WSBK San Marino 2012: un magistrale Biaggi massacra tutti e prenota il Mondiale!

Settimo episodio della WSBK a Misano che vede il trionfo completo di Biaggi che vince due volte come nel 2010

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    Max Biaggi Phillip Island 12 f

    Il settimo esaltante episodio di questo sempre più straordinario ed incredibile Circus WSBK 2012, andato in scena qui dall’ormai irriconoscibile tracciato rovesciato di Misano – ormai pallida ombra di quello che fu la miglior tracciato italiano – ha visto il completo e schiacciante trionfo del Cinque Volte Iridato Massimiliano “Max” Biaggi che, pur in una pista da anni resa stupidamente lenta, guidata e dunque massimamente favorevole alle bicilindriche, nondimeno vi ha riportato due straordinarie Vittorie, in assoluto fra le più belle della sua lunga e gloriosa carriera, accumulando nel contempo altro prezioso vantaggio rispetto ai suoi piu pericolosi avversari diretti.

    Questi hanno tutti perso – chi più chi meno – terreno rispetto a Max, specie Checa e Melandri, entrambi penalizzati da un altro zero, mentre tutto sommato quelli che hanno perso meno punti di tutti sono risultati Rea e Sykes, rispettivamenti quinto/secondo e quarto/settimo nelle due frazioni, ma entrambi si sono dimostrati per varie ragioni assolutamente incapaci a contrastare l’incontenibile mix di Classe, Velocità ed inimitabile Stile di Guida del Corsaro, che in Gara1 ha convincentemente battuto, al termine di una corsa memorabile, le due Ducati Ufficiali, ovvero le iperfavorite di questo tracciato per loro ideale, mentre nella seconda frazione si è esibito in una classica Vittoria in solitaria assolutamente Biaggi Style, l’inconfondibile Marchio di Fabbrica del più Grande Campione tutt’ora in attività al Mondo.

    La perentoria doppietta messa a segno dal Corsaro in Terra di Romagna è la quinta della sua carriera in WSBK, e segue direttamente quella rifilata agli avversari proprio qui nel 2010, ovvero l’ultima gara della Storia in cui le quadricilindriche ebbero a disposizione la famosa gomma morbida posteriore 518, l’ultima che potessero praticamente usare in gara.

    E’ altamente significativo che da allora più nessuna 1000 abbia potuto dominare un GP abbastanza da vincere due volte nello stesso appuntamento prima di oggi, inaugurando quindi due anni di completo dominio delle bicilindriche su un Campionato già a loro scandalosamente favorevole a causa del regolamento tutto volto a rendere loro la vita facilissima a scapito delle avevrsarie.

    Stavolta però la Pirelli ha portato nuove alternative tra cui una posteriore da 200 che Max, pur conscio dei suoi svantaggi rispetto alle coperture più strette, è riuscito a sfruttare fino in fondo assicurandosi un rendimento accettabile anche a fine gara.

    Chi invece non ha assolutamente azzeccato la giusta scelta delle coperture in gara1 è stato Melandri che, pur stabilendo il Giro più Veloce, è stato ben presto costretto alla resa ed al ritiro per averle completamente distrutte prematuramente, copiando poi prudentemente Biaggi optando per il gommone posteriore – che per entrambi ha magnificato crudemente il chattering – nella frazione successiva finendo quarto dopo il dubbio episodio in cui ha costretto all’ennesima caduta un Checa davvero sfortunato anche in questa occasione.

    Con questa stupenda doppietta Biaggi si porta a quota 61 nel computo delle sue Vittorie Iridate, di cui appunto 19 in WSBK di cui risulta il maggior vincitore italiano assoluto di Tutti i Tempi superando finalmente Chili (prima di oggi i due erano ex-aequo) che resta a 17, mentre il Grande Giancarlo Falappa è a quota 16.

    Max è sempre stato il più consistente rider quest’anno, ma dopo Phillip Island e fino ad oggi non era mai stato assolutamente più in grado di lottare per la Vittoria, doventosi accontentare di correre in difesa limitando al massimo i danni e collezionando quattro Podi oltre alle Tre vittorie stagionali che, potete scommetterci, NON saranno le ultime del 2012.

