WSBK Magny-Cours 2012: Max Biaggi per la sesta volta Campione del Mondo!

WSBK Magny-Cours 2012: Max Biaggi per la sesta volta Campione del Mondo!

Trionfo Finale di Biaggi e dell'Aprilia duplicemente Iridati come nel 2010 e bilancio finale del Campionato WSBK, forse l'Ultimo Vecchia Maniera prima dell'intrusione della Dorna

da in Max Biaggi, News SBK, SBK 2017
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    Max Biaggi 2012 ge a

    Il quattordicesimo, estremo e conclusivo episodio di questo incredibile, adrenalinico, addirittura pazzesco Circus WSBK 2012 – davvero la fantasmagorica conclusione di un Quarto di Secolo assolutamente irripetibile della Storia di questo fantastico Campionato, nonchè la Fine di un’Era per i motivi che in seguito dirò – andato in scena (secondo una regia perversa votata alla suspence più assurda, in un crescendo rossiniano tutto all’insegna del thrilling più inverosimile) nel lento, fradicio ma divertente tracciato francese di Magny Cours – sferzato dalla pioggia prima di Gara1 – ha visto infine, dopo mille colpi di scena conclusisi letteralmente solo all’ultimo giro, emergere ancora una volta quale Campione del Mondo il vecchio ma inossidabile e strepitoso Massimiliano “Max” Biaggi che, alla bella età di oltre 41 anni, si laurea ed ammanta ancora una volta dell’Alloro del suo SESTO Titolo Iridato Piloti nella Classe motociclistica più prestigiosa, affascinante, popolare e difficile dell’intero Pianeta.

    Il Corsaro quindi pone il suo Nome nella Leggenda, a fianco della ristretta lista di Campioni che hanno vinto l’Iride WSBK almeno DUE volte, accanto dunque a gente del calibro di Merkel (2), Polen (2), Fogarty (4), Edwards (2) Corser (2), Toseland (2), e Bayliss (3).

    Di questi, però, Max è IL SOLO PluriIridato del Mondiale Velocità FIM che abbia vinto almeno DUE TITOLI WSBK, mentre i pur mitici Hailwood e Read (che hanno vinto rispettivamente nel 77 e nel 78 il Mondiale TT/F1, storicamente l’esatto equivalente dell’Alloro WSBK prima che fosse istituito quest’ultimo Campionato) ne conquistarono solo UNO. Kocinski ovviamente qui NON conta una Beata Mazza perchè NON E’ un PluriIridato del Mondiale Velocità FIM.
    Questo fa automaticamente di Max Biaggi il Più Completo e Versatile Campione Motociclista di Tutti i Tempi, detentore in questo senso di un Record Mondiale (che si aggiunge agli altri in suo possesso) difficilmente eguagliabile in avvenire, in questa Epoca di esasperata specializzazione.

    Storicamente, la leggendaria Completezza e Versatilità di Biaggi non ha rivali e trova un riscontro adeguato solo ed esclusivamente nell’ Immenso Mike The Bike Hailwood, ovvero il Più Grande Campione Motociclistico di Tutti i Tempi in senso assoluto.

    Sempre parlando di statistiche in ottica squisitamente Storica, questo oltre che il SESTO Titolo Iridato Piloti di Massimiliano “Max” Biaggi rappresenta – assieme al secondo Alloro Costruttori WSBK 2012 appena conquistato dal Team Aprilia Racing – il CINQUANTUNESIMO Titolo Mondiale vinto dall’Aprilia in tutte le discipline motociclistiche (comprese quelle off road) nonchè il CENTOUNESIMO Titolo Iridato detenuto dalle Case attualmente facenti parte del Gruppo Piaggio (oltre alla Casa di Noale, lo costituiscono attualmente Marchi leggendari ed enormemente prestigiosi come Moto Guzzi, Gilera e Derbi).

    Dei SEI Titoli Iridati Piloti di Max, cinque sono stati conquistati con moto Aprilia (il rimanente con la Honda), e ben quattro all’ultima gara, a riprova del sangue freddo e dell’ineguagliato Talento da Combattente di questo Leggendario Campione, dalla vita agonistica pressochè infinita, caso mirabile e pressochè unico, in tempi moderni, a vincere il Più Prestigioso Titolo Mondiale Piloti del Motociclismo a 41 anni compiuti.
    A mia memoria, nella Storia del MotoMondiale solo Hermann Paul Muller – leggendario pilota di moto, sidecar e auto, poi infine tornato alle prime – con la NSU Sportmax 250 privata nel 1955 aveva un età maggiore quando si laureò Campione del Mondo: esattamente 46 anni, essendo nato nel 1909.

