WSBK Portimao 2012: una girandola di emozioni porta Biaggi ad un passo dal Titolo!

Penultima entusiasmante puntata del Campionato Mondiale WSBK a Portimao, che vede alla fine emergere quale netto vincitore Biaggi che si porta ulteriormente in vantaggio sui suoi avversari Sykes (pur vincitore di Gara1) e Melandri, ancora autore di un altro sconcertante doppio zero

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    La tredicesima e penultima puntata di questo incredibile, vibrante ed estremamente appassionante Circus WSBK 2012, andata in scena qui dal bellissimo, moderno e vario circuito portoghese di Portimao – vera perla del Mondiale in mezzo a tanti assurdi circuitini-kartodromo da quattro soldi – tormentato stavolta dalla pioggia cessata proprio all’inizio di Gara1 (dopo prove asciutte) dichiarata bagnata, ha visto infine come complessivo vincitore il Quintuplice Iridato Biaggi che, dopo aver guidato con Classe e fredda determinazione in due corse rivelatesi molto difficili ed ostiche, adesso vanta un vantaggio consistente sia su Sykes (vincitore della accorciata Gara1, sfortunato in quella successiva) che su Melandri (autore del solito disastro assoluto, sconcertante nonchè semplicemente assurdo) e può adesso guardare con relativa tranquillità alla prova finale in quel di Magny-Cours, un tracciato amico dove vinse la decima gara della trionfale stagione 2010, duplicemente Iridata, esattamente come potrebbe finire anche questa.

    il suo team mate Laverty è stato poi brillante vincitore di Gara2, trionfando per la prima volta in questa stagione – dopo il duplice successo di Monza 2011, ma questo è il suo primo sulla RSV4 – di un soffio sul recuperante Rea e sul determinatissimo team mate, che con questo prezioso terzo posto stacca brutalmente in classifica Sykes – out per rottura del motore subito in apertura di gara – mentre il derelitto Melandri era finito in ospedale per accertamenti dopo la disastrosa, velleitaria e completamente inutile entrata suicida (su Biaggi) con conseguente e logica caduta al primo giro di Gara1 in cui ha steso pure Davies e Giuliano, attirandosi in tal modo le giustificate ire di Bevilacqua: Marco del resto aveva fatto cadere in modo del tutto gratuito pure l’altro suo rider Checa – quando lo spagnolo era ancora in lizza per il Mondiale – in una corsa precedente!

    La fortuna aiuta gli audaci………..ed i Piloti veloci e determinati, che non mollano mai, come il Grande Corsaro Max Biaggi – mirabile, unico ed irripetibile (a livello Mondiale) Miracolo di Longevità Agonistica – ormai veramente ad un passo dal suo meritatissimo SESTO Alloro Iridato.

    Malandri stavolta ha superato ogni record di Pollaggine (umana e motociclistica) commettendo l’ennesimo disastroso hara-kiri pure qui a Portimao, una pista pure a lui favorevole dove aveva vinto l’anno scorso, autoeliminandosi pressochè definitivamente dalla lotta Iridata, in cui per circostante fortunate in Gara1 è ritornato prepotentemente Sykes, che in questa prima vincente frazione ha goduto dell’insperato vantaggio di una gara sensibilmente accorciata – se si fosse proseguito, avrebbe vinto Biaggi! – dove il solito consumo precoce delle coperture nella sua Ninja, velocissima ma mangia-gomme, NON ha potuto ovviamente verificarsi.

    Tale fortuna è stata pero controbilanciata, con gli interessi, dalla sua scarognatissima e precoce rottura di motore di Gara2, mandando in fumo oltre al propulsore anche buona parte delle sue residue speranze iridate, mentre il Corsaro – alle prese con enormi problemi di trazione ed aderenza che rendevano visibilmente insicura e ballerina la sua RSV4, anche in rettilineo! – lottava con il coltello tra denti per difendere ed infine conquistare un utilissimo terzo posto che ne esaltava le chances Mondiali.

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    Praticamente, si può dire come il Campionato si sia deciso al primo giro di Gara1 (dichiarata wet race, con tutti i partenti equipaggiati con gomme rain) quando Melandri compiva un errore marchiano ed assurdo, volendosi giocoforza infilare all’interno di una curva dove non c’era assolutamente spazio, toccando (e seriamente rischiando di far cadere) l’incolpevole Biaggi che stava compiendo la sua legittima traiettoria in piena piega, e travolgendo invece Giuliano e Davies: quest’ultimo per un puro miracolo – grazie anche al suo sangue freddo, infatti per un attimo è rimasto saggiamente in piedi immobile in mezzo alla pista, e SOLO per questo NON è stato colpito in pieno da un primo pilota che ha potuto così schivarlo per un soffio – non è stato investito dal piloti che sopraggiungevano, riuscendo infine a mettersi in salvo a bordo pista dopo attimi di puro terrore.

