WSBK Phillip Island 2015: subito Rea e Haslam, poi c’è Bayliss!

Primo episodio della WSBK 2015 a Phillip Island, doppio podio tutto britannico con Rea vincitore in Gara1, e Haslam in Gara 2 a scambiarsi le posizioni, con Davies sempre terzo

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    Superbike 2015   Prove libere

    Il primo, fantastico e spettacolare episodio di questa invero promettente Saga WSBK 2015, andato in onda dal più bel circuito del Mondiale, ovvero lo splendido, romantico e medio veloce tracciato old style della ventosa Phillip Island, ha visto il nostro amato Campionato delle Derivate Serie partire letteralmente col botto, regalandoci lo spettacolo sublime di due gare combattutissime ed entrambe risoltesi al cardiopalmo, la prima con la Vittoria di Rea (debuttante sulla verdona Ninja) su Haslam (a sua volta alla sua prima assoluta con la RSV4 già del suo amico ed antico rivale, l’EsaIridato Max Biaggi), la seconda a risultato esattamente invertito con Leon vincente sul rivale nordirlandese per un niente, ovvero un centesimo di secondo, col bravo Gallese Davies sempre terzo con la Ducati nelle due frazioni.

    Un doppio Podio totalmente Britannico (NordIrlandese, Inglese e Gallese in Gara1) in entrambe le Gare, una cosa che non accadeva a livello Iridato praticamente da tempo immemorabile. Quattro Marche diverse nei primi cinque posti sia in Gara 1 che in Gara 2, segno di un equilibrio quasi miracoloso.

    Detto questo, il vero spettacolo per tutti i veri amanti delle due ruote si è avuto nel solo rivedere in pista il Leggendario idolo locale (e Tre Volte Mondiale) “Bayllistic” Troy Bayliss, ritiratosi a suo tempo dalle gare dopo il Terzo Alloro Iridato WSBK al termine della stagione 2008.

    Il risultato di questo insperato ritorno, innescato per caso dall’infortunio in prova di Giugliano (fortuna sfacciata questa, sia per il Team che così potrà risparmiare un sacco sulle moto che l’inconcludente italiano con le sue frequentissime ed inutili cadute avrebbe certo distrutto, sia per noi appassionati, molto più felici di rivedere il mitico Troy in pista piuttosto che una emerita schiappa come lui) è stato tutto sommato positivo, tenuto conto dei 6 anni pieni di stop del Campione australiano, alle prese per di più con una versione della 1199 Panigale a lui assolutamente sconosciuta.

    A tratti abbiamo visto – specie all’inizio delle due Gare – illuminanti sprazzi della leggendaria ed ancora intatta Classe del Grande Australiano, in entrambe le corse però sfortunato ed attardato da frustranti problemi di durata delle gomme, le Pirelli che in queste ultime versioni Troy non aveva mai testato.

    Addirittura, in Gara2 è stato costretto a fermarsi ai box per cambiarle entrambe!

    A peggiorare le cose ovviamente ha contribuito lo stile di guida bellissimo da vedere ma fin troppo classico di Troy, che per le tendenze attuali resta in piega troppo tempo, consumando quindi le spalle delle coperture ben di più dei suoi più giovani concorrenti, abituati invece ormai da anni a “tirare su” subito la moto già in percorrenza di curva (ovvero ben prima della sua fine), Marquez style per intenderci, stressandole molto meno.

    A chi paventava poi che questa iniziale – nella sua pista più favorevole, del resto – uscita in pista di Bayliss potesse rimanere un caso isolato, non dandogli così tempo e modi di abituarsi di nuovo ai ritmi ed alle dinamiche delle gare, ha pensato il comunicato Ufficiale della Ducati che, per la gioia di tutti i Ducatisti del Mondo, spazzando via tutte le paure in proposito ha annunciato che Troy continuerà il Campionato WSBK con la bicilindrica di Borgo Panigale per “almeno” – ma noi vivamente speriamo possano essere MOLTI di più – altri tre futuri episodi (fino al GP italiano a Imola) sempre al posto di Giugliano.

    LaPresse

    Saggissima decisione, questa: infatti a CHI mai sarebbe importato vedere il pista il tristo collaudatore Pirro, al posto del Grande Bayllistic?? Sarebbe stato un chiarissimo caso di Lesa Maestà, oltre che una bellissima occasione – sì, anche pubblicitaria e quindi squisitamente commerciale, diciamolo pure – perduta……….:).