    Sykes 012 Almeria

    Nel 1939 teoricamente fu Campione Europeo (a quel tempo, equivalev ai Titolo Iridato) di Formula 1 su Auto Union 16 cilindri, ma quel Titolo non fu mai ufficialmente assegnato a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Quasi a suo risarcimento, il suo Titolo Iridato Motociclistico del 1955 però fu essenzialmente dovuto ad una frode sportiva, perpetrata a danno del Grande Bill Lomas con la MV Agusta, che fu squalificato in un GP per aver fatto un pit stop col motore acceso: in realtà, quello che era proibito fare a motore acceso era solo rifornirsi di carburante, cosa che il rider di Cascina Costa appunto NON fece in quell’occasione!

    Anche nel caso del Titolo delle 500 del 1949 (primo anno del MotoMondiale) di Leslie Graham – sulla leggendaria AJS 500 Porcupine bicilindrica – che aveva all’epoca 38 anni, ci fu una clamorosa frode ai danni sempre ai danni di una Casa Italiana, in questo caso il nostro Grande Nello Pagani (Campione del Mondo in Classe 125 sempre nel 1949), che aveva vinto effettivamente l’Alloro Mondiale 500 su Gilera con vari punti in più dell’inglese (valevano però solo tre prove su sei!), a cui fu però assegnato tra l’altro dei punti in più per dei Giri Veloci, una regola neanche presente all’inizio del Mondiale, e del resto mai più applicata: insomma un furto bello e buono.
    Les vinse pertanto il Titolo in modo assolutamente fraudolento, e di MEZZO PUNTO. Nato nel 1911, aveva 42 anni quando morì a Bray Hill nell’IOM Senior TT del 1953 correndo per la MV Agusta.

    Come ho ricordato tante volte nelle mie Monografie Storiche, il Mondiale della Classe 250 – ed anche quello della Classe 500 del 1967, finito ad Agostini su Hailwood – è del resto famoso per i Titoli assegnati a Pari Punti, vedi i casi degli Iridi di Hailwood su Read sempre nel 1967 e dello stesso Read su Ivy nel 1968!

    Dunque, come ben vedete, ci sono stati altri casi in cui il Titolo fu assegnato sia per MEZZO punto (come nel caso di Biaggi, ma lui a differenza di Graham lo ha vinto per pieno merito!), sia addirittura a PARI punti.
    I Titoli assegnati per UNO o DUE punti (come quello di Toseland su Haga – che del resto perse pure quello del 2009, andato a Spies, per soli sei punti – in WSBK del 2007) poi non si contano proprio……….:)

    Non voglio qui fare – come invece sono solito – la cronistoria particolareggiata delle due gare, peraltro tiratissime, nervose e zeppe di colpi di scena, limitandomi invece a sottolinearne qualche aspetto fondamentale, a cominciare ovviamente dalla inopinata quanto misteriosa caduta nelle primissime fasi di Gara1 (ovviamente dichiarata wet race) di Biaggi, vittima di una chiusura dello sterzo quasi inspiegabile. E’ stato peraltro QUI che i suoi avversari hanno perso il treno iridato, NON approfittando al massimo della sfortunata disavventura del Corsaro.

    Infatti, a quel punto sia Sykes che Melandri avevano l’imperativo categorico di vincere la gara per rimanere in piena corsa per il Titolo, ma entrambi l’hanno colpevolmente mancato, Tom – arrivato deludente terzo – ancor più di Marco, finito buon secondo.
    Entrambi si sono dimostrati sotto la pioggia troppo guardinghi, ed hanno anche entrambi beneficiato della enorme grazia ricevuta della clamorosa quanto assurda ed inutile caduta di Rea che, assolutamente solo con quasi sedici secondi di vantaggio in testa alla corsa, purtuttavia del tutto insensatamente tirava troppo (guadagnando quasi due secondi a giro: ma che bisogno c’era, Jon?) sugli inseguitori, cadendo quasi inevitabilmente per la rabbia di Biaggi e la gioia dei suoi avversari.

    melandri nurburgring 2012

    Per fortuna di The Emperor sul bagnato è come al solito emersa la grande Classe di Guintoli, che ha portato nel tripudio del pubblico amico la gloriosa e pensionanda 1198R all’ultima grande Vittoria della sua Carriera Quasi subito secondo dietro il fuggitivo Rea, Sylvain ha preso saldamente le redini della gara dopo l’assurda quanto inevitabile uscita di scena di quest’ultimo, portando a casa con sicurezza il suo terzo successo della stagione, nonchè il secondo per il suo nuovo Team Pata Racing, di fatto salvando anche il meritatissimo Mondiale di Biaggi.