    La criminale manovra di Marco poteva dunque avere conseguenze addirittura tragiche, o ben più serie di quelle comunque verificatesi a danno di un arrabbiatissimo Giuliano, contuso al piede sinistro ed alla mano destra. La gara ha visto la coppia Aprilia Ufficiale, ovvero Laverty e Biaggi scappare in testa, pilotando con estrema sicurezza sulla pista allagata.

    Alla sesta tornata però, con enorme disappunto del Corsaro ormai saldamente al comando stante l’improvviso calo di Laverty (passato anche da Rea e Checa), con Sykes lontanissimo ad oltre 6 secondi dal gruppo di testa, la corsa è stata sorprendentemente sospesa con l’esposizione della bandiera rossa, a causa di olio in pista perso dalla moto di Brignola in una caduta. L’incredula costernazione di Max gli ha fatto percorrere un giro di troppo dopo lo stop alla gara, con conseguente multa di 5000 euro!

    Le mutate condizioni della pista al secondo start di Gara1 hanno messo in difficoltà sia Max, scattato primo ma finito appena quarto stringendo i denti, sia il team mate Laverty, entrambi con evidenti problemi di assetto ed aderenza: il nordirlandese si è ritrovato appena tredicesimo al traguardo mentre la vittoria andava a Sykes, diventato a quel punto il più pericoloso concorrente di Max nella corsa al titolo, con Melandri, Giuliano e Davies ovviamente non presenti al via.

    Al terzo giro della ripartenza Sykes passa il battistrada Max portandosi in testa, mentre alle spalle del Corsaro Rea viene raggiunto e superato da ben tre Ducati, quelle di Checa, Giuntoli e McCormick. Due tornate dopo Biaggi commette un errore andando largo e permettendo quindi a Guintoli di passarlo, poi deve cedere il passo anche a Carlos, che qualche giro dopo supera il brand mate francese sul traguardo, ponendosi all’inseguimento di Sykes mentre ricomincia a piovere in una parte del circuito.

    Checa guadagna costantemente terreno sull’inglese recuperandogli oltre mezzo secondo a giro e stabilendo anche il best lap della corsa, ma pur avvicinandosi moltissimo non riesce a battere Sykes che lo precede di un niente proprio sul traguardo, mentre Guintoli arriva comodo terzo e Max ha successo nel rintuzzare gli attacchi di uno scatenato McCormick finendo quarto ed incamerando comunque 13 (perdendone quindi solo 12 su Tom) importantissimi punti.

    Rea termina sesto appena dietro al canadese, mentre settimo e lontanissimo arriva Baz davanti ad Aoyama, Badovini e Fabrizio.

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    E’ evidente come qualcosa – a differenza che nella prima e bagnata parte di gara, poi abortita – non abbia funzionato a dovere sull’Aprilia (in evidente affanno a livello di aderenza) di Max Biaggi che è stato pertanto costretto ad una gara in difesa concludendo ad un comunque utile piazzamento: coi 13 punti del quarto posto adesso ne conta 331, ovvero 14,5 più di Sykes che ora diventa il suo più immediato inseguitore. Per la sua disastrosa caduta che lo ha portato dritto in ospedale Melandri è sempre fermo a 308,5. A questo punto, nessuno sa ancora se si presenterà o no al via per la frazione successiva.

    Gara2 si apre appunto con la clamorosa conferma dell’assenza di Marco, ancora trattenuto in ospedale per una contusione al polo superiore del rene destro (e, si scoprirà poi, anche due costole incrinate), mentre fortunatamente si schierano regolarmente in griglia sia Giuliano che Davies.

    Con la confortante notizia che il suo più pericoloso rivale durante tutta la stagione sia ormai praticamente fuori dalla lotta iridata, Max parte più tranquillo ed al terzo giro si ritrova in testa assieme al team mate ed a Davies, che supera Sykes appena un giro prima che il suo motore vada clamorosamente KO in una nuvola di fumo nero, costringendolo al ritiro.

    La pattuglia Aprilia al quinto giro perde Chaz per caduta quando era secondo: tutto sembra andare bene per Biaggi, ma tre tornate dopo Rea gli si porta sotto e riesce a passarlo, mentre Laverty è ormai lontano in testa alla corsa con circa quattro secondi di vantaggio.

