WSBK Italia 2012: a Monza vincono Sykes e la pioggia!

Quarto appuntamento del Mondiale WSBK a Monza, tormentato dalla pioggia che alla fine ha portato all'annullamento di Gara1 ed al dimezzamento forzato di Gara2, fermata dopo appena 8 giri e dominata da Sykes, chiato vincitore su Haslam, Laverty, Melandri e Biaggi, che lascia Monza ancora in testa alla classifica

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    sykes superpole_imola_sp3

    La quarta, mutilata, bagnatissima e per molti sconcertante e controversa puntata di questo sempre più enigmatico ed incerto Circus WSBK 2012, andata in onda dall’ormai deturpato e sfigurato ma sempre affascinante circuito di Monza, ex Tempio indiscusso della Velocità Italica, è stato qualcosa per molti versi di inedito, letteralmente mai visto prima, destinato pertanto a rimanere – nel bene e nel male, come vedremo – per sempre negli annali non solo di questo Campionato (di cui proprio QUI si è celebrato il glorioso Quarto di Secolo di Storia con tantissimi prestigiosi Campioni PluriIridati del recente e più antico passato) ma di tutta la Storia recente del Motociclismo Iridato.

    Il meteo capriccioso ed incerto ha giocato moltissime volte brutti scherzi tanto nel passato remoto così come ad esempio ad Assen solo pochi giorni fa, ma qui davvero si è raggiunta l’apoteosi assoluta a riguardo, con una alternanza assurda e semplicemente MAI vista di pioggia e schiarite che si prresentavano anche nello stesso momento in punti diversi della lunga pista Monzese, il tutto reso più ostico e difficile da decifrare dalle troppe piante ad alto fusto che rendevano molto difficoltosa e lunga l’asciugatura naturale dell’asfalto (col nuovo che drenava assai meno del vecchio) nei vari tratti in ombra del tracciato.

    In merito alle contestate decisioni della Direzione Corsa, ovviamente influenzate dagli stessi Piloti (dimostratisi abbastanza decisi, ma anche in qualche modo divisi nell’occasione) si è già acceso un dibattito infuocato ed a tratti violento, alimentato anche dalle secche dichiarazioni del dopo gara dell’irritatatissima Pirelli – accusata da molti, a dirla tutta con qualche fondo di verità, di dilettantisimo, impreparazione ed inadeguatezza – in primo luogo e poi da quelle di alcuni degli (inevitabili, ovviamente) scontenti tra piloti e perfino Teams come quello ceco Liberty Effenbert.

    Chiariamo subito, a scanso di equivoci, come io la pensi, anche in base alle mie esperienze personali di pilota.

    Secondo me, stanti come imprescindibili dati di fatto l’incredibile – e francamente, credo, irripetibile – sequenza di pioggia e schiarite (a volte la pioggia era presente solo in alcuni tratti della pista!), le gomme effettivamente disponibili, i diversi asfalti (il nuovo meno drenante, quello vecchio più rapido ad asciugarsi) presenti lungo il tracciato e soprattutto le caratteristiche globali di QUESTA (e non altre, badate) pista, i piloti hanno avuto ragione.

    Ovvero, per semplificare, riferendomi ai principali portavoce dei due differenti punti di vista a riguardo, Melandri ha pienamente ragione, e Chili pienamente torto.

    E’ forse la prima volta in assoluto che io mi trovi totalmente d’accordo con qualsiasi cosa abbia detto Marco.

    Resta il fatto come stavolta il ravennate avesse ragione da vendere.

    Le sue parole sono state quelle di un professionista responsabile, positivo, realista, che certamente voleva correre esattamente come qualsiasi altro – perchè mai non avrebbe dovuto? Monza è una delle pochissime piste favorevoli alle 4 cilindri, dunque alla sua BMW! – ma NON ad inutile rischio della propria pelle.

