WSBK USA 2012: a Miller Checa e Melandri vincono, Biaggi resta leader!

Sesta puntata della WSBK perl'ultima volta nella Storia Miller Park negli Usa, dove Checa vince in Gara1 ma cade ancora in Gara2 perdendo ancora punti e dando via libera alla Vittoria di Melandri, con Biaggi che grazie a due furbi Terzi Posti prende il largo in Classifica pur non potendo ormai più vincere

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    Melandri Phillip_Island_2012  b

    La sesta drammatica puntata di questo sempre più incerto ed appassionante Circus WSBK 2012, andata in onda qui dal moderno tracciato in altura di Miller Park, incastonato negli spettacolari monti dello Utah, ha visto il terzo incomodo Biaggi mettere a segno due importantiterzi posti e godere – prendendo il largo in classifica – tra i due litiganti Checa e Melandri, rispettivamente vincitori delle due frazioni, con quest’ultimo pure secondo in Gara1 a conferma dello stato di grazia attualmente goduto dalla quadricilindrica bavarese che mette a segno la seconda Vittoria in due consecutivi appuntamenti, e col secondo incappato nel quarto stop della stagione in Gara2 che ne compromette ancor di più – almeno per ora – la sua posizione in graduatoria iridata.

    Oltre a questi tre principali primattori, il lunedì festivo del Memorial Day americano ha visto come altro ottimo protagonista un grintoso Rea, quarto e secondo nelle due frazioni, mentre davvero in ombra sono risultati invece Haslam e Sykes, due riders protagonisti a Donington ma vanamente in cerca di gloria qui nella pista montana che abbiamo visto molto probabilmente per l’ultima volta in WSBK – non lasciando certamente rimpianti di alcun genere visto che si tratta dell’ennesimo circuito ad uso e consumo esclusivo delle bicilindriche in un Calendario già totalmente pieno di piste del genere con la sola eccezione piena costituita da Monza e due parziali da Portimao ed Aragon – sostituito quasi certamente da Laguna Seca, un tracciato dal passato certamente ben più importante e glorioso nella lunga Storia di questo epico Campionato che festeggia quest’anno il suo brillante Venticinquennale.

    Allora, Checa ha parzialmente “scagliato” anche Miller e, malgrado resti ancora il sicuro favorito per la vittoria finale, i suoi troppi errori lo stanno inesorabilmente allontanando dalla testa della classifica.

    Dunque malgrado la pista favorevolissima alle Ducati, Checa a differenza dell’anno scorso (e diversamente da Biaggi nel 2010) non è riuscito a fare bottino pieno a Miller, cogliendovi sì la sua quarta Vittoria dell’anno ma altresì incappando nell’ugualmente quarto zero stagionale che ha completamente vanificato la sua impresa iniziale, permettendo a Melandri di cogliere la seconda Vittoria stagionale in due appuntamenti consecutivi e consentendo al tenacissimo Biaggi, che pure qui ha corso ancora in affannata difesa, di conquistare, coltello tra i denti (da autentico Corsaro Nero, insomma……….:), due preziosi Podi importantissimi in ottica Iridata.

    Significativamente, però, malgrado i quattro stop fin qui collezionati (di cui almeno tre – se non tutti – per sua esclusiva colpa), in virtù dei suoi quattro Successi da Privilegiato Speciale del Regolamento (il tutto su appena undici gare, con ancora ben 14 da correre) il rider ufficiale Ducati resta sempre abbastanza vicino alla testa della Classifica, di cui dista in realtà appena trenta punti, ovvero poco più di una intera gara di Gap.

    Sembra però che quest’anno, malgrado la grande fortuna di aver passato indenne il difficile (ed unico nella stagione!) scoglio di Monza, la sua sicurezza sia sempre più precaria e la sua testa sempre meno lucida, pur con tutti gli incredibili privilegi (già troppe volte elencati) di cui gode il suo Team.

