Abbassare i costi in Motogp? E’ sfida tra Ducati e i giapponesi

i costruttori stanno studiando il modo di diminuire i costi esorbitanti della Motogp

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    Abbassare i costi in Motogp? E’ sfida tra Ducati e i giapponesi

    La Motogp ha dei costi altissimi che pochissime aziende possono permettersi di sostenere. Di qui la necessità di studiare una soluzione che permetta di partecipare al campionato anche ad altri team oltre a quelli più famosi.

    In occasione dei test IRTA di Jerez de la Frontera i costruttori si sono riuniti, ma quello che è trapelato è a dir poco allucinante. Il direttore tecnico della Kawasaki, Ishiro Yoda, ha dichiarato: “come ingegnere, dico che la limitazione del regime di rotazione del motore potrebbe essere una buona strada per ridurre i costi delle nostre moto. Penso che 19.000 giri sarebbe il giusto limite“.

    Chiaramente tutti d’accordo i costruttori giapponesi, compreso Shinichi Kokubu capo progetto della RC212V, su questa opportunità, che avrebbe in realtà un solo scopo: colmare il gap con la Ducati che, con il sistema Desmodronico delle valvole, riesce a raggiungere dei regimi di rotazione maggiori degli avversari.

    Quindi visto che i tecnici giapponesi non riescono ad essere competitivi contro le Ducati, cercano di fermare la rossa con l’uso dei regolamenti. Fermamente contrari i vertici di Borgo Panigale, Filippo Preziosi, progettista della Desmosedici, non le manda a dire: “se siamo in grado di ottenere le stesse performance attraverso un sistema adatto ad una moto stradale come la 695, allora il problema dei costi non sussiste. Se invece parliamo della sicurezza, sono anni che i piloti non cadono in rettilineo ma in curva, quindi la velocità massima non ha nulla a che vedere con questo. Portando la cilindrata dei motori a 800cc è stato detto che il regolamente non sarebbe stato toccato per cinque anni, abbiamo già speso una buona quantità di denaro per rifare le moto, non ce ne sono altri da spendere. Lo scopo era quello di rallentare le moto sul rettilineo, e le 800cc lì sono più lente, anche se il tempo sul giro è diminuito. Limitare i giri del motore non avrebbe senso“.

    Nel mondo dello sport, il cambiare regolamento in corsa, è sempre qualcosa di spiacevole e antisportivo. In questo caso sembrerebbe assurda una limitazione del genere; la Ducati ha puntato sull’elevato numero di giri da quando ha progettato la prima Ducati da Motogp, considerandola la mossa vincente. Il sistema Desmo è forse molto costoso e difficile per coloro che devono studiarlo dall’inizio: a Borgo Panigale da sempre lavorano su questo sistema quindi hanno acquisito un know how difficile da raggiugere dagli avversari.

    Crediamo che i costruttori giapponesi abbiano le possibilità di studiare altri metodi per aumentare la competitività delle loro moto lavorando sulla ricerca e sullo sviluppo dei progetti in corso e non cercando cavilli regolamentari per fermare la moto campione del mondo.