WSBK Olanda 2011: Rea e Checa vincono, ma Biaggi risorge!

Terza puntata del Mondiale WSBK ad Assen: Gara 1 a Rea davanti a Biaggi e Checa, Gara 2 allo spagnolo sempre davanti a Biaggi - oggi apparso il più regolare e forte pilota in pista - e Rea terzo

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    Rea Assen 11

    La terza puntata di questo incredibile ed esaltante Circus WSBK 2011, andata in scena qui dal perennemente deturpato circuito di Assen – un tempo sedicente Università del Motociclismo, ma ormai ridotto ad un penoso e ridicolo kartodromo da quattro soldi – ha visto i prevedibili (il primo in quanto sulla pista di Casa del suo team, il secondo in sella alla moto di gran lunga più adatta per questa pista) successi di Rea e Checa, ma soprattutto la perentoria resurrezione (in tema col periodo Pasquale……:) di un Biaggi grintosissimo e davvero ritrovato, che ha conteso fino all’ultimo il successo a Jonathan in Gara1 e poi formidabile ma anche sfortunato protagonista della seconda frazione, dove solo un malaugurato errore all’ultimo giro – gli è clamorosamente mancato l’appoggio alla pedana, cosa che lo ha costretto ad allargare nella curva decisiva – lo ha privato proprio in extremis del primo successo della stagione, che aveva abbondantemente dimostrato di meritare.

    In Gara1, dietro al Nordirlandese ed a Max si è piazzato un Checa sempre saggio e prudente, protagonista di una grande quanto tardiva rimonta che lo ha infine portato ancora una volta sul Podio davanti a Melandri, mentre nella seconda frazione dietro Rea terzo si è piazzato appena fuori dal Podio un fantastico e velocissimo Camier che ha dimostrato COSA sia realmente capace di fare con la RSV4 Ufficiale quando la cattiva salute o la sfortuna nera (che lo ha colpito puntualmente anche oggi in Gara1, costringendolo subito al ritiro per una banale rottura dello scarico!) non lo ostacolino.

    Attenzione, ragazzi: Il Corsaro è tornato, e da ora in poi saranno davvero dolori per tutti, Checa compreso.

    Tutto sommato, oggi Max si è dimostrato il più forte e regolare pilota in campo, visto che sia Rea che Checa si sono dovuti accontentare di un terzo posto (i loro risultati sono infatti risultati esattamente speculari nelle due frazioni) nella corsa che non hanno vinto, il tutto per il Corsaro dopo uno spettacolare crash appena prima della Superpole che avrebbe scombussolato chiunque e in una pista tutto sommato avversa, dove l’anno scorso non aveva fatto meglio di un sesto ed un quarto posto.

    Se Checa – parlando degli unici due piloti realmente pretendenti al Titolo – lascia il tracciato olandese ancora col maggior bottino di punti, ovvero 41, Max con 40 non gli è stato da meno e può guardare adesso con ben maggiore ottimismo ai prossimi appuntamenti, tra cui vi sono alcune delle piste dove il Corsaro fece bottino pieno nella scorsa trionfale Stagione.

    Infatti, SE guardiamo statisticamente ai risultati dello scorso anno, Biaggi in realtà ha fatto MOLTO meglio in questa stagione nelle piste del calendario 2010 dove si è fin’ora corso, raccogliendo a Phillip Island ed Assen ben 80 punti contro appena 42 di quelli ivi collezionati nel pur trionfale anno – Due volte Iridato – appena trascorso!

    L’unico risultato anomalo e non confrontabile è ovviamente quello di Donington, dove l’anno scorso NON si corse, e dove del resto Max nel 2009 fece in tutto 20 punti contro i 9 dello sfortunatissimo episodio inglese di tre settimane fa, dunque non molti di meno.

    In realtà, dunque, Donington 2011 va confrontato con (l’ahimè ormai defunto) Kyalami 2010, ovvero l’episodio che il rinato tracciato inglese è andato a sostituire.

    Come ricorderete, in Sudafrica un Biaggi forzatamente sulla difensiva aveva comunque raccolto molto, ovvero un quarto ed un terzo posto, per complessive 29 lunghezze.

    Quindi, in questo terzo caso il bilancio è invece in passivo di ben venti lunghezze, visto che quest’anno a quel bottino di punti The Emperor può solo contrapporre gli appena 9 rimediati appunto a Donington.