    Questi si è presentato calmo e determinatissimo sulla linea di partenza della decisiva Gara2, forte della sua formidabile esperienza in materia (ben 4 dei suoi Titoli Mondiali – su 6 in totale – vinti all’ultima gara!) conquistando meritatamente la sua Sesta Corona Iridata con una corsa comprensibilmente prudente all’inizio quanto decisa nella seconda parte, incamerando con grinta quel fatidico quinto posto indispensabile al Successo Finale.

    E’ da sottolineare comunque il margine di sicurezza sempre mantenuto in Casa Aprilia, che aveva strategicamente il proprio ammirabile alfiere Laverty piazzato direttamente davanti a Max in quarta posizione, pronto eventualmente a lasciare strada al Corsaro in caso questi avesse per caso perso una posizione, cosa che peraltro NON è successa.

    Semplicemente, non ce n’è stato bisogno, MA nel caso opposto l’Aprilia lo avrebbe fatto senza meno, dando dimostrazione di come si vinca comunque un Mondiale Piloti (dopo aver già incamerato quello Costruttori) peraltro strameritato, a differenza di quegli emeriti fresconi della Ducati Xerox ufficiale che proprio NON vollero vincerlo contro Spies nel 2009. Peggio per loro!

    Pertanto chi pensi che il Mondiale di Max sia dovuto al caso, alla fortuna di quel mezzo punto non comprende come il margine di sicurezza nel Team Aprilia Racing fosse maggiore di quanto potesse apparire a prima vista. Inoltre, anche finendo a pari punti Biaggi avrebbe vinto il Titolo per maggior numero di Vittorie nella stagione!
    Sykes è stato bravo a vincere Gara2 su Rea e sul solito Guintoli – per me, il vero trionfatore della giornata davanti al suo pubblico e nella sua pista di casa, oltre a Max – ma onestamente NON avrebbe meritato il Mondiale, aiutato come è stato dalla pioggia troppo presente quest’anno e dalle gare accorciate che hanno ovviato ai problemi di consumo delle gomme della sua Ninja, velocissima quanto massacratrice di coperture.

    In una stagione normale, con un tasso di pioggia normale, Tom semplicemente sarebbe finito a cento punti da Max, o poco meno. Punto.
    Molte cose hanno dunque contribuito ad avvantaggiarlo, ed anche nel penultimo episodio di Portimao la sospensione di Gara1 lo ha di fatto salvato da una probabilissima Vittoria di Biaggi.

    checa phillip island 012 a

    Entrambi hanno poi beneficiato dell’erratico comportamento di Melandri, bravissimo in certi appuntamenti ma addirittura perso in altri, protagonista di una stagione per certi versi fantastica – pensando che ha preso in mano una moto mai vincente in lunghi anni, facendola crescere fino a farla diventare nettamente la migliore del lotto e portandola al successo in ben sei occasioni – quanto deludente ed estremamente sconcertante con quattro zeri consecutivi (tutti dovuti a propri errori marchiani, senza colpi di sfortuna!) proprio quando bisognava finalizzare gli sforzi di tutta una stagione all’inseguimento, favorito in questo anche da un lungo periodo di appannamento dell’Aprilia e da alcuni brutti ed insoliti errori del Corsaro.

    Infatti, Melandri e Sykes assieme a lui sono rientrati effettivamente in corsa SOLO dopo alcuni svarioni insoliti ed assolutamente evitabili di Max – penso dovuti più che altro a deconcentrazione, visto il suo largo vantaggio in classifica – particolarmente la clamorosa caduta sul cordolo nelle ultime fasi di Gara1 a Silverstone e l’errore (probabilmente dovuto ad una temporanea avaria ai freni) in staccata di Gara 2 al Moscow Raceway, travolgendo Haslam.