    Questo suo ondivago trend sembra ormai stabilizzato e non promette pertanto nulla di buono per lui, a meno di un cambiamento radicale nell’approccio mentale delle gare, che Carlos pare stia affrontando quest’anno in modo troppo nervoso ed apprensivo, con le nefaste conseguenze più volte sotto gli occhi di tutti.

    La Cinquantesima Vittoria in carriera della 1198R – destinata alla pensione a fine stagione, sostituita dalla ben piu radicale 1199 panigale – potrebbe pertanto non portargli affatto fortuna.

    Tra l’altro l’incantesimo del Doppio Successo di Miller – che durava da ben TRE stagioni consecutive – che indicava nell’autore il futuro Campione del Mondo (nel 2009 Spies, l’anno dopo Biaggi e la scorsa stagione Checa) si è infranto, quindi nel caso presente non varrà come cabala favorevole nè per Checa e neppure per Melandri, vincitori qui solo parziali.

    Che sia un segno che il 2012 sia di nuovo l’anno di Biaggi (unico a mettere a segno un Podio identico in questa edizione finale)?

    Max Biaggi monza 2012 b
    LaPresse

    Se Atene piange, Sparta – rappresentata dal suo eterno rivale nella lotta per il Titolo, ovvero il Quintuplice Iridato Max Biaggi – non ride: la Aprilia del Corsaro è ormai solo la pallida ombra della brillante macchina di inizio stagione e se qui in America non le ha prese (come al solito) dalla abitualmente velocissima Kawasaki, parsa soffrire più di altre i problemi delll’altura, in compenso adesso accusa un gap prestazionale addirittura imbarazzante dalla formidabile BMW, che ormai la svernicia puntualmente sul dritto e l’ha pure superata di slancio nella classifica Costruttori: qualcosa di assolutamente inatteso appena due mesi fa, e decisamente storico.

    Insomma, Biaggi sta compiendo letteralmente miracoli di valore con mezzi ormai improbabili e lo si è visto chiaramente in Gara1, quando ha fatto i salti mortali carpiati con avvitamento all’indietro per tenere a cuccia fino al traguardo Rea (pur con una gomma posteriore nel finale completamente distrutta: chi l’ha vista al parco chiuso si è letteralmente messo le mani nei capelli), per tenere a galla in qualche modo la baracca Aprilia e restare quasi incredibilmente in testa al Mondiale malgrado tutte le ormai gravi manchevolezze – di setting, di accelerazione ed adesso anche di velocita pura – della derelitta RSV4 nei confronti delle migliori quadricilindriche, nelle cui fila oltre alla capofila BMW ed alla Kawasaki dobbiamo ora annoverare a pieno titolo una Honda in enorme recupero grazie alle doti (e le scorrettezze, aggiungo) di Rea.

    Anzi, un miracolo dopo l’altro Il Corsaro si sta ritrovando sempre più solo in testa alla classifica con un margine in costante aumento (seppur sempre molto risicato) in vetta a quella che si configura senz’altro come la graduatoria più “corta” degli ultimi anni in WSBK: letteralmente, dopo undici gare (ovvero, quasi a metà strada) non si era mai vista una situazione del genere a livello di punteggio, con addirittura 3 dei 5 pretendenti al Titolo posizionati in appena 1,5 punti!

    Insomma, esclusivamente grazie agli errori gratuiti di Checa – che altrimenti a quest’ora sarebbe in testa di almeno 50 lunghezze – ci troviamo ad assistere al più incerto ed apparentemente equilibrato Mondiale WSBK degli ultimi 10 anni per lo meno.

    Male per l’iperfavorito Carlos, e bene per noi, nonchè per tutti gli altri riders delle quadricilindriche in campo, ingiustamente penalizzati da un regolamento semplicemente scandaloso, non trovate?