    Rea, vedi un pò il caso, altro pilota coraggioso ed esperto (per di più motociclisticamente formato in zone altamente piovose) che sa il fatto suo anche in caso di pioggia, ha dichiarato esattamente le stesse identiche cose dette dal rider BMW, e questo dovrebbe far riflettere.

    Pure lui tra l’altro aveva tutto da perdere nel non correre qui, in un tracciato per una volta favorevole alle 4 cilindri.

    Pertanto, la minaccia della FIM e di Flammini di escludere Marco dal gruppo ristretto dei cinque Piloti da consultare in merito alla Sicurezza – per la gravissima colpa, pensate un pò, di aver alzato la mano esattamente come tanti altri riders per segnalare la pioggia all’inizio (poi appunto ritardato di qialche minuto) di Gara2 – è un’assurdita, anzi è una carognata bella e buona, una stupida vendetta verso chi si è viceversa ammirabilmente preoccupato della altrui sicurezza, nonchè (e ciò è assolutamente cmprensibile) pure della propria: Melandri, ricordiamolo, veniva dal pauroso volo rimediato nell’abortita Gara1, dunque aveva vissuto sulla sua pelle la estrema pericolosità di certe situazioni limite affrontate con troppa leggerezza in una pista notoriamente pericolosissima.

    Monza 2012 race2 grid
    LaPresse

    Per favore, non mi si venga a dire che le gare minori disputate tra la Gara1 annullata ed il moncone di Gara2 dimostrino che, in fondo, si poteva far correre lo stesso la WSBK come se nulla fosse.

    La Stock 600 è durata solo sei giri.

    La SuperSport è arrivata alla fine, ma praticamente sono caduti la metà dei suoi piloti, come ha giustamente rilevato Sanchini, che la pensa come me.

    Comunque, queste 600 non si sognano neppure di raggiungere i 340 km/h in rettilineo e dunque ogni comparazione con la WSBK è totalmente fuori luogo.

    Semplicemente, ogni tot anni occorre accettare i capricci di un meteo semplicemente impazzito con nervi saldi e un pò di filosofia.

    Safety First, recitava giustamente il vecchio e saggio motto della Honda, che la Casa fa male a non far scrivere ancora adesso sui serbatoi delle sue moto.

    Gli atteggiamenti machistici (ma qui, verrebbe più da dire……..masochistici…..:) da quattro soldi di Chili lasciano pertanto esattamente il tempo che trovano: è facile parlare dal divano, come ha giustamente rimarcato Melandri, ma resta il fatto che QUI, nelle pista più veloce del Mondiale, ogni minimo errore possa costare la vita, specie ad oltre 340 km/h e con gomme rain (e le cosiddete intermedie portate dalla Pirelli NON erano in realtà molto meglio) inadeguate che perdono letteralmente i pezzi dopo UN solo giro nel caso delle quadricilindriche, in caso di corsa mista bagnata-asciutta.

    Infatti, come giustamente detto dal ravennate, magari si sarebbe potuto rischiare in un’altra pista, ma NON CERTO a Monza.

    QUESTO, rammentatevelo sempre, è stato il fatale teatro di infiniti lutti e sciagure – ricordiamo tra tutte, per il Motociclismo del Dopoguerra, le cosiddette Prima e Seconda Tragedia di Monza, entrambe del 1973, costate la vita a Saarinen, Pasolini, Galtrucco, Chionio, Collombini – e dunque in tale pericolosissimo contesto simili azzardi davvero NON vanno assolutamente tentati!

    La Storia di Monza insegna.

    I suoi illustri caduti ci dicono, anzi ci gridano dalle loro tombe di non azzardare inutilmente in questo fatale circuito.

    La pista è ancora parecchio pericolosa, non tanto per le velocità in assoluto che vi si possono raggiungere, quanto soprattutto per i troppi guardrail (esattamente quarant’anni dopo il 73, in fondo non tantissimo è cambiato) ancora scoperti, per la mancanza quasi assoluta di vie di fuga, per le troppe piante ad alto fusto che costituiscono mortali corpi condundenti appena al di là di barriere metalliche spesso non protette e dannatamente vicine alla carreggiata in troppi tratti.

