Agostini dixit

intervista agostini su rossi

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    Agostini dixit

    C’è un pilota, un uomo, un talento assoluto capace di correre con lo stesso divertimento 2 o 3 gare nella stessa giornata e di lasciarsi appassionare dalle persone con un acume che pochi possono vantare, una persona che ha segnato con un solco indelebile la storia del motociclismo… è Giacomo Agostini.

    15 mondiali vinti, 68 vittorie nella classe maggiore, 122 vittorie complessive, mai arrivato terzo e molto altro ancora. Bastano i numeri per descrivere il talento indiscusso e indiscutibile di Agostini, tutto il resto è superfluo.

    Ecco cosa Giacomo Agostini racconta al Tgcom a proposito del suo pupillo Valentino Rossi: “Sarà un’annata combattuta di certo Rossi non vincerà tutte le gare, ma il Mondiale non gli sfuggirà di certo: in questo momento il binomio Valentino-Yamaha è troppo forte“.

    E poi si lancia in un’affermazione divertente, ma che lascia sottindere tante cose: “Non posso immaginare cosa farà, ma spero che passi alle auto, così il record resterà a me“.

    E aggiunge: “Valentino sarà sempre l’uomo da battere, il grande favorito , potrà capitare in qualche occasione che i suoi avversari riusciranno a fare meglio, ma alla fine per il Mondiale non ci potrà essere nessun vero rivale. Valentino è troppo forte, la Yamaha è troppo forte. Si tratta in questo momento di un binomio imbattibile“.

    Durante i test invernali, però, la Ducati ha molto bene impressionato…

    “Sì, è migliorata molto, va più forte dello scorso anno. Bisogna però vedere come funzioneranno le combinazioni pilota-moto con Capirossi e il nuovo arrivato Gibernau. E comunque di sicuro, per il Mondiale, contro Valentino non ci sarà niente da fare”.

    Un altro pilota molto atteso è Pedrosa.

    “Bisogna vedere se riuscirà ad inserirsi, dovrà sicuramente fare esperienza, anche se adesso sta andando forte. Ma non possiamo aspettarci troppo da lui, dobbiamo lasciarlo imparare. Non credo che il fatto che sia di corporatura esile potrà essere un problema: non è una questione di forza, quella ce l’ha sicuramente, ma di saper controllare delle moto potenti come le MotoGp”.

    Melandri? Crede che sia pronto per insidiare Valentino con più costanza rispetto al 2005?

    “Potrà fare bene, ancora meglio dell’anno scorso, e vincere qualche gara. Ma per il Mondiale, non ce n’è per nessuno: Valentino e la Yamaha sono i più forti”.

    Per quanto riguarda le classi minori, chi vede come piloti favoriti?

    “Sulla 125 non mi esprimo perchè, si sa, è sempre la classe più combattuta, quindi un pronostico è impossibile. Per la 250, dico che sento che il titolo tornerà in Italia o comunque dalle nostre parti. Vedo tra i grandi favoriti De Angelis, che con l’Aprilia nelle prove ha fatto molto bene”.

    Per quanto riguarda il futuro di Valentino, lei ha qualche idea? Le voci e i test con la Ferrari potrebbero distrarlo?

    “Distrarlo assolutamente no, non credo proprio. Per quanto riguarda il suo futuro, me lo chiedono in tanti, ma è veramente difficile pensare a quello che potrà succedere, lo sa solo lui. Di certo, lasciare il piedistallo che occupa non sarà facile. Questo è il suo mondo, vince, va forte, tutti lo assecondano, se passerà alle auto potrebbe non essere più la stessa cosa. Anche se, se ama le quattro ruote, sicuramente è forte il desiderio di andare e provare a vincere qualche gara in auto”.

    I risultati che otterrà quest’anno conteranno per la decisione sul suo futuro? Non vincere, quindi magari ritrovare stimoli nuovi, potrebbe servire a trattenerlo il MotoGp?

    “Tutti dicono che continuando a vincere finiscono gli stimoli. Ma io non sono d’accordo: vincere non è mai un dispiacere, è perdere che fa sempre arrabbiare. Ogni vittoria è un’emozione nuova, una sfida nuova”.

    E uno stimolo potrebbe essere provare a battere il suo record di vittorie…

    “Allora speriamo che vada in Formula Uno, così il record resterà a me… a parte le battute, è ovvio che mi farebbe piacere mantenere il primato, restare il pilota più vincente di sempre. Ma se fossi superato non sarebbe certo un dramma”.