    Gara1 è stata dominata facilmente da Checa, vincitore alfine su Melandri per 2,3 secondi, mentre Biaggi, come ampiamente detto su, ha sudato le proverbiali sette camicie per tenere a bada uno scatenato Rea a cui però il Corsaro nel concitato finale di gara è stato bravissimo a chiudere sempre tutte le porte, finendo sulle tele la sua gomma posteriore, alla fine completamente devastata.

    Sapendo di non poter vincere nè attaccare Marco a bordo di una moto molto più performante della sua, Max ha combattuto da par suo per ottenere almeno un prezioso Podio che gli consentisse di mantenere saldamente la testa del Mondiale.

    Alle spalle del nordirlandese si è poi piazzato il connazionale e redivivo Laverty con la seconda Aprilia Ufficiale, mentre alle sue spalle arrivavano il deludente poleman Smrz che aveva promesso fuoco e fiamme in prova e il sorprendente Davies che con la sua RSV4 privata ParkinGo riusciva alla fine ad acciuffare e battere un altro deluso della giornata, ovvero Sykes rallentato da una Kawasaki davvero poco a suo ago in altura.

    Dietro lo scornato inglese troviamo al nono posto Fabrizio con la BMW privata davanti ad spento Haslam – apparso davvero spaesato qui a Miller, dopo i fasti casalinghi di Donington – e poi Giuliano, certamente non in grado di sfruttare il fattore pista come il tream mate, che ha preceduto un altro protagonista mancato (pur motorizzato Ducati), ovvero Guintoli appena dodicesimo.

    Checa Ducati 2012 c
    LaPresse

    A parte lo scontato vincitore Checa, i grandi protagonisti della gara sono stati gli alfieri delle quadricilindriche che, pure in condizioni di netta inferiorità, non si sono per nulla scoraggiati cercando di conquistare più punti possibile alle spalle dell’imprendibile Spagnolo, troppo avvantaggiato qui, in un tracciato che pare davvero fatto apposta per le bicilindriche.

    Quindi onore a Melandri, che ha sfoggiato una S1000RR velocissima con cui ha surclassato facilmente tutti gli altri riders a bordo di 4 cilindri in campo, prima fra tutte la RSV4 ormai relegata a macchina peggiore della categoria (a parte ovviamente la Suzuki).

    I tempi di Phillip Island appaiono davvero lontanissimi per Biaggi, che SOLO ed esclusivamente per gli errori gratuiti del superfavorito Checa e lo spietato equilibrio esistente tra tutti gli altri resta in testa alla classifica, forte di una volontà granitica di aggrapparsi ad ogni punto possibile pur sempre costretto in difesa addirittura già dal secondo appuntamento Iridato e della sua leggendaria Abilità di Guida, che in parte sopperiscono alle ormai patenti ed evidentissime manchevolezze della sua cavalcatura.

    Gara2 è stata quasi subito stoppata dall’incidente di Aoyama, avvenuto al quarto giro mentre Checa si trovava ormai saldamente in testa davanti a Melandri e Sykes.

    Le lunghissime operazioni di ripulitura della la pista dall’olio perso dalla Honda del giapponese (la cui utilità al Team Honda appare a questo punto un autentico mistero cosmico), durate addirittura quasi un’ora e mezzo, devono aver giocato un brutto tiro ai nervi già da tempo non tanto saldi di Checa, vittima quasi subito (ovvero alla quinta tornata) di un errore gratuito alla ripresa della gara, anche qui mentre si trovava alla testa del gruppo.

    La vista di Carlos nella polvere e non più in grado di recuperare posizioni di vertice (il rider Althea si è dovuto fermare subito ai boxes per rimpazzare una pedana, è ripartito ma poi si è definitivamente ritirato) ha senz’altro messo le ali alle……..ruote di un Melandri oggi evidentemente in stato di grazia, che anche per (grande) merito della sua velocissima BMW non ha avuto difficoltà – dopo fasi finali molto concitate – a regolare Rea all’ultimo giro ed ovviamente un Biaggi calcolatore e compassato che con quasi eccessiva calma si è infine liberato del sempre più sorprendente brand mate Davies, perdendo in questa fase un pò troppo tempo per poi tentare di attaccare efficacemente i due davanti.