    Assolutamente NO.

    I piloti hanno avuto ragione da vendere nel far pesare il proprio punto di vista alla Direzione Corsa, che ha finito, sia pure magari controvoglia, per prendere le GIUSTE decisioni ai fini della Sicurezza.

    Guardate, so per certo che se il Vecchio Ago miracolosamente ringiovanito fosse stato della partita, si sarebbe detto pienamente d’accordo con le decisioni prese. King Kenny Roberts, esattamente lo stesso.

    Questi due grandi Campioni sono stati quelli che nella loro Era fecero di più per la Sicurezza dei Piloti.

    SE oggi non muore un corridore ogni gara come accadeva a quei tempi, lo dobbiamo anche e soprattutto a loro, ed a decisioni coraggiose e certo (ovviamente anche in quegli anni) al momento impopolari.

    Come quelle di Monza 2012.

    Per COSA si sarebbe dovuto correre rischiando inutilmente la Vita dei Piloti?

    Per far divertire il pubblico pagante?

    Per lo spettacolo?

    Assolutamente NO!

    Se lo volete sapere, pure il Grande Jarno Saarinen ed il mio amico Renzo Pasolini furono sacrificati, letteralmente gettati al macello in maniera criminale appunto per lo spettacolo, pur di favorire il pubblico!

    A Monza, quel fatale 20 maggio 1973, gli organizzatori pur sapendo benissimo della pericolosissima presenza dell’olio in pista, ignorarono volutamente le vive proteste dei piloti stessi (e pure di tanti bravi giornalisti), facendoli correre a forza pur di non perdere tempo a pulire la pista, per rispettare al minuto l’orario delle gare, tanto è vero che fecero partire la tragica gara delle 250 senza neppure il giro di ricognizione che, se effettuato, avrebbe dato modo ai piloti di capire meglio la situazione.

    Un ritardo della corsa? Mai!

    Che partano, e corrano i loro rischi, pensarono quegli emeriti assassini: in fondo, è il loro mestiere.

    monza 20 maggio 1973

    Foto: Christian Janin, Monza, 20 Maggio 1973

    Perchè poterono farlo?

    Perchè i Piloti allora non contavano nulla.

    Furono criminali episodi come questo che portarono a fatidici boicottaggi (come quelli dello IOM TT a partire dal 73 compreso), alle clamorose e riuscite proteste della Categoria che infine – dopo tanto tentennare ed innumerevoli ricatti e meschine vendette da parte degli inviperiti organizzatori – si riunì in una vera Associazione con potere decisionale.

    Si giunse perfino a minacciare la creazione di un Campionato Mondiale alternativo, nel famoso caso delle World Series, prospettiva concreta e clamorosa di scissione che fece scendere a ben più miti consigli chi cinicamente speculava sulla pelle dei Piloti.

    Meglio tardi, che mai.

    Quelle sofferte conquiste furono costruite letteralmente sopra centinaia di cadaveri di poveri corridori, ricordatevelo!

    Nel caso presente, praticamente TUTTI i team managers (con la sola eccezione del Team ceco Liberty Racing, motorizzato – guarda un pò – Ducati) ed i piloti migliori e con più esperienza – Melandri, Biaggi, Rea, Checa ecc – hanno giustamente rilevato come correre Gara1 in quell’orario, in quelle condizioni meteo e con le gomme disponibili fosse assolutamente impossibile da ogni punto di vista, quello della Sicurezza dei Piloti in primis.

    Quei pochi che avrebbero voluto correre lo stesso la prima frazione sono stati in primo luogo il poleman Guintoli e poi qualche altro outsider (tipo Giugliano, che poi alla fine ha però dichiarato di condividere tutte le decisioni prese in seguito, per ragioni di sicurezza), tutta gente, tranne il francese, che non aveva nulla da perdere e quasi sempre a bordo – vedi un pò il caso, con Badovini unica eccezione – delle bicilindriche, ovvero delle moto che per le intrinseche caratteristiche di trazione e coppia avrebbero fatto ben più strada delle quadricilindriche con le gomme cosiddette intermedie o rain, che invece le rivali in quelle condizioni di NON piena pioggia avrebbero distrutto completamente dopo al massimo due giri!