    Il nordirlandese della Honda non demorde e si mette in caccia del connazionale forzando alla morte: nella sua azione velocissima guadagna progressivamente terreno trascinandosi dietro Max e pure Camier che nel frattempo si è accodato al duo degli inseguitori, raggiungendo l’alfiere Aprilia al quattordicesimo giro. Cinque tornate dopo Rea ha quasi agguantato Laverty, mentre in un attacco sbagliato e sconsiderato Leon tocca la gomma posteriore di Max, evitando il disastro per un soffio. Il Corsaro tuttavia resiste bravamente ad ogni assalto, finchè l’inglese della Suzuki sbaglia ancora andando clamorosamente largo, rimanendo in piedi ma ritirandosi per giunta subito dopo per un guasto tecnico

    Rea si avvicina sempre di più al connazionale, ma Laverty resiste e vince meritatamente una corsa – la sua prima dell’anno, e l’unica fin’ora in sella alla RSV4, terzo in assoluto a riuscirci dopo Biaggi e Davies – condotta in testa dal primo giro fino all’ultimo, mentre The Emperor arriva ottimo terzo e guadagna di colpo 16 (avendone persi 12 nella frazione precedente, il guadagno netto è di 4) pesantissimi punti su Sykes, mettendo ipso facto quasi al sicuro il Mondiale, contandone ora ben 30,5 su di lui, nonchè 38,5 sul derelitto Melandri.

    Quarto e staccatissimo (ben sette secondi) dietro Biaggi arriva Guintoli – il francese qui a Portimao dunque come Max prende 29 punti, il secondo miglior totale in questo appuntamento iridato dopo i 30 di Rea, mentre Laverty ne prende 28 – che a sua volta infligge dieci secondi a Checa.

    La classifica di Gara2 vede poi sesto Badovini a precedere Baz, Fabrizio, Mc Cormick e Lanzi.

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    La Classifica Piloti, ormai ad un solo appuntamento alla fine del Giochi, vede sempre più saldamente primo Biaggi a 347 punti, come detto prima ventandone 30,5 di vantaggio su Sykes ora a quota 316,5, nonchè 38,5 su Melandri sempre fermo a 308,5.

    Solo questi tre restano dunque matematicamente in lotta per il Titolo.

    Quarto è Checa a quota 278,5, ben davanti a Rea a livello 255,5 mentre Laverty si porta a 241,5. Settimo a 189 punti è Haslam oggi completamente in ombra, mentre il protagonista odierno Guintoli ne conta 172,5 davanti a Davies a livello 156,5. Decimo è Fabrizio a quota 133,5, a precedere Giugliano a 125, Baz a 116, Badovini con 116 e Camier a 109,5.

    La graduatoria Costruttori vede ugualmente sempre più in testa l‘Aprilia che si porta a 422,5 punti, staccando inesorabilmente la BMW ora a 394. Tagliata fuori ormai dalla lotta iridata è la Ducati a quota 375 davanti alla Kawasaki a livello 356,5. Quinta è l’arcidelusa Honda con 270,5 lunghezze, mentre la cenerentola Suzuki è sempre ultima a 130,5.

    Adesso, quella che ci aspetta questo stesso fine settimana è la spettacolare resa dei conti finale di Magny-Cours, in cui teoricamente restano in gioco TRE riders per Titolo Piloti e altrettante Case per quello Costruttori.

    In 25 edizioni di questo splendida Saga WSBK, ben 15 si sono decise all’ultimo round – e questo mi pare il miglior elogio che MAI si possa fare alla fantastica Storia Iridata della WSBK – fin dalla ormai lontanissima prima edizione del 1988, ovvero un quarto di secolo fa, che vide all’estrema sfida di Manfeild in Nuova Zelanda ancora in lizza lo statunitense Merkel ed i nostri Pirovano e Tardozzi (a cui fu fraudolentemente scippato il Titolo a causa di assurdi ed estremamente sospetti cambiamenti del sistema di punteggio pur a Campionato in corso!).

    Non è ovviamente neppure la prima volta che la pista francese decida il Campionato WSBK, l’ultima delle quali vide ugualmente ancora in lizza tre protagonisti, ovvero Toseland, Haga e Biaggi proprio nel 2007, ovvero l’anno di esordio del Corsaro in questa Classe, e non pare certo un caso che il Pluri Iridato Max sia il solo superstite di quel trio ad giocarsi il Mondiale anche adesso.

    In precedenza, il Grande Doug Polen nel 1991 ci conquistò su Ducati 888 il suo primo Titolo WSBK, a ben tre rounds dalla fine dei giochi, mentre nel 2004 – esattamente come nel 2007 – il Titolo finì all’ultimissimo appuntamento nelle mani di Toseland che in quel caso riuscì a strapparlo all’idolo locale Laconi e ad Haga, tutti su Ducati.

    Pur con tutta la cautela del caso, visti i quasi incredibili colpi di scena verificatesi solo negli ultimi due appuntamenti in Germania e Portogallo, la situazione attuale è tale che ormai, il Titolo Biaggi possa solo perderlo, potendo arrivare ad esempio comodamente due volte sesto e conquistarlo ugualmente anche a fronte di due (comunque improbabili) Vittorie di Sykes.