    Se guardiamo però al risultato complessivo di questi tre appuntamenti, confrontato col corrispondente dello scorso anno nelle piste appunto prese in esame, il bilancio è ancora assolutamente POSITIVO, con cioè 40 + 40 + 9 = 89 punti contro 19 + 23 + 29 = 71, ovvero ben 18 in più nonostante un malaugurato zero!

    ERGO, Max è adesso in netto vantaggio anche rispetto al pur trionfale ruolino di marcia della Due volte Iridata stagione 2010.

    In realtà, dunque, quello che Biaggi sta – più che altro visivamente, nonchè psicologicamente – pagando fin’ora, a parte la sfortuna nera di Donington, è un calendario anche temporalmente rivoluzionato rispetto al 2010, quando ad esempio il per lui favorevole circuito medio-veloce di Portimao (dove Max vinse due volte) era posto all’inizio del Campionato, appena come seconda prova, mentre ora è proprio l’ultimo appuntamento (esattamente come nel 2009 e 2008), ovvero in una posizione strategicamente quanto psicologicamente sfavorevole, seppur per lui utile in caso di sempre possibili sfide all’ultimissima corsa, quasi una costante nella lunga, ultraventennale Storia della WSBK (nata nel lontano 1988).

    Il fatidico Momento della Verità, quindi, si sta dunque avvicinando SOLO ADESSO, ovvero nei panni dei prossimi TRE cruciali appuntamenti, cioè il Gp d’Italia a Monza, quello degli USA a Miller Park e la prova Sanmarinese a Misano, dove Biaggi VINSE TUTTE E SEI LE CORSE facendo pertanto clamoroso bottino pieno nel 2010.

    E’ ovviamente sempre difficile ripetere esattamente i medesimi risultati dell’anno prima, specie se vittoriosi: fra l’altro Miller Park è un altro circuito teoricamente molto favorevole a Checa sia per preferenze personali (qui firmò una doppietta con la Honda nel 2008) che per le intrinseche caratteristiche della sua moto, anche se va detto come questa bellissima pista Statunitense fin dal suo primo anno (2008) di WSBK abbia instaurato una singolare quanto implacabile TRADIZIONE NEGATIVA verso le Prime Guide Ducati, ovvero Bayliss, Haga e l’anno scorso lo stesso Checa che appunto PROPRIO QUI ricevette per la prima volta nel 2010 la 1198R UFFICIALE.

    Come ricorderete infatti, per restare appena all’episodio più recente, solo una clamorosa sfortuna privò Carlos di DUE meritate Vittorie – andate invece a Biaggi – l’anno scorso negli USA, un GP pertanto IMPORTANTISSIMO E CRUCIALE sia nel 2010, quando escluse di fatto lo spagnolo dalla lotta per il Titolo, che l’anno prima, perchè fu il primo atto della clamorosa riscossa di Spies, autore da qui in avanti di una spettacolare quanto irresistible rimonta – nonostante assurdi episodi di sfortuna nera! – che nonostante un gap in classifica apparentemente incolmabile gli valse infine nella drammatica resa dei conti di Portimao un meritatissimo Titolo Mondiale.

    Gara1, dopo qualche schermaglia iniziale, ha vissuto fin dai primi giri del bellissimo duello tra il pilota di Casa (questa è infatti notoriamente la pista di collaudo del Team Castrol Honda, di base a pochi Km da qui) qui in Olanda Rea – evidentemente memore della fantastica quanto estemporanea doppietta del 2010 – e Biaggi, che ha tallonato il rivale per tutta la gara, non riuscendo però a trovare l’occasione giusta per attaccarlo a fondo, anche a causa di una scelta non ottimale (seppur obbligata) delle gomme da parte del Team Veneto.

    I due nella loro azione travolgente hanno scavato un enorme divario alle loro spalle, tanto è vero che Checa, pur rinvenendo velocissimo da un momento no iniziale – quando era stato superato da diversi piloti del secondo gruppo di inseguitori – è alla fine giunto staccato di ben 3,5 secondi dal vincitore, regolando a sua volta di ben 6 uno staccatissimo Melandri che proprio nel finale riusciva a prevalere di un soffio su un volitivo Fabrizio, qui di gran lunga alla sua miglior gara della stagione.