    In quel di Bologna sono stati intelligenti, ed hanno adottato (anche a furor di Popolo, credo) la risoluzione giusta, che certo porterà frutti, anche in termini di aumentati volumi di vendite, statene pur certi. Tanto più che è ormai in programma a Misano il duello tra la wild card Biaggi (yeah folks!) e Bayliss, anch’egli sicuramente presente anche se non si sa ancora in che veste, forse pure lui quale wild card………:)

    La prima frazione è stata davvero appassionante, degna apertura di un Campionato che si preannuncia davvero fantastico, come non si era più avuto dopo la fine della stagione 2012, che vide il Sesto Titolo Mondiale di Max ed insieme l’annuncio del suo ritiro.

    I primi tre sono rimasti in testa, alternandosi al comando, praticamente fino al traguardo, tagliato infine per primo dal decisissimo Rea, esordiente – dopo aver finalmente abbandonato quell’emerito, vecchissimo catorcio della Honda – sulla Verdona Kawasaki, mentre il derelitto team mate finiva fuori strada per un sorpasso deciso del veloce debuttante assoluto VanDerMark (alla fine splendido quinto, per di più su un trabiccolo sfiatato come la sullodata CBR1000 RR, mai più sviluppata da molti anni), Campione Mondiale Supersport in carica, per poi rientrare e rimontare a fatica finendo sesto, proprio dietro al giovane fiammingo, oggetto dei suoi coloriti strali verbali.

    Fantastica, addirittura impressionante anche la prova d’esordio dello spagnolo Jordi Torres sulla comunque ben più competitiva RSV4, alla fine quarto assoluto. Questi due giovanissimi faranno sicuramente faville quest’anno, non li perdete d’occhio!

    Il bravo Chaz Davies ha provato in tutti i modi a pareggiare la minore potenza con le maggiori agilità e coppia (cosa che aiuta moltissimo in uscita dalle curve strette, solo che qui ce n’è solo una………:) della sua Panigale, ma è rimasto quasi per forza di cose relegato infine ad un comunque ottimo terzo posto, su una pista medio-veloce spesso non particolarmente amica delle bicilindriche bolognesi (a parte gli anni di sfacciato vantaggio elargito loro da un regolamento assurdo, in cui hanno dominato anche qui…….:)

    A proposito della ritrovata competitività della 1199R, molto avvantaggiata dai radicali mutamenti di regolamento che hanno reso le WSBK molto simili alle Superstock degli anni scorsi, la troviamo In Gara1 non solo sul Podio ma anche ben piazzata comunque in zona punti, con 5 bicilindriche italiche nei primi tredici posti (tra cui Nico Terol buon ottavo dietro ad un prudente Guintoli, ancora piuttosto acciaccato)…………ultimo dei quali appannaggio del rientrante Bayliss, partito entusiasticamente in palla in settima posizione ma ben presto, come detto prima, fatalmente attardato dalla precoce usura delle coperture dopo alcuni giri veramente brillanti.

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    In Gara2 la cosa si è ripetuta: a parte il rinnovato Podio per Davies, troviamo Terol del Team Althea ad un’ottimo sesto posto, Baiocco al nono e Mercando al’undicesimo, mentre il povero Bayliss, costretto a fermarsi per cambiare entrambe le gomme è finito appena fuori dalla zona punti, al sedicesimo posto.

    Per capire veramente quanto positivo sia stato COMUNQUE il ritorno di Troy – piazzamenti e punti (tre) a parte, conquistati in questo primo appuntamento iridato – basta guardare la sua costante progressione nel migliorare i tempi sul giro dalle prove fino in gara, con un miglioramento che alla fine ha sfiorato i due secondi! Nice job anyway, Bayllistic!

    Gara2 ha riproposto esattamente gli stessi temi della prima, con i soliti tre battistrada britannici a condurre gran parte dei giri, ma stavolta con lo scatenato giovane alfiere Honda VanDerMark talmente veloce da passare addirittura in testa per un paio di tornate prima di venir ripreso per poi cadere clamorosamente – guarda caso, stessa sorte toccata all’altro esordiente di lusso Torres – prima della fine della gara, con sommo piacere di Sykes (quarto alla fine, ma solo grazie ai debuttanti caduti ben davanti a lui!), che ha acidamente commentato alla fine della corsa come il………karma avesse fatto giustizia del giovane olandese, forse per esorcizzare il fatto che questi lo abbia umiliato di brutto pur al suo debutto assoluto nella Classe ed in sella ad una moto non competitiva!

