BMW Sauber 2009, l’orrore corre in Formula 1

La BMW Sauber è stata la prima vettura a mostrarsi integralmente in versione 2009 nei test di Barcellona del novembre 2008

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    Ci avevano avvisato: le Formula 1 del 2009 saranno sconvolgenti. Adesso che la BMW Sauber ha portato in pista il suo prototipo a Barcellona, possiamo effettivamente iniziare a preoccuparci. A meno che…

    ORRORE. In molti hanno storto il naso vedendo quella specie di falciaerba spaziale girare in pista. La BMW, presa a simbolo di tutte le vetture del 2009, è innegabilmente brutta. Trattasi innanzitutto di un problema di proporzioni: il retro è lungo e stretto, il davanti è basso e largo. Dopodiché tocca alle forme: squadrate, rigide, grezze, in una sola parola: antiestetiche. Tali da togliere buona parte del loro fascino a monoposto che dovrebbero rappresentare la massima espressione della velocità a 4 ruote. Ecco cosa succede quando a fare le cose sono i computer ed i loro coefficienti.

    ERRORE. Detto dell’orrore, passiamo all’errore. Non è nostro costume criticare a scatola chiusa. Esponiamo solo il dubbio, peraltro condiviso da illustri addetti ai lavori, che tutto questo possa non bastare per agevolare i sorpassi. Insomma, come ci ha abituato anche in passato, il sospetto che oltre al danno ci sia sotto la beffa è un qualcosa di concreto. Soprattutto avendo a che fare con una Federazione abituata a viaggiare a tastoni. A tentativi quasi sempre malriusciti.

    A MENO CHE… Mentre qualcuno prova ad interrogarsi su chi pagherà il salatissimo conto di una scelta che rischia seriamente di rivelarsi impopolare, vogliamo provare a pensare positivo. La BMW è un’idea. Rigida, squadrata, precisa. Frutto della ricerca teutonica, verrebbe da dire. La Williams, per quanto ancora provvisoria, invece, ha forme molto più morbide soprattutto all’anteriore. Nell’attesa che Ferrari e McLaren si facciano vedere in pubblico, per consolarci dal rischio del dilagante brutto che, come esposto in precedenza, è soprattutto figlio di proporzioni assurde, imposte per regolamento, immaginiamo che – di fronte al foglio bianco – gli ingegneri delle varie Scuderie c’abbiano messo del loro, arrivando magari a soluzioni completamente diverse. Sarebbe, questo, un bel ritorno all’antico quando, cioè, le vetture si riconoscevano per le loro diverse forme prima ancora che per le loro livree.