Brno MotoGp 09: Lorenzo si allontana dal Mondiale

Nuova prova del Campionato MotoGp a Brno, senza storia causa la mancanza di Stoner e la caduta a metà gara di Lorenzo

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    Brno MotoGp 09: Lorenzo si allontana dal Mondiale

    Il nuovo episodio di questa incredibile Saga MotoGp 09, andato in onda qui dal bellissimo circuito ceco di Brno, vero Tempio della Velocità mitteleuropea, ha visto Lorenzo, protagonista nel bene e nel male, fare tutto da solo, ed alla fine autoescludersi dalla gara – e forse dal Mondiale – dando via libera a Valentino.

    Dietro all’urbinate, che ha pertanto incasellato un altro facile successo, sono arrivati staccatissimi un Pedrosa positivo ma impotente a contrastare fin da subito i due battistrada ed un sorprendente Elias che ha dimostrato ancora una volta il suo amore per questa meravigliosa pista – larga, fluida, dove molteplici traiettorie sono sempre possibili, e perciò amata dai veri manici – centrando il suo primo podio della stagione e bravissimo a tenere dietro l’altro pilota HRC ufficiale Dovizioso, che con questo ennesimo quarto posto non conferma l’exploit di Donington, rientrando nel suo ordinario standard abituale.

    Quando il gatto non c’è, si sa, i topi ballano.

    Il roditore in questione è ovviamente Rossi, un vorace topone di lusso che sfruttando l’ennesima favorevolissima combinazione della sua eterna Cospicua Unica Lodevole Operosa buonasorte, con un’ordinaria comparsata ha conseguito il massimo guadagno col minimo sforzo, ballando comodamente la sua danza in assenza dei gatti, ovvero il remoto Stoner – di cui parlerò diffusamente in seguito – ed il vicinissimo Lorenzo, anche oggi autoesclusosi stupidamente dalla lotta per un suo preciso errore, dopo però aver dimostrato di essere veloce quanto e ancor più del suo rivale e team mate.

    Con questo terzo stop – per giunta il secondo consecutivo, e sempre per cadute assolutamente non motivate ed evitabili, dovute ad una maledetta fretta, sempre mal consigliera nel corso di un lunghissimo Mondiale come questo – Il Campione Majorchino si allontana parecchio, è inutile nasconderlo, da un Titolo iridato che prima di questa ferragostana (atipica proprio per la collocazione temporale) tappa Ceca era ancora saldamente alla sua portata.

    Peccato, doppio peccato perchè Jorge prima di questa ennesimo ritiro dovuto ancora una volta ad un precipitoso impulso giovanile, che lo porta spesso a fare non solo la cosa sbagliata, ma a perpetrarla pure troppo presto, ha ancora una volta dimostrato di avere nel suo arsenale tutte le armi per contrastare alla pari ed anche battere battere Valentino, ovvero estrema velocità, grande classe, assoluto coraggio.

    Tutto, insomma, tranne la testa.

    Invece, oltre alle indispensabili qualità sopra elencate, serve proprio QUELLA per battere un pilota anche psicologicamente fortissimo come Rossi, una mente splendidamente lucida specie nelle situazioni difficili, graniticamente saldissima pur nelle autentiche avversità, dote da Vero Campione che Stoner dimostrò di avere a bizzeffe nella difficilissima ma infine trionfale stagione 2007, e che adesso sembra averlo lasciato, causa una debilitazione FISICA certa ma dall’eziologia misteriosa e fin’ora sempre sfuggente.

    Anch’io sono infatti da sempre del parere che il problema che affligge Casey – notoriamente da vari mesi, anche prima di Barcellona: ricordate lo Stoner stranamente affaticatissimo dopo la peraltro brillante vittoria del Mugello? – NON sia psicologico ma assolutamente FISICO, una Sindrome da Stanchezza Cronica quasi certamente dovuta ad una eziologia virale, probabilmente una mononucleosi i cui effetti possono prolungarsi molto nel tempo, ma penso anche che questo suo malessere fisico stia adesso evidentemente incidendo in modo assai pesante ANCHE sul suo morale, nonchè sulle sue lucidità e stabilità psicologica.

    NON si spiegano altrimenti, specie in un tipo fino a pochissimo tempo fa costantemente freddo, deciso, astuto e determinato come lui, decisioni semplicemente assurde ed inaudite, come il disastroso suicidio di Donington, autentico hara-kiri gabellato per un arrischiato ma ben calcolato gambling, e soprattutto la pazzesca ed autolesionistica deliberazione di disertare le tre prove in assoluto più decisive del Campionato, ovvero questa di Brno e le due ravvicinatissime seguenti, Indianapolis e Misano.

    Saltarne anche solo UNA – e questo Casey lo sa perfettamente – manifestamente equivale a rinunciare apertamente e definitivamente a combattere per il Titolo, meta finale per cui l’australiano era ancora perfettamente in lotta prima di questa cruciale tappa agostana, figuratevi TRE consecutive. A quale scopo, poi, rientrare in Portogallo?