    Il ravennate si può quindi con ben 45 punti incamerati si può a buon diritto considerare il Vero Trionfatore di questa giornata americana, mettendo nel contempo in grande ombra il team mate Haslam, oggi davvero poco incisivo (appena decimo ed ottavo) racimolando appena 14 punti.

    Quarto è risultato appunto Davies, vera rivelazione “privata” di Miller e che fin’ora aveva raccolto ben poco, mettendosi agevolmente dietro Sykes, Laverty e Giugliano, primo tra le bicilindriche in questa seconda frazione, avendo enormemente beneficiato della soft anteriore snobbata per eccessiva prudenza in Gara1.

    A seguire, al traguardo troviamo il sempre svaporato Haslam stavolta ottavo, davanti alle altre due Ducati private di Smrz e Guintoli, a Camier ed a Fabrizio appena dodicesimo a conferma della crisi nera delle BMW del Team Gold Bet Italia.

    Vincendo, Checa si sarebbe riportato praticamente ai vertici della classifica da cui invece resta ben distante, vittima del quarto zero in appena undici gare sin qui disputate.

    Significativamente, in virtù di tutti gli assurdi, numerosissimi ed ingiusti vantaggi da sempre goduti dalle bicilindriche, nonchè delle 4 Vittorie fin qui racimolate, Carlos resta tuttavia quinto e di certo non troppo lontano dalla vetta Iridata, distante una trentina di punti.

    In ogni caso, in un Campionato WSBK che ha sempre premiato (anche in misura eccessiva, vedi ad esempio i due dubbi e fortunosi Titoli di Toseland) la regolarità, anche un solo altro stop – specie con avversari così abili e determinati, seppur sempre in stato di netta inferiorità tecnica e regolamentare – potrebbe davvero costargli carissimo pur con ancora 16 corse ancora da disputare con relativo corredo di ben 400 punti teorici ancora in palio.

    haslam bmw 2012 c
    LaPresse

    Evidentemente, in caso di ulteriori pataccate da parte di Carlos, il Primo pretendente al Titolo a questo punto diventerebbe automaticamente Melandri che, forte di una moto ormai formidabile, attualmente non ha assolutamente problemi (e lo si è visto bene in UK e tanto più qui) a surclassare tutte le altre 4 cilindri.

    A riprova, se NON fosse stato brutalmente abbattuto (assieme al team mate Haslam) dalla manovra piratesca di Rea e fosse arrivato secondo – come in fondo meritava nonostante il brutto e, quel più conta, assolutamente inutile e controproducente attacco impossibile dell’ultima curva – in Gara2 a Donington, adesso Marco sarebbe già in testa al Mondiale, e con ottime prospettive di restarci…………ovvero, a questo punto, di giungervi ben presto!

    In effetti, il Memorial Day americano resterà veramente memorabile per Melandri, visto che qui è arrivata la seconda Vittoria stagionale ed il suo record di punti eguagliato, ben 45 al termine di una giornata storica anche per il Team Ufficiale BMW che per la prima volta in assoluto si porta al secondo posto nella Classifica Costruttori, superando l’Aprilia ormai difesa dal solo Biaggi. Il Team Ufficiale tedesco conquista nel suolo americano ben 59 punti, suo record di sempre.

    Da parte sua Max, pur sempre correndo limitando i danni, eternamente in pura difesa – non potendo evidentemente più vincere a causa della manifesta inferiorità del suo mezzo attuale – si limita a far sfoggio delle sue infinite Classe ed Abilità di Guida strappando con le unghie e coi denti ogni punto possibile.