    A chi obbiettasse che la sospensione, il rinvio della nuova partenza (da zero) e poi l’annullamento definitivo di Gara1 abbia fatto comodo a Melandri e Biaggi – il primo out nel primo scampolo di corsa, il secondo impossibilitato a ripartire subito per un grave problema al motore – io rispondo rovesciando il discorso e affermando senza tema di smentita che colui che abbia veramente guadagnato da tutto quanto accaduto è Checa, che limita ad un SOLO miserabile punto i danni, mentre invece QUI – caso più unico che raro nel calendario iridato TUTTO eternamente favorevole alle bicilindriche! – SE si fossero disputate normalmente entrambe le gare avrebbe subìto un grave gap dalle migliori 4 cilindri perdendo diversi punti dai diretti rivali, da Biaggi in primis, e pure da Sykes e Melandri.

    Non solo, ma anche la decisione di fermare la ritardata Gara2 appena all’ottavo giro – ed anche qui, al massimo si poteva concedere un’altra tornata, ma poi avendo le slick montate, era assolutamente impossibile continuare – con conseguente attribuzione di metà punteggio ha favorito enormemente lo spagnolo, che così gongolando si è infine fatto beffe della temuta Monza, il SOLO tracciato in tutta la stagione veramente sfavorevole alla sua moto.

    Non per nulla, i commenti finali di Biaggi sono stati improntati ad un vivo disappunto e ad una grande delusione, avendo infine mancato di lasciare Monza con quel vantaggio di punti nei confronti di Checa su cui The Emperor contava davvero per distanziare almeno un pò il rivale che già gode delle infinite agevolazioni di un regolamento semplicemente assurdo, tutto volto a favorire eternamente le bicilindriche, cosa puntualmente verificatasi negli ultimi 25 anni (ovvero, immancabilmente TUTTI) della Storia della WSBK!

    Dell’unica dimezzata corsa che si è potuta disputare, ovvero Gara2, posso dire che, in appena otto giri utili e dopo il forzato ritiro di Guintoli – la sua Ducati si è ammutolita nel giro di ricognizione – la cosa più bella, oltre alla fuga solitaria di Sykes (con Haslam vanamente alle sue calcagna: l’inglese praticamente ha accumulato nei suoi confronti un vantaggio di un secondo al giro), è stato il duello per il terzo posto tra Laverty, Melandri e Biaggi.

    Specie tra questi ultimi si è sviluppato un continuo scambio di posizioni che prometteva bene per un finale di gara spettacolare che…….purtroppo non c’è stato affatto, per la pioggia intervenuta copiosa all’ottavo giro.

    Checa, come detto in precedenza, ha limitato al massimo i danni finendo settimo alle spalle di Rea e Biaggi e davanti al team mate Giugliano.

    Nono e decimo sono risultati Smrz e Badovini.

    Max Biaggi monza 2012
    LaPresse

    La Classifica parziale Piloti vede dunque Biaggi ancora in testa (anche se non certo di quanto avesse sperato alla vigilia di questo appuntamento) con 97,5 punti, con Checa alle calcagna con 95,5.

    Terzo è sempre Sykes che col dimezzato successo italiano si porta minacciosamente vicino alla coppia di testa a quota 91,5, mentre quarto è Melandri a 72,5, seguito a ruota da Rea con 70.

    Haslam è sesto a livello 68, inseguito da Guintoli a 66 e dal rimontante Laverty a 63.

    Smrz è nono a 42,5 appena davanti a Giugliano con 41.

    Come si vede, la graduatoria per i primi otto posti è abbastanza corta e compatta.