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    Infatti, al Corsaro per aggiudicarsi la sua SESTA Corona Iridata bastano solo 20 punti anche in caso di un doppio successo dell’inglese. Ovviamente anche Melandri resta teoricamente in grado di aggiudicarsi il Mondiale, ma a parte il più grave svantaggio su Biaggi, nel suo caso giocherà negativamente anche la sua precaria forma fisica dopo l’ennesima (la terza consecutiva in altrettante gare!) caduta con conseguente ricovero in ospedale e frattura di due costole.

    Fra l’altro, i recenti trascorsi su questa pista sono totalmente favorevoli a Biaggi, che in otto partecipazioni ha vinto una volta (dopo una feroce lotta con Crutchlow nel trionfale 2010 doppiamente Iridato, a Titolo già acquisito, matematicamente agguantato ad Imola) e conquistato quattro Podi, MAI comunque facendo peggio del sesto posto, mentre Melandri vanta solo i due secondi posti dell’anno scorso (ma con ben altre condizioni fisiche e morali) e Sykes un record quasi disastroso fatto di ben tre crashes e nessun piazzamento oltre all’ottavo posto.

    A parte i sunnominati trascorsi statistici però, ciò che rassicura maggiormente Biaggi è la sua enorme esperienza Iridata, maturata in una carriera formidabile nel corso della quale non ha MAI mancato occasioni favorevoli come questa, anche in condizioni ben più difficili come ad esempio nel 1997 in occasione della conquista DA PRIVATO del suo Quarto Titolo Mondiale Consecutivo della Classe 250 (del resto, dei suoi 4 Mondiali Piloti in questa Classe, ben 3 furono decisi solo all’ultima corsa!) , facendone il Più forte Pilota di Tutti i Tempi di quella che resta come la VERA (e nettamente Più Importante) Classe Regina del MotoMondiale in mezzo secolo, ovvero dal 1949 fino al 2009 compresi.

    Ugualmente, nella serrata lotta per il Titolo Mondiale Costruttori la nostra Aprilia appare la nettissima favorita, non solo per la formidabile Squadra ufficiale formata da Biaggi e Laverty – entrambi col morale alle stelle – ma anche per l’apporto eventuale dell’emergente Davies (peraltro particolarmente sfortunato a Portimao), mentre la BMW conta su un Team ufficiale demoralizzato e su piloti del team italiano non certo all’altezza di Davies. Quanto alla Ducati, oltre ad essere praticamente tagliata fuori proprio da un punto di vista meramente matematico nei confronti dell’Aprilia, può contare su un solo pilota veramente in forma, ovvero Checa, peraltro in una pista (tanto per cambiare) altamente favorevole alla sua cavalcatura, dove l’anno scorso ha del resto vinto due volte.

    Per la prestigiosa Casa di Noale si tratterebbe nientemeno che del suo CINQUANTESIMO Titolo Iridato in tutte le Classi, comprese quelle off road!

    Circa gli altri protagonisti, a parte il già citato Checa che vedo particolarmente bene su questo circuito (e che di fatto potrebbe anche strappare il Terzo Posto assoluto a Melandri se questi continuerà col disastroso trend delle ultime due prove iridate!) fatto apposta per le bicilindriche, un’altro rider su cui punto è Rea che potrebbe agevolmente dire la sua per il Podio in questo estremo round, visto che, pur non vantando particolari risultati a Magny-Cours, l’anno scorso vi si aggiudicò la Superpole a riprova del suo gradimento verso questo tracciato.

    Occhio anche al lanciatissimo Guintoli (già due volte vincitore quest’anno) sulla pista di casa, mentre pure l’altro francese – ed ugualmente superstite dell’ormai completamente dissolto Team Effenbert, non per nulla totalmente assente qui, coinvolgendo pure l’incolpevole McCormick, ormai suo unico esponente ufficiale – Berger rientrà in gara sotto i colori del Team italiano Red Devils. Anche il giovane Baz (pure con una Vittoria all’attivo in questa stagione) potrebbe benevolmente risentire dell’atmosfera casalinga.

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    Dunque, gli ingredienti per un fantastico ed adrenalinico thrilling finale, nelll’estremo e decisivo spettacolo che solo il Miglior Campionato esistente al Mondo – ovvero la favolosa WSBK – possa mai offrire ci sono veramente tutti.

    Quindi, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo appassionante fine settimana, ed appuntamento certissimo ed improrogabile in Terra di Francia per l’episodio culminante e decisivo di questo formidabile, incredibile e spettacolare Circus WSBK 2012!

    DONOVAN