    Anche la scivolata in Gara2 in Germania (innescata dall’errore di Laverty di fronte a lui) era francamente evitabile con un pò più di circospezione, ma proprio li si è avuto il turning point decisivo dell’intera stagione: il Corsaro infatti avrebbe anche potuto abbandonare la moto sdegnato, seccato o disperato come è stato sempre il caso del teatrale Melandri – che, fateci caso, MAI ha nemmeno provato a rialzare la moto quando è caduto – invece si è ributtato in sella con la rabbia agonistica e l’entusiasmo di un ragazzino, portando a casa in quel frangente tre punti importantissimi e, come abbiamo visto, in realtà assolutamente decisivi per le sorti del Campionato.

    Questo rimanda fatalmente la memoria alla fatidica stagione WSBK 2007, molto similare a questa in diversi aspetti, a cominciare col fatto di registrare anch’essa una gara annullata (ed esattamente Gara2 di Donington, cancellata per pioggia eccessiva, dunque con 25 gare valide esattamente come questa ne ha avute solo 27 per i fatti di Monza) con Toseland esattamente come Max ad un certo punto in grande vantaggio in Classifica ma troppo scialaquone nelle ultime gare.

    Anche James ebbe tra l’altro la forza e la voglia di rimontare in sella dopo una caduta in Gara1 a Donington, quadagnando in tal caparbio modo (aveva perso nella botta anche quasi tutto il liquido del radiatore!) quattro punti decisivi per il suo successo finale: infatti, vinse alla fine di appena DUE punti il Titolo su Haga (e di 18 sull’esordiente Biaggi!) alla sfida finale di Magny Cours, guadagnandosi in quell’occasione l’appellativo di Tremoland per il suo conigliesco comportamento, completamente diverso da quello tenuto quest’anno nello stesso estremo appuntamento da The Emperor, assolutamente risoluto a reagire con forza al tremendo colpo di sfortuna di Gara1, che avrebbe invece smontato ben più di un pilota, anche molto esperto.

    Un turning point negativo per Biaggi, o meglio per il suo Team, è sicuramente stata pure la brutta giornata di Brno, dove Max nella sua pista preferita è stato costretto ad assistere nell’assoluta impotenza – causa la completa mancanza di competività della sua RSV4 – al doppio successo di Melandri, mentre turning points positivi e DECISIVI per il Corsaro sono stati sicuramente le giornate trionfali di Phillip Island – dove non aveva mai vinto in WSBK – di Misano, Aragon e anche del Nurburgring – (malgrado l’inopinata scivolata di Gara2, senza la quale avrebbe sicuramente incamerato un’altra doppietta, ammazzando lì ipso facto il Campionato), ovvero un altro circuito dove non aveva mai riportato un Successo in questa Categoria.

    Rea Assen  2012 La Presse b

    Da qui si evince ancora una volta come le leggendarie Versatilità ed Adattabilità di Max non abbiano assolutamente alcun paragone al Mondo nella Storia Moderna del Motociclismo, essendo la chiave di volta anche di questo ennesimo, fantastico, Duplice Trionfo Iridato, esattamente come nel 2010 portando alla conquista di DUE ulteriori Titoli Mondiali, per sè e per il Team!

    Analizzando solo i Podi di questa Stagione, Max ne ha centrati 11 (tra cui 5 Vittorie, quelle di Phillip Island, le due di Misano, poi quelle di Aragon e del Nurburgring), contro 3 zeri, mentre Sykes conta ben 13 Podi (tra cui 4 Vittorie, di cui ben due in gare dimezzate e perciò più favorevoli alla sua Ninja) e 3 zeri come Biaggi. Melandri annovera pure 11 Podi (tra cui ben 6 Vittorie, di cui 3 consecutive come Biaggi) ma anche 6 zeri, frutto di errori suoi.

    Dunque, specie nei confronti di Tom, è stata la splendida CONTINUITA’ di Biaggi ed i suoi consistenti piazzamenti al di là dei Podi a fare ancora una volta la differenza.
    A chi obbietti che all’inglese abbia pesato la Vittoria dimezzata di Monza, ribatto che proprio l’accorciamento sia stato il motivo della Vittoria di Sykes, non solo in Italia bensì anche a Portimao! In entrambi i casi, l’inglese NON avrebbe vinto quelle gare se fossero durate nella norma, dunque l’alfiere Kawasaki NON può certo ritenersi in debito con la sorte, che anzi gli ha elargito alcuni incredibili regali (da parte di Max e Marco) nella fase finale del Campionato, rimettendolo di fatto in corsa in extremis.

