WSBK USA 2011: Ducati domina Miller, Biaggi ancora sfortunato

Quinto appuntamento Iridato WSBK a Miller Park negli Usa, che ha visto il previsto dominio della Ducati in generale e di Checa in particolare, vittorioso in entrambe le gare mentre Biaggi è fatto cadere da Rea in Gara1 (dove altre due Ducati completano il Podio) e solo terzo in Gara 2 preceduto dal team mate Camier

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    Checa WSBK donington 2011 c1

    La quinta prevedibile puntata di questo comunque interessante e drammatico Circus WSBK 2011, andata in scena qui dal bel circuito in altura di Miller Park, incastonato nel paesaggio splendido e lunare delle maestose montagne perennemente innevate dello Utah – ma in questo caso trasformato dal tempo inclemente in mere strisce d’asfalto in mezzo ad un autentico pantano fangoso – ha visto come ampiamente scontato il dominio della Ducati in generale e di quella Ufficiale di Checa in particolare, a cui come l’anno scorso si è opposta la sola Aprilia che ha dimostrato pur in una pista dalle caratteristiche avverse alla propria macchina di saper reggere bellamente il pur impari confronto, anche se ancora una volta bersagliata da una sfortuna semplicemente assurda, guarda caso sempre nei confronti di Biaggi – atterrato in Gara1 addirittura al primo giro da Rea – che davvero sembra essere incappato in un tipico anno-no come il famigerato 2008.

    Il vessillo della Casa veneta due volte Iridata WSBK 2010 è stato tuttavia tenuto altissimo dallo stesso Max, buon terzo in Gara2 pur visibilmente scombussolato dalla tremenda botta in testa (e basta aver visto lo stato del suo casco dopo l’impatto per rendersi conto di quanto sia stato violento) rimediata nell’incidente summenzionato, e soprattutto da uno straordinario Camier, finito secondo nella stessa frazione ma che avrebbe sicuramente replicato il medesimo risultato pure nella prima se non fosse stato per un malaugurato lungo che gli ha fatto perdere moltissimo tempo e lo costretto ad un comunque prestigioso quarto posto preceduto da TRE Ducati, Marca che ha appunto totalmente dominato l’appuntamento americano.

    Tutto come volevasi dimostrare, meno la sfortuna nera di Biaggi.

    Che la Ducati e soprattutto Checa dominassero Miller Park – una pista sommamente favorevole alle bicilindriche in virtù del suo tortuoso tratto misto in cui queste con la loro maggior coppia, capacità di trazione in uscita di curva e capacità di sfruttare le gomme (specie quelle morbide, ormai riservate soltanto a loro!) fanno realmente la differenza rspetto alle ben più nervose quadricilindriche – era infatti totalmente scontato, non così però l’ennesimo colpo di una ostinatissima sfortuna di Max (a partire dalla sua caduta in Superpole) che registra qui il SECONDO stop assoluto su appena dieci gare, che va ad aggiungersi alla sua mancata, peraltro meritatissima Vittoria a Monza in Gara2, sottrattagli da una decisione totalmente ingiusta e sommamente sproporzionata della direzione Corsa dell’appuntamento brianzolo.

    Qui, esattamente come a Phillip Island e nell’appuntamento di Assen, il massimo che Biaggi avrebbe potuto fare viste le premesse erano due ottimi secondi posti per limitare ancora superbamente i danni, impresa che come abbiamo visto era ampiamente alla portata della RSV4 e della sua Prima Guida.

    Purtroppo, invece anche oggi la malasorte ci ha messo il proprio zampino maligno, constringendo un incolpevole Biaggi a questo secondo zero che gli sottrae un’altra marea di preziosissimi punti in Classifica proprio nel periodo di massimo predominio della Ducati che, come se non bastassero gli assurdi vantaggi di 200 cc in piu a parità di peso e l’avere la stragrande maggioranza delle piste a lei favorevoli, si vede pure beneficiata dalla terribile sfortuna degli avversari.

    Davvero, tutto sta girando anche fin troppo bene per il potentissimo Genesio Bevilacqua e soci, che non solo contano dalla loro parte un regolamento sempre sfacciatamente in loro favore ed una superiorità tecnica che consente alle proprie moto di sfruttare al meglio le gomme, nonchè le pistine lente e tortuose che in calendario costituiscono la stragrande maggioranza, ma stanno immeritatamente approfittando delle terribili sfortune dei SOLI avversari teoricamente in grado di contrastarli, ovvero le due RSV4 Ufficiali.