    Tanto vale allora starsene addirittura comodamente a casa fino alla fine dei giochi.

    Da qualunque parte la si guardi, questa folle decisione NON ha assolutamente alcun senso.

    Se Casey pur nelle condizioni in cui si trova da mesi non è MAI comunque andato più in giù di un quinto posto, debacle di Donington ovviamente a parte, perchè mollare proprio adesso? COSA è cambiato? Una pausa di questo genere è una cosa pericolosissima per un pilota, un disastro psicologico da cui potrebbe benissimo NON riprendersi mai più.

    Solo poche settimane fa, a Laguna Seca, Stoner è arrivato bravamente quarto in gara dopo un volo pauroso fuori pista appena il giorno prima. Adesso, per giunta dopo venti giorni di riposo, improvvisamente non sarebbe neppure più in grado di rimontare in sella? ASSURDO!

    Nella Storia del Motomondiale, ci sono stati innumerevoli episodi in cui gente certo molto meno motivata di lui ha voluto egualmente correre in condizioni fisiche ben peggiori, spesso caricata letteralmente di peso sulla moto, magari ingessata (come capitò ad esempio al mio amico Kent Andersson nel 73 ad Anderstorp) o comunque con varie fratture disseminate qua e là in un corpo terribilmente sofferente.

    Come tutti sanno, c’è stato perfino chi (non nomino neppure il protagonista tanto egli è noto, e come sapete all’epoca non ho assolutamente approvato questa inutile forzatura, ugualmente priva di senso) ha addirittura volontariamente rinunciato ad una falange di un dito pur di rientrare più celermente a correre.

    Questi episodi estremi ma non infrequenti possono certamente essere giudicati in vari modi, comunque stanno tutti lì a dimostrare la voglia fortissima, assoluta ed indomabile dei piloti di correre sempre e comunque, anche nelle condizioni più impossibili.

    Ugualmente, nella Storia del Mondiale Velocità si contano diversi casi emblematici di Grandi Campioni che dopo un certo episodio anche apparentemente banale, come una caduta da nulla, o altri accadimenti assolutamente insignificanti agli occhi dei più, si sono di colpo psicologicamente afflosciati, divenendo solo l’ombra di loro stessi.

    Citare adesso il caso di “Fast” Freddie Spencer può risultare fin troppo facile.

    All’inizio della promettente stagione 1986 – appena successiva a quella in cui, per la prima volta nella Storia, il Campione americano si era aggiudicato entrambi i Titoli Iridati delle Classi 500 e 250, dopo il primo Titolo nella Classe Regina del 1983 – durante il primo Gp dell’anno in Spagna, dopo aver stabilito la pole il giorno prima, improvvisamente Spencer si ritirò senza un motivo apparente dalla gara mentre era in testa, scomparendo poi misteriosamente dietro le saracinesche del suo box, figurativamente calate come un sipario enigmatico ed assurdo non solo su quella gara, ma anche su tutta la sua prestigiosa carriera.

    Dopo quell’episodio, infatti, in cui QUALCOSA (non dando ovviamente retta alle sue varie ed improbabili scuse, come tendiniti, infortuni vari, eccetera) era evidentemente accaduto nella sua testa, Freddie NON fu mai più se stesso, neanche lontanamente parente del brillante e velocissimo pilota che aveva sgominato prestigiosi avversari dall’alto di una Classe infinita, guadagnandosi del tutto meritatamente l’appellativo di “Fast”, ossia veloce, per antonomasia.

    Il caso di Spencer resta uno tra i più famosi ed emblematici di questo genere, ma potrei ricordarne a decine, non solo in ambito motociclistico. Tra i tanti, ne citerò un altro certo meno noto, ma non per questo meno significativo, riguardante Guido Mandracci, un bravissimo pilota italiano che nei primi anni 70 assurse in breve tempo, nonostante cavalcasse spesso macchine poco competitive, a livelli di assoluta eccellenza mondiale.

    Ebbene, dopo una cadutina da niente a Misano, improvvisamente anche Guido non fu MAI più neanche lontanamente lo stesso di prima. Per dirla in breve con le esatte parole dell’altro mio carissimo amico Gianni Perrone, “prima di quell’episodio duellava ad armi pari con Agostini e Saarinen, dopo, lottava con me”.

    Ora, è certamente presto per dire che simili casi possano essere accostati alla complessa ed enigmatica vicenda, ancora in divenire, riguardante l’asso australiano, ma le voci che darebbero in realtà per pressochè definitivo il suo ritiro, annunciato invece ufficialmente come assolutamente temporaneo, non paiono del tutto campate in aria.

    livio suppo ducati

    Forse Suppo sa molto più di quel che dice, e del resto il solo fatto che la Ducati pare abbia offerto, in questi tempi di crisi nera, una montagna di soldi a Lorenzo (dando anche la caccia, come alternativa al Majorchino, pure al conterraneo Pedrosa!) per correre già dal prossimo anno con le rosse desmodromiche di Borgo Panigale – certo affascinanti e prestigiose ma pure terribilmente idiosincratiche, talmente difficili e problematiche da bruciare senza pietà praticamente TUTTI i pur bravi piloti che vi si siano accostati, tranne Stoner – con un contratto per importanza e trattamento economico certamente da prima guida, direbbe nei fatti più di tante parole.