    La Graduatoria Costruttori vede ovviamente la Ducati nettamente prima con 140.5 punti, seguita dall’Aprilia con 108.

    Adesso, dopo il pasticcio Monzese, la WSBK vola rapidamente in UK per la quinta tappa del Calendario, il GP d’Europa in scena a Donington.

    Visto che le celebrazioni per il Quarto di Secolo della WSBK sono state praticamente la sola cosa riuscita a Monza, la pista delle East Midlands capita assolutamente a fagiolo, dato che fu la PRIMA in assoluto ad ospitare un round di questo Campionato appunto nel 1988: la storica Maiden Race, come la chiamano gli anglosassoni.

    Storicamente, quell’appuntamento inaugurale si caratterizzò per un astruso sistema combinato di calcolo che aggiudicava il doppio dei punti, giudicato però ingiusto e macchinoso, tanto che fu abbandonato immediatamente: già nel secondo appuntamento della Storia della WSBK si adottò il sistema attuale, che prevede classifiche separate ed indipendenti per ciascuna Manche, considerata come un GP a sè stante.

    Per la cronaca, fu il nostro Tardozzi a vincere la primissima gara della Storia della WSBK, portando al successo la splendida Bimota YB4 ritirandosi però nella seconda: per questo fu altamente penalizzato dallo strano sistema di punteggio combinato di cui sopra. Lucchinelli sulla neonata Ducati 851 (il prototipo debuttò l’anno prima a Daytona, mettendo subito paura agli americani) vinse Gara2, passando alla Storia come primo vincitore Ducati in questa lunghissima Epopea Iridata targata WSBK.

    Il cambiamento in corso d’opera del sistema di punteggio – cosa inaudita per un Campionato Mondiale, e a mia memoria mai più successa, nè prima nè dopo a livello iridato – portò ad una gravissima conseguenza, ovvero lo scippo del Titolo ai danni di Davide Tardozzi che, SE si fosse sempre adottato il sistema attuale, si sarebbe laureato primo storico Campione del Mondo della WSBK, alloro come tutti sappiamo andato invece allo statunitense Fred Merkel su Honda RC30 del Team italiano Rumi, destinato a ripetersi per buona misura pure l’anno dopo.

    Davide soffrì molto anche per un’altra evidente anomalia di quel Campionato, quando per un misterioso ed incredibile caso di ritardi vari la seconda corsa in Francia fu annullata, ed alla prima furono assegnati il doppio dei punti!

    Insomma, invece di vincere il Titolo che avrebbe abbondantemente meritato (a riprova, vinse ben 5 gare nell’anno, Merkel solo 2!) finì addirittura terzo, beffato pure da Pirovano (che vinse appunto in Francia) su Yamaha OW01.

    Donington è notoriamente, come del resto tutto l’UK, un sito tristemente conosciuto per le sue piogge furibonde: è ancora vivo infatti nella memoria, per suprema analogia con Monza 2012, l‘annullamento forzato di Gara2 nel 2007 – che sicuramente favorì enormemente Toseland nella sua fortunosa e per me, totalmente immeritata conquista del Titolo – a causa di un nubifragio di intensità inaudita che letteralmente inondò e sommerse la pista.

    Già Gara 1 fu caratterizzata da numerose cadute sempre a causa dell’asfalto estremamente viscido che allora non drenava assolutamente nulla.

    Spero davvero che, stavolta, il meteo possa essere più clemente.

    haslam bmw_2012
    LaPresse

    Ovviamente, questo resta un appuntamento molto favorevole ai piloti locali, Sykes, Haslam, Laverty e Rea in primis.

    Biaggi non ci ha mai vinto in WSBK (nel Mondiale Velocità, si) collezionando complessivamente quattro Podi in otto gare.

    Le bicilindriche storicamente qui sono sempre andate benissimo. Ad esempio, Bayliss nel 2008 vinse con alle spalle proprio un giovane Sykes che si mise in luce da wild card, a bordo di una Suzuki GSXR.

