Alesi cuore di papà, vende la sua Ferrari F40 per finanziare la carriera del figlio in F2

Il francese ha venduto la propria auto per far correre in figlio in F2: 'Non c'è paragone tra l'avere una F40 in garage e vedere mio figlio correre. E poi sono troppo vecchio per guidare una F40' ha ammesso

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    Jean Alesi con suo figlio Giuliano

    Il mondo della Formula 1 è pieno di figli d’arte – Max Verstappen è solo uno degli ultimi esempi -, e molto spesso sono i padri stessi a finanziare la loro carriera. Jean Alesi, però, ha scelto un modo decisamente insolito per permettere al proprio figlio, Giuliano, di continuare a coltivare il proprio sogno, ossia quello di seguire le orme del genitore approdando in Formula 1 e, perché no, magari proprio al volante di quella Ferrari con la quale il padre colse la sua unica vittoria nella massima competizione motoristica del mondo. Il francese, infatti, ha deciso di vendere la sua Ferrari F40, avuta grazie a Nelson Piquet alla firma con il team di Maranello, per permettere a suo figlio di proseguire la sua avventura in Formula 2 con il team HWA, scuderia che ha sostituito la Ardenn nella serie.

    La storia della Ferrari F40 di Alesi

    Una scelta di cuore quella di Jean Alesi, al fianco del figlio fin dalle prime corse. “In famiglia, facciamo le cose con passione, e non c’è paragone tra l’avere una F40 in garage e vedere mio figlio correre. E poi sono troppo vecchio per guidare una F40″ sono state le sue parole a Sky. Dalla vendita della vettura la famiglia Alesi ha ricavato il denaro che servirà a garantire un sedile a Giuliano permettendo così al giovane figlio d’arte – che fa parte anche della Ferrari Driver Academy – di rincorrere il proprio sogno. Una storia, quella della Ferrari F40 di Alesi, raccontata dallo stesso francese che ha svelato un curioso retroscena legato alla vettura. “Nelson Piquet aveva già quasi finito la sua carriera, e io ero un amico. A quell’epoca era tutto diverso, nessuno aveva un rappresentante o un agente e ci si confrontava direttamente. Così Nelson, che è stato sempre fantastico nei miei confronti, si improvvisò mio manager e scrisse il contratto, anche perché non era facile per un ragazzo come me, che fino all’anno prima lavorava in officina con il papà, parlare di ingaggio e contratti con gente del calibro di Luca Cordero di Montezemolo. Così mi disse: ‘Okay, lasciami fare il contratto per te’. E mise sul contratto ‘Ferrari F40′ come regalo da parte della Ferrari. Quando mi mostrò i documenti, dissi: ‘Nelson, non posso darlo al presidente della Ferrari Montezemolo, riderà e prenderà qualcun altro‘. Lui mi convinse e mi ricordo che il presidente lo lesse e poi mi guardò dicendo ‘Per un giovane pilota sai cosa mettere nel tuo contratto!’” ha concluso il francese, disposto a privarsi di un gioiello dalla forte carica emotiva pur di continuare a veder correre il proprio figlio.