    Stando così le cose, ben poco purtroppo potranno fare gli uomini Aprilia nel futuro immediatamente prossimo, anche perchè il prossimo appuntamento in calendario è Misano – l’obbrobrio adriatico dal tracciato col senso di marcia assurdamente invertito rispetto al progetto originale che lo ha snaturato completamente e per sempre – dove le Ducati saranno ancora una volta le indiscusse favorite.

    Tutto davvero sembra congiurare contro Max, dalla ingiusta decisione di privare l’Aprilia della distribuzione ad ingranaggi, pur introdotta l’anno scorso a rispetto del regolamento vigente, fin all’incredibile ritiro da parte della Pirelli della famosa gomma morbida tipo 516 fin da appena dopo Misano 2010 (ovvero quando il Corsaro aveva già vinto sei volte), con la scusa “che la sapesse sfruttare solo Biaggi”, e dunque meritevole di eliminazione immediata.

    ORA che le morbide attuali sono effettivamente sfruttabili SOLO dalle Ducati, ovviamente nessuno dice NULLA e si sogna di ritirare proprio ALCUNCHE’!

    Meditate, gente, meditate………..

    E’ ben difficile NON vedere in tutto questo una ben precisa regìa ben orchestrata, una ferrea volontà sotterranea tesa ad impedire ad ogni costo il rinnovo del trionfale 2010 duplicemente Iridato della piccola e coraggiosa Casa Veneta, per evidentemente favorire la solita eternamente e sfacciatamente beneficiata della FIM in WSBK, ovvero la Ducati che deve buona parte dei suoi innumerevoli Titoli Marche e Piloti in questa Classe da assurdi favoritismi di regolamento, sia in passato ma specie in questi ultimi anni, prima dei quali batteva regolarmente le quadricilindriche avversarie anche a perfetta parità di cilindrata, pur avvantaggiata dal peso, come testimonia ad esempio l’imbarazzante dominio del 2006.

    Il Campionato è tuttavia ancora lunghissimo e tanto può ancora succedere di qui alla sfida finale ottobrina di Portimao, da cui ci separano un totale di sedici corse con ben 400 punti ancora teoricamente in palio.

    E’ infatti significativo il fatto che proprio dopo Miller 2009 Haga vantasse ancora 53 punti di vantaggio su Spies, che però finì per strappargli il Titolo, anche se in quell’occasione il fenomeno Texano fu certamente avvantaggiato nel suo prodigioso recupero (pur bersagliato da una incredibile sfortuna con un inaudito rateo di ritiri o comunque mancate vittorie per guasti addirittura del 25%) dall’anomala stagione su 14 appuntamenti e dunque 28 gare, contro le 26 normali, mentre invece proprio Max pagò carissima la accorciata stagione di 25 corse del 2007, sua stagione d’esordio in WSBK, quando arrivò a sole diciotto lunghezze dal Titolo.

    Sempre ricordando le stagioni scorse e in particolare il fatidico e appassionantissimo 2009, riesce difficile dimenticare che fu per l’assurda mancanza di gioco di squadra tra i due piloti Ducati sconsideratamente in lotta fra loro (per esempio ad Imola) che il Titolo andò – peraltro del tutto meritatamente come sottolineato dallo stesso Tardozzi a fine stagione a Portimao – infine a Texas Terror per soli 6 punti, a perenne testimonianza del fatto incontrovertibile che gli stessi giochi di squadra siano sempre stati, sono e saranno fondamentali (nonchè del tutto legittimi) negli sport motoristici ed in particolare nella Storia del Motociclismo agonistico, dove hanno deciso la stragrande maggioranza (io calcolo almeno il 98%) dei Titoli Mondiali fin’ora assegnati.

    Il pistolotto sopra è solo per dire che al Titolo occorre pensarci adesso, ciascuno nell’ambito della propria squadra, dunque spero davvero che i pur apparentemente miseri cinque punti che Camier ha sottratto alla sua prima Guida in Gara2 NON risultino decisivi al fine della conquista del Titolo, visto che del fatidico senno di poi sono da sempre piene le fosse…………..:)

    NON è infatti MAI troppo presto per pensare ai giochi di squadra in una stagione così lunga ed imprevedibile come quella WSBK, dove con 50 punti in palio ad ogni appuntamento TUTTO può davvero cambiare completamente da un giorno all’altro.

    Per Max dunque NULLA è ovviamente ancora perduto, visto il lunghissimo cammino ancora da percorrere, ma è assolutamente necessario che la Fortuna giri finalmente dalla sua parte.

    Sulle gare in sè non c’è molto da dire.