    In questo senso i due preziosissimi Terzi Posti di Miller conquistati dopo battaglie durissime (e con questi i suoi Podi in stagione sono 5, solo Checa ne vanta altrettanti, poi c’è Melandri con 4) valgono letteralmente oro e gli consentono non solo di rimanere in vetta, ma pure di prendere leggermente il largo nel Mondiale Piloti, dove ora ha un apprezzabile vantaggio di 18 punti (prima di questo appuntamento erano solo 5) su Sykes e Marco.

    Infatti, la Classifica Piloti vede appunto in testa Biaggi ancor più saldamente di primo con 160,5 lunghezze, seguito dalla coppia formata da Sykes e Melandri con 142,5 e da Rea a livello 141.

    Quinto è Checa con 130,5, dunque sempre abbastanza prossimo alla vetta.

    Come si vede, la classifica è sempre più corta: abbiamo i primi 4 in un ristretto range di 19,5 punti, di cui ben tre addirittura confinati in appena un punto e mezzo!

    E’ evidente come la Corona Iridata non possa ormai sfuggire ad uno di questi 5 piloti: io da parte mia credo sempre fermamente che alla fine a contendersela resteranno sempre i soliti due, Biaggi e Checa, per i motivi troppe volte ricordati.

    Sesto è ovviamente Haslam a livello 103, seguito dal primo rider su Ducati privata, ovvero Guintoli con 95, mentre il finora deludente Laverty insegue ottavo a quota 86.

    Chiudono lo scheramento dei primi dieci altri due riders a bordo di bicilindriche, ovvero l’Ufficiale Giugliano con 64 ed il privato Smrz a 61.

    La graduatoria provvisoria Costruttori vede come accennato prima, sempre in testa la Ducati con 195,5 punti, ma con adesso al secondo posto la BMW che con 176 lunghezze di slancio supera la declinante Aprilia (sostenuta dal solo Biaggi) con 171.

    Quarta è la Kawasaki (solo Sykes a guidarla) con 148,5 insidiata da vicinissimo dalla Honda (idem come sopra, l’unico a contribuire è Rea) con 145, mentre buona ultima è sempre la Cenerentola Suzuki Yoshimura con 48,5.

    Adesso, il Circus WSBK abbandona il continente americano per ritornare di corsa nella Vecchia Europa, e precisamente nel nostro Paese dove questo stesso fine settimana è in programma l’appuntamento SanMarinese a Misano, circuito un tempo splendido ma ora completamente rovinato, svilito e reso completamente assurdo da una improvvida ed in definitiva assolutamente folle inversione del senso originario di rotazione, che ha reso questa che fu la pista più bella d’Italia (e forse d’Europa, all’epoca della sua costruzione) in un indecifrabile ed incomprensibile guazzabuglio bituminoso, francamente antipatico a tutti ed addirittura insopportabile a quelli che lo conoscevano prima.

    Rea Assen 2012 LaP  a
    LaPresse

    Essendosi aggiunto anche questo (ormai orrendo) tracciato alla straboccante massa di kartodromi lenti e guidati completamente favorevoli alla Ducati, non stupisce certo il risultato dell’anno scorso, quando Checa vi colse due facili Vittorie con Biaggi sempre al secondo posto, come massimo risultato per lui ottenibile.

    Melandri fu terzo in Gara1 ma sfortunatamente cadde in quella dopo, spezzata da una ripartenza e dove il terzo posto fu preda di Haga.

    Marco in quel frangente virtualmente salutò ogni sua residua speranza di lottare per il Titolo.

    Nel 2010 invece si ebbe un’altra splendida doppietta, quella di Biaggi che a quel punto ne aveva già messe a segno quattro dopo i clamorosi double win di Portimao, Monza e Miller.

    Mal gliene incolse perchè, su evidenti pressioni della megaprivilegiata e da sempre iperprotetta Ducati, la Pirelli con l’avvallo della connivente FIM ritirò in tutta fretta la sola gomma morbida posteriore (tipo 518) adatta alle 4 cilindri con la ridicola scusa “che la sapesse sfruttare solo Biaggi”, e da allora in sostanza mai più riproposta ai riders delle 4 cilindri, con quelli delle bicilindriche da ben DUE anni rimasti i SOLI a potere sfruttare in pratica la soft posteriore in gara!