    Pure Checa l’anno scorso raccolse addirittura 45 punti con un successo ed un secondo posto nel giorno nero di Biaggi (che si buscò una bandiera……..appunto nera) e della prima Vittoria di Melandri (un altro favorito d’obbligo appunto per questo recente successo, anche se ottenuto in sella ad un mezzo diverso da quello attuale: l’anno scorso raccolse 45 punti esattamente come Carlos) in WSBK.

    Storicamente, la Ducati ha colto complessivamente ben 17 Vittorie in 38 gare, quasi una su due!

    Dunque, le favorite d’obbligo di questa trasferta nel Regno Unito sono prima di tutto le Ducati, sia Ufficiali che clienti – comprese le Liberty Racing di Guintoli, Smrz e Berger: il Team ceco con un comunicato astioso, offensivo ed in definitiva farteticante all’indomani della prova di Monza aveva minacciato addirittura il ritiro dal Mondiale WSBK per protesta contro le decisioni prese durante il GP italiano, per poi ovviamente tornare all’ovile con gli occhi bassi e la coda tra le gambe – e le 4 cilindri dei riders locali, come Sykes, Haslam, Laverty e Rea.

    Quest’ultimo – nemo propheta in Patria – a Donington in WSBK non ha mai vinto e neppure ottenuto un Podio.

    Del resto, la Honda ci ha vinto l’ultima volta nel 2008 con Kyonari, complice la pioggia.

    Biaggi dunque, sfumata miseramente la pressochè unica occasione monzese di guadagnare un pò di punti su Checa, dovrà nuovamente giocare in difesa come accaduto ad Imola, a causa delle caratteristiche della pista romagnola totalmente favorevole alle bicilindriche, nonchè ad Assen per avverse le condizioni ambientali e la difettosa messa a punto della sua Aprilia.

    Già adesso comunque mi sento di dire che una giornata nera come quella vissuta qui lo scorso anno difficilmente si ripresenterà per il Corsaro, che affronterà comunque sereno e determinato la sfida inglese dalla vetta della classifica iridata, mentre l’anno scorso si trovava già costretto ad inseguire.

    Max ha anche recentemente dichiarato di gradire il circuito della foresta di Sherwood – anche se si tratta sostanzialmente di un mezzo kartodromo tutto violente staccate e ripartenze, pertanto supremamente favorevole, tanto per cambiare, alle bicilindriche – dunque l’entusiasmo e lo spirito positivo, da sempre premesse indispensabili per un buon risultato, in casa Aprilia (lanciatissimo Laverty ovviamente compreso, a Monza al secondo Podio consecutivo) non mancano.

    Come ha giustamente sottolineato The Emperor, da qui in avanti ogni appuntamento diventa cruciale stante un discreto equilibrio in campo tra i Piloti – abbiamo infatti avuto già cinque vincitori diversi su appena sette corse fin’ora disputate, anche se Checa vanta già tre successi all’attivo – mentre se parliamo di Marche l’equilibrio manca totalmente perchè ben 4 delle 7 corse cono state vinte dalla moto eternamente e nettamente (quanto ingiustamente) favorita dai regolamenti e dalla quasi totalità dei circuiti, ovvero dalla Ducati.

    La lotta in UK sarà dunque titanica, ma qualcuno è troppo favorito rispetto agli altri, ed i risultati visti fin’ora stanno incontestabilmente lì a dimostrarlo.

    E’un pò come giocare ingenuamente a poker con bari professionisti pieni di assi nelle maniche………..:)

    Checa Ducati 2012  b
    LaPresse

    Quindi, non prendete assolutamente impegni per questo stesso fine settimana, ed appuntamento certo ed immancabile in Terra Britannica per il velocissimo seguito – sperando però in un meteo più clemente! – di quanto successo a Monza (con tutto il suo astioso codazzo di polemiche) ed il nuovo eccitante spettacolo di questo grandioso, drammatico ed insostituibile Circus WSBK 2012!

    DONOVAN