Ayrton Senna, 26 anni fa ci lasciava uno dei miti della F1

Il 1° maggio 1994, sulla pista di Imola, perdeva la vita il pilota brasiliano: un tragico incidente che ha cambiato per sempre la Formula 1

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    Ayrton Senna

    Magic. Un appellativo che, meglio degli altri, descrive Ayrton Senna: il brasiliano, scomparso il 1° maggio del 1994, è ancora oggi uno dei piloti più amati di sempre, idolo di quasi tre generazioni di appassionati e capace, con le sue gesta, di ispirare un’intera classe di driver, Lewis Hamilton compreso che, ad ogni successo importante, non manca mai di dedicare un pensiero al suo idolo scomparso troppo presto. Quel 1° maggio del 1994 ha segnato uno spartiacque tanto da dare vita a una Formula 1 prima di Senna e un’altra dopo di lui.

    26 anni fa la scomparsa del pilota brasiliano

    Era una giornata diversa dalle altre, quella del 1° maggio 1994. Nell’aria c’era ancora lo sconforto per la scomparsa di Roland Ratzenberger, morto il giorno prima per un incidente alla curva Villeneuve. Non avrebbe voluto correre Senna, forse sarebbe sfuggito al proprio destino, anche se al proprio destino nessuno riesce a sfuggire, neanche se sei il pilota più veloce del mondo. E lui lo era, tanto da dimostrarlo negli anni precedenti. Ben 41 vittorie in Formula 1, tre titoli mondiali vinti e un duello contro Alain Prost che, ancora oggi, rimane uno dei più belli mai visti nel mondo delle corse. Quando la sua Williams finisce fuori pista finendo contro le barriere alla curva del Tamburello, sulla pista di Imola, alle 14.17 del 1° maggio 1994, il mondo si ferma: le immagini fanno il giro del mondo, la folla sugli spalti si ammutolisce. Si capisce subito che è un incidente grave, il piantone ha ceduto: Senna muore dopo poche ore, alle 18.40, presso l’ospedale di Maggiore di Bologna dove era stato ricoverato in condizioni disperate.

    Senna, un campione immortale

    Aveva 34 anni e tre mondiali vinti alle spalle, ma anche molto di più; l’esordio nel GP di casa con la Toleman e un popolo intero a spingerlo, un rapporto di odio e amore con la McLaren e una rivalità con Alain Prost destinata a fare la storia, poi il passaggio alla Williams per quella prima e unica maledetta stagione durata appena 3 gare. A rendere merito alle sue gesta ci sono canzoni, libri, film, ma soprattutto l’affetto della gente che, a 26 anni da quel tragico incidente, lo ricorda ancora come un eroe, facendolo di fatto diventare immortale. Un uomo unico, capace di riunire, nel giorno del proprio funerale a San Paolo del Brasile, quasi un milione di persone che sfilarono in processione per 17 chilometri, la distanza dal palazzo del Parlamento dove era stata allestita la camera ardente, fino al cimitero di Morumbi, dove Senna è stato seppellito. Sono passati 26 anni da quel maledetto 1° maggio 1994 che cambiò per sempre il mondo della Formula 1, 26 anni senza Ayrton Senna, il pilota immortale che ancora oggi vive nei cuori di tutti gli appassionati di motori.