    Per l’ultrafavorito Checa ormai, col quinto stop stagionale rimediato puntualmente anche qui a Misano, il Mondiale si sta rapidamente allontanando, non solo per i punti già irrimediabilmente persi, ma anche e soprattutto per una preoccupante e persistente mancanza di lucidità che oltre lui stesso ha contagiato il suo team, come si è ben visto anche nella infelice Superpole romagnola che lo ha visto qualificarsi solo in quarta fila, ovvero la sua più opaca prestazione in prova dell’anno, in comune stavolta con quelle ugualmente scadenti di Biaggi e Melandri.

    checa misano 2012
    LaPresse

    Con tutti i vantaggi ingiustamente goduti dalla Ducati Ufficiale, tuttavia, i circa 60 attuali punti di svantaggio sulla testa della graduatoria non appaiono certo incolmabili, ma la necessità di non poter assolutamente più sbagliare neppure una singola gara da adesso in poi non contribuirà certo alla serenità di Carlos nei prossimi appuntamenti, con aumentate possibilità di ulteriori – ed a questo punto veramente fatali – passi falsi.

    Con tutto ciò, Checa resta tutt’ora uno dei fevoriti d’obbligo per il Titolo.

    Anche oggi la strafavorita coppia Ufficiale di Borgo Panigale si è puntualmente ritrovata in testa verso la fine di Gara1, ma senza fare i conti con un Biaggi formidabile e letteralmente in stato di grazia che alla fine si è fatto beffe della pista a lui sfavorevole e di tutti gli schiaccianti vantaggi goduti dai suoi avversari, superandoli di forza ed andando a vincere di Pura Classe.

    A questo punto l’inseguitore più consistente e pericoloso di Max diventa apparentemente Rea, forte della ritrovata competitività della sua Honda, col poleman odierno Sykes – costantemente veloce in prova ma sempre a corrente alternata in gara – subito dietro.

    Tra gli alfieri delle quadricilindriche, tuttavia, ritengo Melandri alla lunga ben più temibile dell’alfiere Kawasaki e forse anche del nordirlandese, proverbialmente inconsistente proprio quando dovrebbe esserlo per concludere qualcosa di più dei soliti suoi successi parziali.

    La stagione è tuttavia ancora lunghissima e non sarà certo facile per il Corsaro rimanere lucido e consistente come fino ad ora ha dimostrato di essere, anche nelle difficoltà più spinose in tante corse (9 – una in meno a causa della dimezzata Monza – in ben 5 appuntamenti su 7) caratterizzate dalla pressochè assoluta mancanza di competitività della sua cavalcatura.

    Abbiamo appena passato la boa di metà Campionato, con l’esaurimento del settimo appuntamento su 14 in programma. Restano dunque da disputare altre sette prove, con relativi 350 punti ancora in palio, e (quasi) tutto resta ovviamente possibile.

    Gara1 ha visto la fuga iniziale di Rea con Sykes incollato dietro, seguito da Haslam, Giugliano e più da lontano da Badovini, Melandri, Biaggi, Checa e Laverty. L’alfiere Honda a metà corsa arriva ad accumulare circa due secondi di vantaggio, mentre Giugliano si porta in seconda posizione con Max che si ritrova quinto con Carlos sempre alle costole.

    Alla diciassettesima tornata, Giugliano si porta clamorosamente in testa, passando un Rea in chiara difficoltà con le gomme, che viene facilmente superato anche da Biaggi e Checa.

    E’ dunque tra questi tre che si combatte la lotta finale per la Vittoria, con The Emperor che studia con calma la situazione ed infine passa con sicurezza la seconda guida Ducati al ventiduesimo giro, presto imitato da Checa. Questi tuttavia non riuscirà a trovare alcun varco nella guida pressochè perfetta dell’alfiere Aprilia che finalmente va a cogliere il suo sospiratissima secondo Successo dell’anno, aspettato ormai da un’autentica eternità, ovvero ben quattro mesi pieni fin dalla (ormai remota) seconda gara della stagione, in cui solo per un grave errore iniziale arrivò un comunque esaltante secondo posto.

    Sykes 2012
    LaPresse

    Alle spalle di Giugliano si piazza Sykes, che era precipitato in settima posizione a causa del solito calo delle coperture prima di recuperare con uno sforzo quasi sovrumano, riuscendo a precedere Rea, Davies e Laverty. Dietro a questo gruppo troviamo altre due Ducati, quella di Guintoli a precedere quella gemella Liberty di Smrz. Decimo è Camier che si mette dietro agevolmente Badovini e Haslam, mentre come detto il team mate Melandri si deve giocoforza ritirare attorno alla ventiduesima tornata per aver distrutto le gomme.