    Per non parlare della tremenda batosta avuta dal proprio team mate Rea, al suo esordio assoluto sulla Ninja……..:)

    Come abbia fatto, una mezza tacca come Sykes a vincere un Mondiale WSBK, resta per me ancora un mistero cosmico, a parte la schiacciante superiorità della sua Ninja nel 2013, quando non era rimasto praticamente nessuno a contrastarlo, stante anche l’anno-no dei suoi sparuti avversari, Guintoli in testa, destinato però a rifarsi clamorosamente l’anno dopo a spese proprio di Tom, che ha mostrato lì i suoi grandi limiti, sia caratteriali come di pilota.

    Il suo Titolo 2013 rimarrà un caso isolato ed irripetibile, esattamente come quello di Sylvain, buon pilota (specialmente sul bagnato) ma nulla più. Anche il fortunoso Titolo di Checa del resto rimase unico, e clamorosamente aiutato quell’anno 2011 sia dalla sfortuna degli avversari, che dallo sfacciatissimo vantaggio che il regolamento di allora regalava alle bicilindriche, ovvero in quel caso alla Ducati 1198R.

    Non è un caso come questi due tipi, pur Campioni del Mondo, siano stati clamorosamente umiliati già alla prova d’esordio di quest’anno dai rispettivi team mates, tra cui, nel caso del Team Honda, un velocissimo giovane (sia pure, reigning Champion della World SuperSport) alla sua prima gara della vita nella Classe………..:)

    Giacomo Agostini e Phil Read, MV Agusta 500, 1973 – Foto: Racesport.nl

    Permettetemi adesso di spendere due parole per il trionfale, Doppio Successo delle due spendide e velocissime MV Agusta F3 tre cilindri 675cc di Cluzel e Zanetti nella gara della World SuperSport, siglando una clamorosa Doppietta Iridata che per la gloriosa Casa di Cascina Costa – 75 Volte Iridata nel Mondiale Velocità – fu rappresentata moltissime volte nella Storia ma ebbe le sue ultime repliche nel lontanissimo Agosto 1973, al GP finlandese del tracciato stradale di Imatra, sia nella Classe 350, ed in quella delle 500 ad opera del Mitici Phil Read (Otto Titoli Iridati, 7 nel Mondiale Velocità e 1 F1/TT, storicamente equivalente al Mondiale WSBK) e Giacomo Agostini (Quindici).

    In quella famosissima occasione, il cattivissimo Phil aiutò clamorosamente il team mate Ago a vincere la 350, scaraventando letteralmente fuori pista il malcapitato Lansivuori quando questi, unico concorrente del bresciano al Titolo nella Classe, a bordo della sua OW16 ufficiale (ereditata da Saarinen) si azzardò ad avvicinarsi al duo di testa, accodandosi poi diligentemente alle sue spalle.

    Invece, nella 500 Mino, già parecchio sfortunato nella sua stagione costellata nella Classe Regina da guasti e ritiri, NON volle assolutamente ricambiare il favore a Read (allora in testa al Mondiale nella Classe) andando a vincere di forza in una delle sue piste stradali favorite, dietro a Phil a cui del resto bastava il secondo posto per vincere il Mondiale.

    In quell’anno, Ago vinse il Titolo Iridato della 350, Phil quello della 500 (che rivinse con parecchia fortuna anche l’anno dopo – sempre su Ago nel frattempo passato a prendere il posto di Saarinen in Yamaha – ultimo anno in cui la gloriosissima MV Agusta vinse un Titolo Mondiale) approfittando però grandemente della scomparsa a Monza, quel funesto 20 Maggio 1973, del favoloso Jarno “Flying Finn” Saarinen, che sicuramente avrebbe vinto la 500 con la favolosa OW19. Il prode ed altrettanto sfortunato neozelandese Kim Newcombe (scomparso lo stesso anno a Silverstone in una gara non titolata della classe 750) sulla incredibile Koenig 500 arrivò al secondo posto “alla memoria” nella Classe, che ad un certo punto guidò in classifica (dopo la sua Vittoria ad Opatija, nel GP Yugoslavo).

    Parlando sempre della Marca di Cascina Costa, anche Camier all’esordio in MV in WSBK non è andato malissimo, decimo in Gara1 e addirittura ottavo in Gara2 all’esordio con la vecchia ma sempre aggiornata F4, che proprio come la 1199R ha beneficiato enormemente dei nuovi regolamenti, volti a rendere le WSBK – un tempo autentici razzi, veloci praticamente quanto le MotoGp coeve – quasi delle ben più lente SuperStock.