    Ammesso – e NON concesso – che Stoner torni effettivamente alle gare in Portogallo, potrebbe risultare benissimo, alla luce dei tanti casi precedenti, solo la pallida ombra del sicuro, carismatico e brillantissimo Campione che tanto abbiamo ammirato nelle stagioni precedenti.

    Ciò detto, non credo che attualmente serva spendere altre parole al riguardo.

    Come ho già detto, NON sono molto ottimista. Posso solo sperare di sbagliarmi, e di rivedere in pista tra poco più di un mese il grande Stoner dei tempi d’oro, peraltro così vicini da far sembrare gli accadimenti odierni solo un fastidioso incubo notturno, certo angoscioso ma assolutamente passeggero, e destinato a svanire all’alba.

    In ogni caso, tra poco più di un mese sapremo la verità. Fino ad allora, non resta che attendere.

    Il suo team mate Hayden col decente sesto posto odierno ha dimostrato di fare qualche ulteriore progresso sulla Desmosedici, ma in modo sempre troppo lento, e forse troppo tardi. Alla luce di quanto detto sopra circa le attuali voci di mercato, la fine del suo rapporto con Borgo Panigale potrebbe avvicinarsi rapidamente, proprio come ingloriosamente capitato a Melandri la scorsa stagione. Anche Kallio, fin qui il miglior pilota Ducati dopo Stoner, ha avuto ben poca fortuna in Terra ceca, rendendosi protagonista di un curioso incidente in cui ha malamente e violentemente tamponato Melandri, reo a suo dire di aver rallentato di colpo, rendendo inevitabile la collisione.

    lori scapirossi brno

    Prima di Nicky è transitato sul traguardo un redivivo Capirossi, qui al miglior risultato stagionale, eguagliando la altrettanto positiva impresa del Mugello dove avrebbe in realtà ben meritato il podio. Meno brillante del solito invece la corsa di Edwards, fresco secondo a Donington ma qui solo settimo, precedendo De Angelis ed il brand mate Toseland. Di quelli dietro, sempre i soliti, mi pare ormai quasi inutile parlare.

    Ormai restano alla fine dei giochi solo sei prove, con comunque ancora 150 punti teoricamente assegnabili. Alla luce di ciò, pur con uno svantaggio molto grave, quantificabile esattamente in due interi Gp, Lorenzo NON deve assolutamente darsi per vinto, perchè la Storia del Motociclismo agonistico insegna come vantaggi anche più cospicui si siano talvolta dissolti come neve al sole. Dunque, Jorge deve assolutamente crederci ancora, anche perchè possiede, ribadisco, TUTTE le qualità per battere Valentino.

    Ora però gli atteggiamenti prudenti ed attendistici, alla luce di un simile gap in classifica, non valgono più, quindi questa situazione a’ “o la va o la spacca”, seppur quasi disperata, sembra in realtà assai congeniale alla particolarissima forma mentis del Majorchino, mentre Rossi, adesso strafavorito, in realtà ha semmai tutto da perdere in un simile finale di stagione. E’ sicuramente vero che se anche Jorge vincesse tutte le gare rimanenti, a Vale basterebbe arrivare sempre secondo per aggiudicarsi comodamente il Titolo con venti punti di vantaggio, ma l’urbinate deve stare ugualmente attentissimo nelle prossime cruciali prove, perchè basterebbe anche un suo solo stop per rimettere clamorosamente in corsa il giovane leone spagnolo.

    Dunque, le premesse per ulteriori fortissime emozioni in questi ultimi infuocati Gp ci sono tutte, anche scontando il grave handicap della misteriosa ed enigmatica mancanza di Stoner, a cominciare dalla prossima tappa Statunitense in programma a fine mese nel francamente osceno e rabberciato circuito di Indianapolis, che come l’altrettanto odioso tracciato Bugatti di Le Mans sfrutta solo una minima parte del vero e storico tracciato, completato poi in un ibrido ed insipido risultato con una (bruttissima, anche per quanto riguarda l’asfalto, ed a mio giudizio pure decisamente pericolosa) parte a se stante. Fra l’altro, la particolare posizione geografica di questa pista è decisamente prona a sconvolgimenti meteorologici vari, come del resto puntualmente avvenuto lo scorso anno, pertanto colpi di scena anche clamorosi potrebbero essere dietro l’angolo pure in questa nuova avventura oltreoceano.

    Quindi, non prendete assolutamente impegni per l’ultimo week end di Agosto, in occasione dell’attesissimo Gp Statunitense: come al solito, vi assicuro che non ve ne pentirete.

    Appuntamento dunque immancabile in Terra Americana per la prossima adrenalinica puntata di questa incredibile Saga MotoGp 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it