    Dunque, per tutto quanto sopra esposto, la Vittoria Finale – ampiamente annunciata, e solo nell’estremo finale fugacemente messa in dubbio da una sfortunata scivolata in Gara1 di Magny-Cours – di Max Biaggi è stata pienamente meritata, ed il fatto che se la sia aggiudicata a 41 anni suonati in un caso praticamente senza precedenti nell Storia Moderna del Motociclismo, sopra una banda di giovani di assoluto valore (per soprammercato a bordo di moto spesso più veloci e performanti della sua) la rende semmai più preziosa nella sua sublime bellezza.

    Come ha detto Max stesso, proprio i Titoli più sudati sono quelli più voluti, sentitii e dunque meritati.
    Parole sante, Vecchio Max!

    A puro titolo di cronaca e di statistica riporto qui sotto i Final Standings di questa memorabile Stagione, senza dubbio la degna Fine di un’Era, ovvero del primo Quarto di Secolo della favolosa WSBK, dopo il quale purtroppo NULLA sarà più come prima a causa della malefica entrata in scena della Dorna ad inquinare e guastare pure questo meraviglioso Campionato, dopo aver fatto (con i mierevoli risultati ben visibili a Tutti) scempio del Mondiale Velocità, ormai completamente rovinato ed irriconoscibile rispetto a solo pochi anni fa.

    Il criminale piano di Don Carmelo Ezpeleta è semplice: svilire la WSBK – troppo spettacolare, popolare ed entusiasmante, ha reso di fatto ridicola, noiosissima e soporifera al confronto una ormai miserabile MotoGp che, al ritiro definitivo di un Genio delle due ruote quale Stoner, perderà inesorabilmente l’unico appeal che ancora detiene – rendendola di fatto del tutto uguale alla attuale Superstock 1000, il tutto per fare andare le WSBK più piano persino di quelle assurde e ridicole carriole che rispondono al nome di CRT, costosi ma penosi e lenti giocattoli che lui ha fortissimamente voluto ma che già nessuno può più soffrire, personale monumento alla sua Insipienza Umana ed ennesimo buco nell’acqua della sua mafieggiante organizzazione.

    Moto, Superbike Gp Russia

    CLASSIFICA FINALE MONDIALE PILOTI WSBK

    1. MASSIMILIANO “MAX” BIAGGI CAMPIONE DEL MONDO con 358 punti; 2. Sykes 357,5; 3. Melandri 328,5; 4. Checa 287,5; 5. Rea 278,5; 6. Laverty 263,5; 7. Guintoli 213,5; 8. Haslam 200; 9. Davies 164,5; 10. Giugliano 143; 11. Fabrizio 137,5; 12. Badovini 133; 13. Baz 122; 14. Camier 115,5; 15. Smrz 92,5; 16. Berger 92; 17. Zanetti 68; 18. Aoyama 61,5; 19. Hopkins 44; 20. Canepa 42,5; 21. Salom 22; 22. McCormick 19; 23. Lascorz 17; 24. Corti 11; 25. Brignola 10; 26. Mercado 9; 27. Lanzi 8; 28. Baiocco 8; 29. Lundh 8; 30. Hickman 7; 31. Staring 6; 32. Polita 4; 33. Aitchison 3; 34. Brookes 1.

    CLASSIFICA FINALE MONDIALE COSTRUTTORI WSBK:

    1. APRILIA RACING TEAM CAMPIONE DEL MONDO con 444,5 punti; 2. BMW 421; 3. Ducati 416; 4. Kawasaki 397,5; 5. Honda 293,5; 6. Suzuki 136,5.

    E’ doveroso ricordare come, quasi inevitabilmente, anche questa emozionante, addirittura esaltante stagione WSBK, forse l’ultima “Old Style” (in questo senso, il fatto che l’abbiano duplicemente vinta proprio Biaggi e l’Aprilia lascia una indelebile, storica Impronta Italiana sul meraviglioso, epico Mondiale delle Derivate Serie così come l’abbiamo sempre conosciuto ed apprezzato, pur nella sua logica e naturale evoluzione) abbia avuto i suoi lati tragici, a cominciare dalla dolorosa morte di McIntyre nella gara d’esordio della 600 Superstock in Australia fino al bruttissimo incidente in prova d Imola del valoroso rider spagnolo Joan Lascorz, che lo ha lasciato – speriamo temporaneamente – paralizzato agli arti inferiori.

