure lontanamente all’altezza delle altre gare italiane, dove aveva SEMPRE (a Monza ed a Misano) vinto alla grande per mano del Corsaro!

    L’altro vecchietto terribile Checa, sulla Ducati Althea in realtà ora ufficialissima, ha poi completato questo completo trionfo generazionale dei veterani sui giovani di belle speranze, che però si sono dovuti inchinare davanti alla insuperata Classe di Max ed anche di Carlos che, se avesse avuto prima la moto ufficiale e senza il clamoroso doppio episodio di sfortuna di Miller Park, avrebbe potuto benissimo risultare il vero rivale di Biaggi in Campionato al posto di Haslam, un pilota bravo, coraggioso ma tutto sommato incostante, inconcludente (in questo addirittura peggio di Haga, il che è davvero tutto dire!) ed inconsistente nei momenti davvero cruciali della stagione, quelli dove avrebbe dovuto invece sfoderare la sua grinta, e che è già stato senza troppi complimenti messo alla porta dal delusissimo Batta che, ben lungi dal confermarlo, con un secco comunicato lo ha lasciato libero di andare dove voglia il prossimo anno, purche fuori dalla sua squadra!

    Insomma, anche questa stagione Haslam si è in fondo confermato quale il pilota perdente che è sempre stato. Secondo me era meglio il padre Ron, che vidi spesso correre dal vivo.

    Le ultimissime news dal mercato Piloti WSBK vedono peraltro Leon già accasato in BMW al posto di Xaus – altro pilota cacciato a sonorissime pedate nel di dietro – mentre Melandri, a sua volta clamorosamente (nonchè giustamente………:) espulso dalla MotoGp – colpevole di un lunghissimo quinquennio di scarso, indecente e soporifero rendimento – sarà in Yamaha al posto di Crutchlow ed a fianco forse di Toseland, ammesso che lo vogliano riconfermare………..:)

    Altro passaggio interessante è quello di Haga alla Aprilia Clienti del Team DFX (che lascia pertanto la fida Ducati con cui ha corso per tanti anni), dopo due anni tutto sommato molto deludenti al Team Ufficiale Ducati Xerox, dove nonostante la nettissima superiorità della macchina, non è riuscito nel 2009 a battere uno Spies sicuramente immenso ma pure bersagliato da una sfortuna nera ed incredibile, per non parlare della disastrosa stagione attuale!

    Per l’eterno perdente nipponico si tratta peraltro di un ritorno, visto che per la Casa Veneta Nori ha corso – quelle volte Ufficialmente – sia in WSBK (2002) che in MotoGp sulla evanescente 3 cilindri Cube (2003).

    Il Team DFX ora motorizzato Aprilia non ha ancora comunicato chi sarà il suo secondo pilota nel 2011.

    La classifica finale della seconda frazione ha dunque visto, dietro il solitario Checa che stavolta ha vinto agevolmente, completando uno strepitoso trionfo Ducati – che avevo facilmente predetto nella sua pista ideale – incrementato da un (per una volta) convincente Haga davanti ad un redivivo Crutchlow (solo decimo in Gara1), il confermato Sykes in sella alla rinata Ninja ed appunto Biaggi, che davvero non poteva fare di più con l’arrancante e squilibrata Aprilia RSV4 di oggi.

    Dietro all’esultante neoiridato Max che aveva appena aggiunto la sospirata quinta stella alla sua prestigiosissima carriera, a suggello del completo dominio delle bicilindriche di Borgo Panigale (che qualcuno in Ducati si stia finalmente pentendo della folle, suicida decisione di ritirare la Squadra Ufficiale Xerox nel 2011?) , si sono piazzati Byrne a bordo dell’altra Althea Racing ed il romagnolo Lanzi, oggi davvero insperato profeta in patria e risorto clamorosamente dopo varie stagioni in perenne ombra.

    Lanzi Imola 10
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    La classifica parziale Piloti ad un solo round dalla fine dei giochi vede dunque Max Biaggi trionfalmente Campione del Mondo (per la QUINTA volta) ed ormai irragiungibile dall’alto dei suoi 413 punti, davanti all’eterno rivale Haslam con 350.

    Terzo è sempre Rea, oggi assente per infortunio e tutt’ora in forse per Magny-Cours, a quota 288, mentre Checa forte del formidabile doppio successo odierno con un balzo da tigre si porta pericolosamente sotto al nordirlandese con 274.

    Seguono vicinissimi tra loro Crutchlow con 239 ed Haga a quota 238, in lotta serrata per il quinto posto, poi ben più staccati troviamo Toseland a 187, Guintoli a 184, Fabrizio a 169 ed il veterano Corser con 165.

    La graduatoria Costruttori merita senz’altro un discorso a parte perchè, come già anticipato prima, Il Titolo pur quasi nella mani dell’Aprilia è ancora in ballo, potendo finire anche nelle mani della Ducati che lo fece suo pure lo scorso anno.

    Alla Casa Veneta per completare il suo Trionfo stagionale bastano in effetti matematicamente solo nove punti, ma trovo assolutamente incomprensibile e scandaloso il suo comportamento, non assicurando a Max, dopo l’infortunio di Camier, un degno rimpiazzo temporaneo che possa aiutarlo anche in questa seconda prestigiosissima impresa.

    Tra l’altro, questo è ovviamente tanto più vero per quanto concerneva la lotta per il Titolo Piloti, comunque ormai risoltasi a favore di The Emperor.

    Un aiuto al Campione Romano sarebbe stato tanto ovvio quanto gradito per Imola, ma evidentemente in Aprilia erano e sono tutt’ora sicurissimi del fatto loro, visto che non hanno messo in campo una seconda moto qui in Italia, sembrano intenzionati a farlo, per evitare ogni sorpresa per quanto riguarda la conquista dell’Iride Costruttori, neppure in Francia………..

    La situazione vede l’Aprilia prima con 433 lunghezze, seguita dalla Ducati con 392, uniche due Marche ancora in grado di laurearsi Campione del Mondo WSBK 2010.

    Seguono ormai escluse dal Titolo la Suzuki a quota 379, la Yamaha con 307, poi quinta la Honda con 305 e sesta la BMW con 201.

    Come detto, ormai alla fine definitiva dei giochi non si frappone che la tradizionale prova di fine stagione di Magny Cours (tranne l’anno scorso, dove l’episodio conclusivo fu a Portimao dove il geniale Spies si laureò meritatamente Iridato WSBK al’esordio in un Campionato anomalo su 14 GP anzichè gli usuali 13), teatro nel 2007 della succitata sfida finale a tre fra Toseland, Haga e Max.

    Per quest’ultimo, ormai Quintuplice Iridato, sarà una ben meritata passerella finale, mentre resta accesissima la lotta per la terza posizione finale tra Checa (che per me se la aggiudicherà, avendola comunque di sicuro maggiormente meritata) ed Haga, essendo le prime due ormai matematicamente assegnate.

    Dunque, non prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, per un clamoroso e sublime doppio spettacolo motociclistico mondiale a Magny-Cours per la prova finale della WSBK che si svolgerà in quasi (grazie ai diversi fusi orari) perfetta contemporanea con l’interessante episodio del Mondiale Velocità a Motegi.

    Quindi, per quanto riguarda questo impareggiabile Campionato Mondiale delle Derivate Serie, appuntamento certo ed imprescindibile in Terra di Francia per lo sfavillante finale di stagione di questo trionfale, clamoroso ed ormai tutto Tricolore Circo iridato WSBK!

    DONOVAN