    Alle spalle del frascatano sono giunti prima Corser a due secondi, poi a grande distanza Laverty e Xaus con la seconda Honda Castrol Ten Kate, forse anch’egli rinvigorito dall’aria di Casa.

    Dietro lo spagnolo, addirittura clamoroso appare il nono posto di Badovini (fresco Campione Mondiale Superstock 2010) che con la seconda BMW classificata ha fatto molto meglio del brand mate Haslam, qui sfortunatamente solo dodicesimo al traguardo – preceduto anche dai due Kawasakisti Aitchison e Lascorz – a causa di un’inopinata uscita di strada con relativo rientro.

    Questa prima frazione ha in effetti registrato un numero di ritiri e cadute davvero insolitamente alto: alla fine, infatti, solo 14 piloti sono arrivati in fondo. Oltre allo sfortunatissimo Camier, subito appiedato per guai allo scarico, ed a cui comunque si era del resto spenta la moto in griglia costringendolo pertanto a partire per ultimo, l’ecatombe di Gara1 annovera ad esempio anche gli ugualmente scornati e DNF Haga, Smrz e Guintoli.

    Gara2 è stata in parte simile alla prima, ma il rivale di Max stavolta è risultato Checa, autore di un indovinato (proprio come in Gara2 a Donington) cambio di coperture verso quelle soft ed in testa fin dalle primissime fasi della gara, mentre in questo caso Rea (staccato, esattamente come lo spagnolo in Gara1, di ben 3,5 secondi al traguardo) lungi dal ripetere la brillantissima doppietta perpetrata qui l’anno scorso non è mai apparso in grado di rimontare il gap che lo ha separato fin da subito dai due velocissimi battistrada.

    Proprio verso la fine della corsa Biaggi è passato bravamente in testa ed è apparso comodamente in grado di controllare il rivale chiudendo bene tutte le porte ma, come detto prima, proprio nell’ultimissima possibile occasione per Checa, cioè nella staccata decisiva del giro finale, il Corsaro si è purtroppo scomposto mancando l’appoggio ad una pedana, dovendo così giocoforza allargare appena un poco, permettendo al fortunatissimo spagnolo di passarlo con una manovra apparsa peraltro non del tutto scevra da forzature, visto che Max è stato costretto a rialzarsi bruscamente – proprio per non finire addosso a Checa – quando era già abbondantemente piegato.

    Il corridoio – peraltro strettissimo – c’era, e Carlos ha tentato il tutto per tutto infilandovisi.

    Il rischio ha pagato e gli è andata bene, ma il tutto sarebbe anche potuto comodamente finire in una caduta per entrambi.

    Uno sportivissimo Max, apparso a fine gara comunque molto sereno e soddisfatto (ed è proprio l’atteggiamento tranquillo ma pure terribilmente deciso del Campione Mondiale in Carica che dovrebbe seriamente preoccupare la Concorrenza……..:) , ha comunque dichiarato che “queste sono le gare, ci può stare”, complimentandosi con il rivale.

    Dietro all’inesorabilmente staccato Rea, che è arrivato terzo ovviamente anche grazie alla inopinata caduta di Melandri contro cui stava ferocemente lottando per il gradino più basso del Podio, un velocissimo Camier ha nettamente regolato il gruppo degli inseguitori, stabilendo il giro più veloce della corsa e coronando con un grande quarto posto (degno seguito del prestigioso Podio casalingo di Donington) una gara stupenda, condotta tutta all’attacco.

    Al traguardo, infatti, il gagliardo Leon dell’Aprilia ha incredibilmente rifilato la bellezza di 11 (sic!) secondi all’omonimo rider BMW Haslam, quinto a precedere di poco Laverty ed un Fabrizio di nuovo positivo, ma molto meno in palla che nella prima frazione.

    Alle spalle dell’alfiere Suzuki sono giunti Haga con la terza Aprilia al traguardo, con subito dietro Smrz e Guintoli rispettivamente in sella alla seconda e terza Ducati classificate.

    Assolutamente da rimarcare l’estremo equilibrio tra Marche in queste due gare Olandesi: in Gara1, si contano addirittura SEI Costruttori diversi ai primi SEI posti, mentre in questa seconda frazione abbiamo sempre SEI Marche diverse nelle prime SETTE posizioni, la sola differenza essendo costituita dall’impresa delle due Aprilia Ufficiali (seconda e quarta in questa occasione).