    La prossima puntata della WSBK si svolgerà in un circuito inedito per tutti, dunque stavolta vi risparmio i precedenti storici, per il semplice fatto che non ci sono proprio. Il tracciato thailandese Chang International, ancora un oggetto misterioso per quasi la totalità degli addetti ai lavori, sembra eccellente, nonchè abbastanza veloce e fluido. Qui tutti partiranno da zero dunque, anche il prode vecchietto Bayliss che comunque, nel frattempo, avrà approfittato di questo mese di pausa per riportarsi un pò più in forma fisicamente e diminuire il pauroso gap dagli allenatissimi avversari che a differenza di lui hanno già svolto numerosi ed importanti tests invernali.

    Jarno Saarinen, Yamaha OW19 500 Ufficiale, 22 Aprile 1973, GP di Francia, Paul Ricard: Jarno vince all’esordio assoluto sia nella Classe (come dopo saprà fare solo Max Biaggi, per di più da privato) che sulla nuovissima OW19 – Foto Archivio Donovan

    Ma la Classe non è acqua e sono pertanto certo che Troy saprà cavarsela egregiamente, figurando qui ancor meglio che in Patria.

    Deve ancora riabituarsi a tutto: alla rinnovata 1199R (dall’erogazione ancora più appuntita rispetto alla già impiccata versione precedente, completamente diversa dalla “torquey” 1198R ), alle sconosciute gomme Pirelli attuali ed anche ai nuovi grintosissimi avversari, privi di ogni timore reverenziale per i suoi splendidi Tre Titoli Iridati. Lo farà per gradi, in questa che spero si trasformi per lui in una stagione completa. Il Campione Australiano lo merita sicuramente, per di più sarebbe sicuramente un formidabile incentivo mediatico al Campionato.

    Dunque………Forza Troy!

    Probabilmente come protagonisti assoluti dell’espisodio Thailandese ritroveremo gli stessi riders che hanno primeggiato in Australia, compresi i due fantastici esordienti di lusso, ovvero i sullodati Torres e VanDerMark.

    A prima vista il Chang (in realtà Buriram United, Chang in effetti è solo il nome dello sponsor birraiolo) International Circuit, lungo 4,554 metri, appare un tracciato medio-veloce, vantando una certa rassomiglianza allo splendido Aragon Motorland per la presenza di due lunghi rettilinei (il maggiore, di 1 km) consecutivi e paralleli. Nessun assurdo rampino da prima, ed anche questa è una cosa altamente positiva.

    Guardando con attenzione la mappa della pista thailandese (la trovate nel suo sito), questa presenta un totale di 12 curve, prevalentemente a destra (7 contro 5). Ha il senso di rotazione orario e non presenta dislivelli degni di nota.

    Sicuramente un layout sulla carta molto divertente, piuttosto scorrevole, che per quanto riguarda la WSBK sembrerebbe premiare le 4 cilindri a scapito delle bicilindriche.

    Restano da verificare sul campo le condizioni effettive dell’asfalto appena steso.

    Dovrebbe essere tutto perfettamente a posto perchè quest’ennesima opera di Hermann Tilke è in effetti nuovissima, i lavori essendo iniziati nel 2013 e finiti quasi a tempo di record nel Settembre 2014, con inaugurazione ufficiale in Ottobre.

    La grandiosa ed imponente tribuna centrale è capace di oltre 50 mila spettatori, col paddock posto inusualmente SOTTO di essa in modo da non ostacolare la visuale.

    Non sono affatto d’accordo con questa soluzione, perchè, a parte la potenziale pericolosità, lo spettacolo dei boxes è impagabile anche per il pubblico: perchè mai nasconderlo?

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    Teoricamente, anche la F1 potrebbe (o meglio, dovrebbe, nelle intenzioni degli organizzatori) gareggiare qui.

    La zona è terribilmente umida e potrebbe creare dei problemi in questo senso, come del resto abbiamo visto spesso a Sepang in Malesia. La città di Buriram si trova a circa 400 Km da Bangkok.

    Dunque, NON prendete assolutamente impegni per il penultimo week end di Marzo, per godersi l’impareggiabile spettacolo delle VERE Moto Derivate Serie della WSBK – adesso ancor più vicine a quelle che abbiamo nel garage – e quindi appuntamento certo ed improrogabile in Terra Thailandese (attenzione al fuso orario, come già per l’Australia) per la nuova, inedita e stuzzicante puntata di questa già fantastica, incerta ed appassionante Saga WSBK 2015!

    DONOVAN