Alonso-Ferrari: è colpa di Raikkonen!

Fernando Alonso in Ferrari con un anno d'anticipo è il frutto del fallimento del progetto Raikkonen

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    Kimi Raikkonen va via con un anno d’anticipo. Alonso in Ferrari ci entra… con un anno di ritardo. Addirittura. E’ questo il nocciolo della questione. E’ questa la dimostrazione del semi-fallimento di un progetto targato Jean Todt (e nato dopo l’addio di Michael Schumacher) del quale quasi nessuno parla.

    KIMI RAIKKONEN. 34 milioni a stagione era l’ingaggio del finlandese che nei progetti di Jean Todt doveva fare lo Schumacher. Il campione del mondo 2007, grazie all’impresa del suo primo anno può definire comunque soddisfacente la propria parentesi in Ferrari. Ma resta comunque un fallimento. Raikkonen doveva fare lo Schumacher. Doveva aprire un ciclo e segnare un’epoca. Come detto, invece, ha aperto e chiuso una piccola parentesi. Era stato preso per tenere Felipe Massa buono buono come una seconda guida. Era stato voluto, pagato a peso d’oro, per contrastare Alonso, Hamilton e la McLaren ma si è piano piano eclissato dovendo persino costringere Massa a recitare la parte del campione. E lui del gregario. Questo non è andato giù alla dirigenza che ha masticato amaro e si è persino sorbita critiche in realtà destinate ad altri. Destinate a Jean Todt, appunto, che ha blindato Massa fino al 2011 ed ha fatto altrettanto con il finlandese nonostante molti altri, se non tutti a Maranello, avevano in agenda nomi diversi. Buoni subito. Buoni quanto prima.

    ALONSO-FERRARI. Stefano Domenicali ha dimostrato di avere i cosiddetti attributi. A costo di farsi qualche nemico, mettendoci la faccia, ha indicato la sua strada rompendo definitivamente con il passato. In accordo con il Presidente Montezemolo, si è mosso per avere l’unico pilota che per blasone, curriculum, valore ed esperienza può prendere l’eredita di Schumacher. Qui non è una questione di nostalgia quanto di ruoli e di vittorie. Infinite quelle del tedesco quando la macchina andava forte. Sufficienti quando la Ferrari era un catorcio. Serve questo. Serve un pilota che sappia indicare la strada e sappia, con doti fuori dal comune e carisma, caricarsi l’intera squadra sulle spalle. Alonso lo sa dare. Con garanzie assolute di testa, cuore e pancia. Oggi per i ferraristi è un bel giorno. Lo è per tutti. Anche per quelli scettici. Destinati a ricredersi.