    In Gara1, tutto è stato fin troppo facile per Checa, specie dopo il precocissimo atterramento appena al primo giro da parte del solito sommamente pernicioso spaccamoto Rea (che il Nordirlandese voglia attentare all’indiscusso primato di Simoncelli in questo senso?) del suo più pericoloso avversario, ovvero ovviamente Biaggi.

    Carlos, che partiva dalla pole per la quarta volta su cinque quest’anno (a ulteriore dimostrazione della indiscussa superiorità tecnica della sua moto nelle piste fin’ora affrontate), ha comunque avuto all’inizio il suo bel d’affare per liberarsi di Guintoli, Haga – autore di un bell’inizio di corsa, ma poi perdutosi completamente nella seconda parte della stessa a causa dell’errata scelta di gomme, ad ulteriore monito che quest’anno SOLO le Ducati possano permettersi di usare la gomma morbida in gara!! – e Corser, prendendo il comando al quinto giro per poi non mollarlo più fino alla fine, forte di un vantaggio di quasi tre secondi al traguardo, autore nel frattempo del giro più veloce alla settima tornata.

    Alle sue spalle si è distinto a lungo tra gli altri un velocissimo Camier, che è stato anche secondo ma costretto poi nel finale alla quarta posizione da un inopinato dritto (occorsogli quando era terzo e stava battagliando per il secondo gradino del Podio) che lo ha relegato inesorabilmente dietro le due scatenate Ducati satelliti del Team Liberty rispettivamente di Smrz (qui alla sua seconda piazza d’onore dell’anno) e Guintoli giunti a completare trionfalmente un Podio tutto targato Borgo Panigale.

    Dietro al leone (di nome e di fatto) inglese dell’Aprilia sono poi arrivati il sempre più positivo Laverty ormai sul campo prima guida Yamaha, tuttavia seppellito da ben 7 secondi di distacco dal connazionale pur attardato dall’uscita di pista, poi Sykes con la prima verdona Kawasaki ed il sorprendente Badovini, che anche stavolta ha compiuto l’impresa di portare al traguardo la prima BMW classificata in gara.

    Ottavo dietro al giovane italiano è infatti giunto proprio lo scornato Haslam, a precedere l’ugualmente scornacchiato Haga (ben presto vittima come detto di gomme precocemente finite) ed il triste Melandri appena decimo a ben DODICI lunghissimi secondi dal team mate.

    Gara 2 ha visto un’ancora più netta prevalenza di Checa, partito ben meglio che nella prima frazione.

    Biaggi pur comprensibilmente scombussolato dalla tremenda botta in testa rimediata dalla caduta precedente, in cui è stato pure colpito alla schiena dalla moto di Rea, decideva coraggiosamente di prendere il via, e pur vittima di un infelice start ha saputo ben presto issarsi al terzo posto dietro allo scatenato team mate.

    La gara è di fatto finita qui visto che Max fosse troppo malmesso (nonchè ormai troppo staccato, dopo aver perso molto tempo per superare tutti quelli che lo precedevano) per riuscire a raggiungere Camier – anche se pareva che ad un certo punto potesse farcela – ed a sua volta Leon non potesse neppure sperare di raggiugere il velocissimo Checa a bordo di un mezzo troppo manifestamente superiore ai loro.

    QUESTO sarebbe certamente stato il podio anche di Gara1 (MA sempre con Max al posto di Leon) SE lo sfortunatissimo Biaggi non fosse stato atterrato da Rea, a dimostrazione che le potenti ma nervose ed idiosincratiche Aprilia siano comunque in grado di dire la loro e conquistare il Podio pur in condizioni di manifesta inferiorità ambientale.

    Dopo la scontata Vittoria di Checa (la sesta su appena dieci corse!) primo al traguardo con oltre sette secondi su Camier e otto abbondanti su Biaggi, quarto ma seppellito da ben sei secondi dal Campione Romano è arrivato il solito positivo Laverty a precedere di poco un ottimo Fabrizio, che si è in tal modo rifatto del ritiro per caduta della prima frazione.

    Solitario sesto è poi giunto Melandri (a quasi 22 secondi da Checa!) che ha preceduto di due secondi abbondanti la stavolta attardata coppia Ducati Guintoli e Smrz, a sua volta ben davanti a Badovini – sempre con la prima delle BMW in gara – e Sykes decimo ad oltre 30 secondi dal vincitore.

    Corser e Haga, due iniziali protagonisti di Gara1, sono purtroppo caduti in questa frazione.