    Da notare anche come in Gara2, siano arrivate ben SEI (tra cui ovviamente le PRIME DUE!) moto italiane – ovvero tre Aprilia, e tre Ducati – tra le prime DIECI.

    Stavolta, però, solo due piloti sono risultati DNF, contro la spietata selezione di Gara1.

    Dando uno sguardo al bilancio complessivo di questo appassionante appuntamento Olandese, a parte le considerazioni già esposte sopra circa il solo apparentemente insoddisfacente ruolino di marcia di Biaggi (come abbiamo visto, in realtà molto migliore dello scorso anno nelle stesse piste), viene subito da dire come sarebbe davvero ingiusto per il Campione Romano – visto il discutibile finale dell’ultima corsa – SE questi 10 punti (5 guadagnati da Carlos, 5 persi da Max) potessero risultare infine in qualche modo decisivi per la conquista del Titolo.

    Come sappiamo, al conigliesco “Tremoland” (come lo battezzarono giustamente in quella fatidica occasione i colleghi di Motosprint) Toseland nel 2007 bastò una quantità di lunghezze molto minore (appena 2!) per battere alla resa dei conti finale Haga e Biaggi nell’episodio decisivo di Magny-Cours.

    Praticamente lo stesso accadde nel 2009 tra Spies ed Haga: solo 6 punti tra i due alla fine!

    In un Campionato sempre spettacolarmente combattuto ed appassionante come quello WSBK, OGNI singolo punto risulta alla fine preziosissimo, e la Regolarità risulta quasi sempre (a parte il 2009, quando al peraltro formidabile Spies capitarono incredibili colpi di sfortuna tanto numerosi quanto assurdi e surreali!) decisiva.

    Infatti, a ben 10 Vittorie Biaggi l’anno scorso NON accostò MAI neppure UN singolo zero, proprio come accadde sempre la scorsa stagione all’inesorabile e regolarissimo Lorenzo, meritatamente trionfatore nel Mondiale MotoGp 2010.

    Proprio parlando di punti, dando un’occhiata alla Classifica parziale Piloti, troviamo ovviamente in testa Checa (SEMPRE a podio fin’ora, tra cui 4 Vittorie) con 132 lunghezze, seguito ora da Biaggi che a quota 89 passa dal terzo al secondo posto provvisorio, scavalcando appunto Melandri ora a 85.

    Andando indietro esattamente di un anno, a questo punto Biaggi aveva 105 punti, cioè appena 16 in più di adesso pur con già DUE vittorie all’attivo a Portimao (che stavolta deve ovviamente ancora venire): anche questo dato fa capire come in realtà Max non abbia perso proprio nulla rispetto al 2010, ma anzi sia in vantaggio (come detto di ben 18 punti) su quella tabella di marcia!

    Quarto è adesso Rea che portandosi a 79 lunghezze a sua volta supera il connazionale Haslam quinto con 68.

    In sesta posizione con 50 punti si piazza perentoriamente un Camier in grande rimonta, a precedere appena Smrz (49) e Fabrizio (47).

    Nono e decimo rispettivamente risultano poi Laverty con 35 lunghezze ed Haga con 34.

    La Classifica Costruttori vede abbondantemente prima la Ducati con 136, poi l’Aprilia con 106 e la Yamaha a quota 97.

    Quarta è la Honda (qui alla prima Vittoria della stagione) con 79, a precedere di poco la sorprendente BMW a 74, mentre con appena 47 punti (tutti dovuti a Fabrizio) segue sesta la Suzuki davanti alla Cenerentola Kawasaki sempre buona ultima con 43.

    Come detto abbondantemente prima, ORA, ovvero la seconda domenica di Maggio, viene la prima delle piste in cui Biaggi fece bottino pieno la scorsa stagione nella parte centrale del Campionato da sempre quella decisiva in quasi tutta la ultraventennale Storia della WSBK.

    Come tutti ricorderete, a Monza, vero Tempio Mondiale della Velocità, purtroppo ormai troppo modificata e rallentata rispetto al Velocissimo tracciato che era (sublime curva sopraelevata compresa!) Max trionfò due volte nel 2010 bissando la clamorosa doppietta di Portimao.