    I risultati di questa colossale truffa pneumatica sono sotto gli occhi di tutti, con l’unico fattore favorevole alle 4 cilindri (che da solo non poteva certo compensare la marea di privilegi e vantaggi regolamentari e tecnici da sempre concessi alle bicilindriche) ritirato precipitosamente, e di conseguenza con la Ducati da allora divenuta incontrastata dominatrice assoluta, cosa che del resto era nettamente già anche prima, ma apparentemente penalizzata da due riders Ufficiali assolutamente ridicoli (ovvero gli osceni Fabrizio ed Haga di quell’anno, ancora rintontoliti per aver preso paga brutalmente da Spies l’anno prima).

    Biaggi nel 2010 si salvò solo perchè aveva ormai accumulato troppo vantaggio, ma è altamente significativo che dopo Misano, senza più gomme decenti e dovendo usare solo le hard, riuscì a ottenere appena altre 2 Vittorie, contro le 8 di prima.

    Max dovette cioè iniziare sostanzialmente a correre in difesa e ad amministrare il vantaggio che aveva su Haslam (incapace però di approfittare in pratica dell’empasse del Corsaro) e Checa messo praticamente fuori gioco dal doppio ritiro di Miller, quando gli fu affidata per la prima volta la moto Ufficiale.

    In buona sostanza, esattamente come qui nello Utah, il superfavorito Checa cercherà di recuperare punti vincendo due volte, mentre gli eterni handicappati suoi avversari a 4 cilindri tenteranno di accumulare quante più lunghezze possibili correndo ancora una volta in difesa e cercando di mettere in difficoltà il rider Ufficiale Ducati, correndo come a Miller solo per il secondo posto……..salvo nuovi disastri marcati Althea, a questo punto certo non improbabili.

    Biaggi, in particolare, non potendo più assolutamente puntare alla Vittoria, dovrà allungare la lista dei suoi Podi magari puntando risolutamente a due preziosissimi Secondi Posti esattamente come l’anno scorso.

    La vera differenza è data dal rilevante particolare che nel 2011 Carlos fosse già in netto vantaggio in classifica e quindi assolutamente tranquillo, adesso invece è dietro, nervoso ed in affanno, dunque in una condizione altamente stressata che può fare il gioco di Max e sicuramente – è stato lui in fondo quello che ha contrastato maggiormente la Ducati a Miller – di Marco nonchè (ma solo in seconda battuta rispetto ai magnifici Tre) anche di Sykes (l’ultima Vittoria romagnola della Kawasaki risale addirittura al 1994 ad opera del Grande “Mr.Daytona” Scott Russell, che l’anno prima fu il primo ed ultimo nella Storia WSBK ad aggiudicarsi un Mondiale Piloti con la Verdona), Rea ed Haslam.

    Da tener bene d’occhio ovviamente anche tutte le altre Ducati qui superfavorite, non solo quelle Ufficiali ma anche le veloci e versatili Liberty di Guintoli e Smrz.

    Guintoli Imola 2012
    LaPresse

    Quindi, per tutti questi grandi motivi di interesse – in fondo sempre gli stessi da tanti anni: il dominante Privilegio Ducati contro l’epico Valore dei suoi avversari a 4 cilindri in palese stato di inferiorità – non prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certissimo ed improrogabile in Romagna (la Mitica Tèra ad Mutòr, la Terra dei Motori per eccellenza), ovvero in Terra Italiana per godere ancora una volta del sublime spettacolo – assolutamente unico a Mondo – della Grande WSBK in occasione del GP di San Marino.

    Grandi Piloti, splendide moto e combattutissime, drammatiche battaglie vi aspettano per deliziarvi ancora una volta: non ve ne pentirete di certo, ve lo assicuro.

    DONOVAN