Bernie Ecclestone: senza Honda fa lo stesso

Bernie Ecclestone commenta senza troppo dispiacere l'addio della Honda dalla Formula 1

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    “La Honda non e’ una gran perdita per la F1″ a dirlo è nientemeno che Bernie Ecclestone. E mentre molti pensano alla favoletta della volpe e l’uva, qualcun altro si è messo a fare i conti in tasca al colosso giapponese scoprendo che questo addio anticipato, tra penali, stipendi e liquidazioni, non gli farà risparmiare un gran che.

    ECCLESTONE E HONDA. Dimenticando il glorioso passato da motorista della Honda, Ecclestone si concentra sulle deludenti prestazioni in Formula 1 da quando, nel 2000, ha fornito i propulsori alla BAR e, dal 2006, è tornata ad essere costruttore unico. Emblematico, a suo giudizio, quest’ultimo anno:“La Honda non sara’ una grande perdita perché basta guardare in che posizione hanno chiuso il campionato: al nono posto. Hanno buttato via milioni ed erano un cattivo esempio per gli altri team. In F1 i team vanno e vengono - ha ricordato il boss della F1 in un’intervista al Daily Telegraph – Non e’ la fine del mondo. Solo la Ferrari c’era fin dall’inizio”. Ecclestone, nonostante la nascita della FOTA stia inesorabilmente offuscando il suo potere, ha ancora il pieno controllo della situazione e si azzarda in una previsione decisamente rosea per il futuro dell’azienda, piloti e dipendenti compresi:“L’acquirente del team ci sarà e l’annuncio potrebbe arrivare già nella prossima settimana. Ci sono stati contatti con tre seri potenziali acquirenti”.

    PESANTI SPESE. E’ stimato in 150 milioni di dollari il costo che la Honda dovrà sostenere per aver deciso di lasciare la Formula 1. E questa cifra non comprende le gravi perdite in termini di investimenti fatti sulla fabbrica di Brackley che, ad oggi, è in vendita a prezzi degni dei migliori saldi di fine stagione. Secondo il The Times, qualora non arrivasse un acquirente, infatti, i giapponesi dovrebbero sborsare innanzitutto stipendi e trattamenti di fine rapporto per oltre 700 dipendenti (tra questi ve ne sono anche alcuni di “lusso” come Jenson Button il quale, da solo, prenderebbe una buonuscita di circa 35 milioni di dollari). Inoltre, andrebbero comunque rispettati i contratti di lungo periodo stipulati con i tanti fornitori della fabbrica. Conscio di tutto ciò, il presidente di Honda Motor Company, Takeo Fukui, ha dichiarato impassibile:“Tra cinque anni la storia dimostrera’ che abbiamo preso la giusta decisione”.