    Proprio a QUESTO identico risultato, ed a NESSUN altro, dovrà puntare Il Corsaro in codesta favorevole occasione per mettere un pò di pressione addosso a Checa, sperando magari nel contempo nel primo passo falso del rivale, che inesorabilmente arriverà, se ben conosciamo il tipo, MAI approdato fin’ora ad ALCUNCHE’ d’importante in carriera, esattamente – vedi un pò il caso – come Haslam, ovvero il brillante MA incostante rivale di Max la scorsa stagione.

    Malgrado il bellissimo start di quest’anno con la Ducati Ufficiale, sempre decisamente ed eternamente favorita proprio per essere bicilindrica – e con pure l’ASSURDO ed anacronistico vantaggio di ben 200 cc in più, a parità di peso – nella maggior parte delle piste in Calendario, in massima parte corte, lente e guidate (ovvero il terreno di caccia ideale per le Ducati), INCONSISTENZA (pressochè assoluta, quasi promossa a vera forma d’arte) è sempre stata la parola chiave per definire TUTTA la carriera dello spagnolo.

    Sarebbe veramente improbabile se appunto l’intera Storia di questo evanescente pilota (che a Monza l’anno scorso fu appena quattordicesimo e undicesimo, ma ancora con la Ducati Clienti: l’Ufficiale l’ebbe SOLO a Miller Park, ovvero due GP dopo) NON si ripetesse.

    Personalmente NON credo infatti che, malgrado gli enormi vantaggi tecnici appena elencati – con in più l’Aprilia assurdamente punita ed handicappata dalla discutibile decisione della FMI di proibirle la distribuzione ad ingranaggi, sebbene fosse da regolamento del tutto legittima! – Carlos possa magicamente, da un giorno all’altro, trasformarsi nel Lorenzo della situazione per TUTTO un lunghissimo Campionato di 26 Gare. Anche Haslam, l’anno scorso, pur veloce e brillante, alla fine dovette cedere.

    Vedremo ben presto quel che saprà fare Checa nel resto di questo cammino ancora terribilmente arduo ed esteso, e soprattutto nel primo degli appuntamenti dove Biaggi DOVRA’ (ed è QUI che classicamente si vede il VERO Campione, negli appuntamenti obbligati, quasi segnati dal destino) VINCERE e soprattutto CONVINCERE, proprio come ha appena fatto qui ad Assen malgrado un pizzico di sfortuna di troppo.

    Io ho fede sia nell’Uomo – per chi scrive il più Grande e Versatile Pilota tutt’ora in attività al Mondo – che nella sua Macchina, la splendida, velocissima ma idiosincratica e ben poco versatile RSV4, unica formidabile V4 in campo, vanto del genio meccanico Italico, del resto in questo alla pari con la Ducati, altra meraviglia tecnica che però attualmente – e da troppi anni – risulta scandalosamente quanto ingiustamente avvantaggiata

    Tra l’altro, la bicilindrica di Borgo Panigale, con la sua accelerazione ben più progressiva e sfruttabile, corposa fin dai bassi regimi con la sua formidabile coppia, può usare e sfruttare le coperture soft – esattamente come dimostrato da Checa a Donington e qui ad Assencon grande vantaggio, opzione negata ad esempio all’Aprilia di Biaggi, condannata pressochè perennemente alle hard a causa di una ben più brutale erogazione della potenza.

    Proprio un problema (negli ultimi sei giri, a giudizio dello stesso pilota) di gomme di Max, ormai finite, ha consentito a Checa, dotato di ben maggiori trazione ed aderenza anche alla fine, di riprendere agevolmente il Campione Romano nel convulso finale di Gara2.

    Quindi, ormai prossimo si profila il teatro classico e senza tempo di una sfida titanica, epica e certo esaltante, ovvero lo Storico Tempio Italico e Mondiale della Velocità, il Magico Anello di Monza, un tempo il Più Prestigioso, nonchè nettamente il Più Veloce tracciato motociclistico del Pianeta assieme alla vecchia Spa-Francorchamps stradale.

    Dunque, appuntamento assolutamente certo ed imperdibile in Terra Italiana per il quarto attesissimo episodio di questo già esaltante, adrenalinico ed insostituibile Circus WSBK 2011!

    DONOVAN