    Gara2 si è ben presto trasformata in un’autentica apoteosi di Max, che va a vincere di pura forza, assolutamente………..Biaggi Style, imponendosi per manifesta Classe Superiore ed abissale distacco come prevede il suo Marchio di Fabbrica.

    Dopo aver preso la testa appena al quarto giro, partendo e recuperando bene dalla terza fila e passando in tromba Rea e Sykes, Il Corsaro non la mollerà più fino al traguardo accomulando un vantaggio via via sempre più enorme, che avrebbe potuto anche raggiungere i dieci secondi se non avesse evidentemente rallentato molto nel finale per meglio godersi il meritatissimo trionfo.

    Sempre alla quarta tornata va in scena il fattaccio già accennato in precedenza, con Melandri che entra piratescamente di forza all’interno (dove spazio non ce n’era quasi) di Checa toccandolo e buttandolo fuori pista quando questi chiude la sua legittima traiettoria, non potendo assolutamente vedere il rider BMW che, almeno, a fine gara ha avuto il buon gusto di chiedere prontamente scusa al collega.

    Anche Giugliano cade in seguito, mentre prova ad avvicinarsi a Sykes tutto teso ad inseguire un Biaggi letteralmente scatenato che si invola lontano in testa guadagnando terreno sul primo inseguitore all’incredibile ritmo di un secondo al giro. L’inglese come suo solito rallenta e viene prima avvicinato e poi superato da Haslam e Rea che a sua volta precede altre tre BMW, ovvero quelle di Badovini, Melandri e Fabrizio.

    Alla fine sette secondi buoni separano Biaggi dal primo inseguitore, ovvero Rea seguito da ben quattro quadricilindriche bavaresi che hanno tutte superato agevolmente Sykes, vittima del solito calo nel reparto gomme. Chi le guida è il redivivo Haslam, che regolando il team mate (indagato dalla commissione gara per il suo rude sorpasso su Badovini) finirà appunto sul Podio dietro all’irraggiungibile Corsaro ed al nordirlandese della Honda, mentre cadono sia Davies che Laverty.

    Sykes nel suo ormai usuale finale in calando si deve pertanto accontentare del settimo posto dietro alla fila di BMW (ovvero quelle di Melandri, Badovini e Fabrizio), precedendo il team mate Baz e le Ducati private di Smrz e Baiocco, le prime bicilindriche arrivate al traguardo in mancanza di quelle Ufficiali.

    Alla fine, dietro al Corsaro che vince con soli 5,3 comodi secondi di distacco – ma solo perche rallenta moltissimo nei due giri finali, come accennato sopra – i successivi 4 arrivati risultano racchiusi in appena 2,5 secondi.

    La classifica Piloti vede dunque sempre più nettamente in testa Biaggi con 210,5 punti; ben davanti a Rea con 172 e Sykes a livello 164,5.

    Quarto è Melandri a quota 155,5, esattamente di cinque lunghezze davanti a Checa che ne conta ora 150,5;

    Qui si ferma la lista di quelli che da ora in poi si giocheranno il Mondiale, con la sola possibile eccezione di Haslam che si ritrova sesto a 123, ormai comunque staccatissimo dal battistrada.

    Tagliati a questo punto inesorabilmente fuori tutti gli altri, a partire da Guintoli a livello 103, poi Laverty a 95 e Giugliano a quota 80. Decimo è Smrz con 75,5.

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    LaPresse

    La graduatoria parziale Costruttori vede ancora prima la Ducati a 222,5 punti ma ormai raggiunta dall’Aprilia che per esclusivo merito di Biaggi si porta a 221, mentre la BMW è vicina terza a 197. Anche le altre quadriclindriche maggiori non sono lontane, con la Kawasaki a quota 176 che precede di poco la Honda a 170,5. Ultima è come sempre la Suzuki Yoshimura a 56,5.

    Come sapete, la Classifica di Team si calcola solo in MotoGp, non in WSBK.