    Che dire degli altri protagonisti della Stagione non nominati prima?
    Checa ha toppato clamorosamente la stagione pur essendo nettamente il favorito assoluto della vigilia: troppi errori (alcuni clamorosi, vedi la scelta delle gomme ad Assen), suoi e del team, gli hanno tarpato le ali in una classica stagione-no, come capitato del resto a Biaggi (ma Carlos non si è infortunato come Max l’anno scorso) nel 2011.
    Rea, come al solito, si è dimostrato gran combattente ma cade troppo per poter seriamente aspirare ad altro che non sia un posto di rincalzo.
    Davies è cresciuto moltissimo quest’anno, e sono davvero curioso di sapere cosa potrà fare alla BMW Ufficiale: peggio di Haslam, non credo.
    Laverty si è dimostrato un gran pilota e soprattutto un fantastico team mate per Biaggi, disposto ad aiutarlo nei momenti cruciali: Eugene si è dimostrato non solo veloce e determinato ma anche leale verso l’Aprilia e ne sarà senza dubbio ricompensato, visto che la Casa Veneta punta molto su di lui per il futuro.

    Tra i giovani, oltre a Davies e Laverty mi è piaciuto parecchio Baz – sostituto dello sfortunato Lascorz – specialista della pioggia, che ha già messo a segno una Vittoria (come Chaz) e due Podi.
    Giugliano invece per me è stata una delusione, con la moto favorita in quasi tutti i circuiti ha messo a segno appena un terzo posto per sbaglio e nulla più. Tra i veterani, senza dubbio Guintoli ha fatto la parte del leone a bordo di una Ducati privata, vincendo ben tre volte fra l’altro cambiando Team ex abrupto ad oltre metà stagione.

    Ora, sono certo che qualcuno vorrà sentire la mia opinione sulla possibilità che il Grande Corsaro continui – perpetuando quasi la sua la Sua stessa Leggenda, facendo ancora rivivere la propria straordinaria ed inimitabile Carriera – a correre o meno.

    Da parte mia, e senza alcuna enfasi, spero proprio che il Corsaro resti a deliziarci ancora, approfittando di una condizione psicofisica eccezionalmente integra e della Ultima Stagione intelocutoria che sembra si abbia ancora davanti in WSBK prima delle deleterie rivoluzioni in negativo che aspettano per certo la Classe nel 2014, del resto già nefastamente preannunciate dal sunnominato satrapo spagnolo.

    Proprio come il Vecchio Walter Villa, Quattro Volte Iridato, personalmente ritengo che lo stantìo e decrepito concetto altisonante del “ritirarsi imbattuto” non abbia proprio alcun senso, qualora si possa e voglia continuare a fare ciò che più si ama al mondo, ovvero nel nostro caso correre in moto con il più Bello Stile che si sia MAI visto al Mondo dai tempi di Ago, Hailwood e Saarinen.

    Carletto Ubbiali, mio abituale compagno di tanti anni di Rievocazioni Storiche, si ritirò appunto a 30 anni imbattuto – Campione del Mondo della Classe 250 (allora la VERA Classe Regina) per la terza volta onsecutiva dopo aver conquistato in tutto 9 Titoli Iridati in 125 e 250 – solitario ed ineguagliabile Campione in Vetta al Mondo, poi lo rimpianse per tutta la vita, restando sempre a mugugnare – in pratica, mi secca dirlo, scocciando l’anima a tutti nell’ambiente – sulla sua decisione prematura ed in definitiva insensata.
    Meglio dunque approfittare della propria splendida forma per togliersi ancora tutte le tante soddisfazioni possibili: che ne dici, Vecchio Max?
    Facci un pensierino.

    Nell’attesa di sapere cosa farai, (ma vederti di nuovo in pista, già impegnato diligentemente nei test di fine stagione di Aragon mi fa ben sperare!), Ti mando un enorme GRAZIE per tutto quello che di semplicemente Meraviglioso hai già fatto nella Tua inimitabile Carriera, per Te ma anche e soprattutto per l’Italia, sempre a testa alta, giammai scendendo a compromessi, contando solo nei Tuoi Immensi Classe e Talento e senza mai barare (ogni riferimento ad eventuali ex piloti dai titoli farlocchi è del tutto casuale, eh?).

    Max Biaggi 2012 Champion

    GRAZIE ANCORA MAX!

    DONOVAN

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