    Dando un rapido sguardo alla classifica parziale Piloti, vediamo Checa saldamente in testa con 195 punti (solo 55 punti in meno del massimo teoricamente fin’ora ottenibile di 250), con dietro la coppia tricolore formata da Melandri a 134 e Biaggi a 133, ovvero circa 60 lunghezze sotto.

    Al quarto posto si porta Laverty a quota 109 punti, davanti ai deludenti Haslam con 95 e Rea con 94, a loro volta incalzati dal rimontante Camier settimo a 91.

    Dientro all’inglese dell’Aprilia troviamo poi Fabrizio a 85, Smrz a 83 e Guintoli staccato decimo a 54.

    La graduatoria Costruttori vede ugualmente prima la Ducati con 202 lunghezze, davanti all’Aprilia che con 172 supera di pochissimo la Yamaha a 171. Quarta è la BMW a 117, solo quinta la deludentissima Honda a 98 che precede le cenerentole Suzuki a 89 e Kawasaki a 69 punti.

    Come accennato in precedenza, per il prossimo appuntamemto Iridato il Circus WSBK ritornerà in tutta fretta nella Vecchia Europa, dove appena il secondo fine settimana di Giugno si svolgera il GP di San Marino sul perennemente deturpato circuito invertito di Misano, ormai pallida ombra di quello che fu un tempo il più bel circuito Italiano, superiore anche al Mugello.

    Ovviamente, in questo ibrido e rovinato ammasso di bitume reso ormai decisamente lento e totalmente “improprio” dall’invertito senso di rotazione (cosa ovviamente assurda e ridicola, per non dire totalmente FOLLE) rispetto al suo concepimento progettuale iniziale, ancora una volta la Ducati Ufficiale sarà la naturale. nettissima favorita.

    L’anno scorso Biaggi mise a segno qui una splendida doppietta, ma in modo inatteso e sorprendente perchè questa pista in precedenza non aveva mai portato troppa fortuna al Campione Romano: infatti ad esempio proprio qui, a causa dell’atterramento da parte di Haga, perse dei punti pesantissimi, certo determinanti ai fini della mancata conquista del Titolo 2007, per non parlare dell’episodio del 2009 in cui disputò forse le più brutte gare della stagione con l’esordiente Aprilia, anche a causa della pioggia.

    Ancora una volta dunque, viste le solite premesse sfavorevoli, come a Miller (dove pure aveva messo a segno una doppietta esattamente come qui) Max dovrà cercare di fare il meglio attualmente possibile per contrastare lo strapotere tecnico ed ambientale della bicilindrica Ufficiale, troppo superiore alla sua RSV4 per le ragioni più volte ricordate in precedenza, specie su piste come questa.

    Ovviamente Biaggi, memore del trionfo del 2010, pur conscio di dover affrontare una sfida quasi impossibile ed una gara chiaramente ad handicap, sarà certamente caricato al massimo per cercare la sua prima Vittoria stagionale e perciò risalire la china, sperando magari che nel contempo la ruota della Fortuna giri finalmente in senso positivo per lui e, una volta tanto, peggio per il suo principale avversario, a cui tutto è andato fin’ora fin TROPPO bene.

    I principali protagonisti saranno infatti sempre e SOLO loro due, ovvero Max e Carlos, anche se qui Melandri in una pista conosciuta potrebbe anche uscire dalla pesante crisi patita a Miller.

    Trattandosi però di un perdente nato, non ci conterei troppo: meglio di lui potrebbero fare probabilmente Fabrizio e quasi sicuramente il brillante team mate Laverty, ormai meritatamente promosso sul campo prima guida Yamaha.

    Altro pilota da tenere d’occhio sarà anche Rea, qui per la prima volta vincitore in WSBK in Gara2 nel 2009 (dopo una furibonda lotta con Fabrizio e Haga, approfittando di un problema tecnico di Spies che aveva dominato Gara1)

    Proprio la pioggia, prevista appunto nella seconda decade del mese, potrebbe comunque fare capolino come in America, rovinando magari le prove e/o le corse stesse, aggiungendo incertezza a questa epica lotta fra Titani.

    In ogni caso, sarà davvero un bel vedere, ve lo assicuro.

    Pertanto, non perdetevi per nessuna ragione al mondo il grande, sublime, VERO spettacolo delle VERE moto in pista – ovvero le nostre amate SBK – programmato a Misano Adriatico tra poco più di una settimana, ed appuntamento sicurissimo in Terra Romagnola, ovvero Téra Ad Mutor, la Terra Dei Motori per Eccellenza per il nuovo importantissimo episodio di questo epico, insostituibile ed unico Circus WSBK 2011!

    DONOVAN