    Adesso, il Circus WSBK si sposta sempre nella vecchia Europa per l’importante tappa spagnola all’Aragon Motorland, un moderno circuito medio-veloce dove l’anno scorso (quando fu adottato per la prima volta in WSBK) Biaggi e Melandri si divisero equamente 45 punti con una Vittoria ed un secondo posto a testa, mentre il capolista Checa incappò nell’unico (ed abbondantemente ininfluente) zero della stagione.

    Fra l’altro, proprio in questi giorni questo pregevole impianto è stato teatro di alcuni tests privati riguardanti tra gli altri i teams Ufficiali e privati Aprilia, BMW e Kawasaki, con Biaggi risultato il più veloce in configurazione gara.

    Dunque, una volta tanto, un circuito non completamente favorevole solo alle bicilindriche, ma più aperto ad un risultato equilibrato e con i summenzionati piloti di alcune quadricilindriche freschi freschi di numerosi giri in due giorni (ma uno, il primo, perso quasi completamente per pioggia) di intensive prove in questo interessante impianto.

    Quindi, nonostante giochi in casa – fattore questo sempre molto importante – per Checa non sarà certo facile tentare di ridurre in questa occasione il già importante gap che lo separa dalla testa della classifica.

    I suoi più pericolosi avversari saranno, ovviamente, proprio quelli che hanno potuto provare qui pochi giorni fa, Biaggi in testa.

    Anche le BMW Ufficiali e la Kawasaki di Sykes trarranno ovviamente enorme vantaggio dall’aver collaudato in lungo ed in largo le proprie novità tecniche proprio qui, dove le SBK percorreranno 300 mt ed un tornantino in più rispetto al tracciato del Mondiale Velocità per differenziare il loro percorso dalle MotoGp (dicono, per evitare pericolosi paragoni………specie con le derelitte CRT che ormai prendono paga pure dalle migliori Moto2, ma pure con le MotoGp).

    Quindi, qui i favoriti d’obbligo, assieme al solito Checa, saranno Max, Melandri, Rea e Sykes, ovvero (guarda un po il caso?) i primi cinque della attuale classifica Piloti, più Haslam che ha racimolato un bel Podio pure qui a Misano.

    Stiamo entrando nella seconda parte della stagione, dunque nella sua fase cruciale: in particolare, i prossimi due appuntamenti, ovvero Aragon e Brno, avranno certamente un’ importanza capitale nel definire la classifica finale.

    In entrambi – a differenza che qui a Misano ed tutti gli altri innumerevoli lentissimi kartodromi che infestano tristemente il Calendario Iridato – Biaggi parte finalmente quasi alla pari con Checa, specie ad Aragon per le caratteristiche intrinseche di questa moderna pista spagnola medio veloce, mentre a Brno, pur circuito sicuramente guidato e senza un vero rettilineo, Max può mettere in campo la sua ormai leggendaria predilezione per il bellissimo tracciato moravo, certo non veloce ma largo, fluido e molto scorrevole, che da sempre esalta i veri Campioni e dove ha vinto innumerevoli volte in TUTTE le categorie in cui abbia gareggiato nel corso della sua prestigiosissima Carriera iridata.

    Curiosamente, pur avendovi vinto varie volte in WSBK, a Brno The Emperor non è mai riuscito – spesso per pura sfortuna – a mettere a segno una doppietta in quella che resta forse la sua pista favorita, neppure nel suo trionfale 2010 due volte iridato, quando i doppi successi furono ben quattro, con un totale stagionale di 10 Vittorie.

    Che sia ormai tempo per rimediare alla mancanza?

    Lo vedremo presto questa estate.

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    LaPresse

    Dunque, siamo quasi al Momento della Verità per definire chi andrà allo sprint finale per il Titolo Mondiale WSBK 2012. I tempi stanno stringendo, ed i nodi stanno venendo al pettine per i nostri eroi a due ruote.

    Quindi, non perdetevi per nulla al Mondo il formidabile spettacolo del VERO Campionato Mondiale delle VERE moto, ovvero le nostre amate SBK, ed appuntamento certissimo ed improrogabile domenica prossima in Terra Spagnola per un’altra puntata mozzafiato – in un fine settimana tutto all’insegna del godimento più sfrenato su due ruote, visto che il giorno prima, ovvero di SABATO, ci sarà pure il tradizionale Dutch TT ad Assen per il Mondiale Velocità – di questo splendido, emozionantissimo e sempre imprevedibie Circus WSBK 2012!

    DONOVAN