Catalunya MotoGp: prima la paura, poi la noia

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    Catalunya MotoGp: prima la paura, poi la noia

    Questa schizofrenica puntata del Mondiale MotoGp al Montmelò ha avuto davvero due tempi – quasi fosse un film – diversissimi, e due facce diametralmente opposte tra loro: prima un terribile spavento, poi una noia mortale.

    Ho rivisto diverse volte la sequenza dell’incidente, e da varie angolazioni. Non mi sento di dare tutta la colpa, come molti hanno fatto, al povero Gibernau: i corridori erano terribilmente vicini, troppo, ed il contatto tra Sete e e Capirossi, assolutamente involontario, non mi sembra proprio si possa attribuire sicuramente e soltanto allo spagnolo (al quale, visto tutto ciò che gli è capitato da molto tempo in qua, Vale Rossi incluso, consiglio un pellegrinaggio a Lourdes, o, qualora voglia rimanere in patria, alla Madonna del Pilar, con relativa benedizione). Fatto sta che la moto di Loris ha dato una tale pinzata alla leva del freno di Sete, da fargli fare un salto mortale quasi incredibile. Rarissimamente si è visto qualcosa di simile sulle piste, ve lo assicuro.

    La scena che ci si è presentata sotto gli occhi penso abbia fatto riflettere più di qualcuno sulla incredibile potenza dei freni – unita all’enorme grip delle gomme – delle attuali MotoGp, ed insieme sulla grande sicurezza dei caschi di oggi: Sete ha dato una tale craniata sull’asfalto, che senza una protezione di altissimo livello ci sarebbe rimasto secco! Il bilancio dei danni fisici per i piloti coinvolti poteva essere ben peggiore: tutto sommato direi che ai protagonisti principali della caduta è andata piuttosto bene.

    Ai fini del campionato, questo episodio è importantissimo, forse decisivo, perchè ha tolto di mezzo per uno, e forse anche per due Gp (visto che già questo stesso sabato si corre ad Assen) i due più importanti – insieme ad Hayden – avversari di Rossi per la corsa al Titolo Mondiale, e cioè Melandri e Capirossi.

    Anzi, per quanto riguarda almeno il Gp della Catalogna, i TRE più importanti avversari, perchè anche Pedrosa, rimasto decisamente scombussolato per la caduta iniziale, ha finito per volare a terra di nuovo, ed accusare un’altra battuta a vuoto, la seconda quest’anno dopo la inopinata caduta in Turchia, che senz’altro intacca grandemente le chances mondiali del giovane asso spagnolo.

    L’urbinate ringrazia ancora una volta per la grande botta di c…..onsiderevole fortuna, che già innumerevoli volte lo aveva aiutato negli anni scorsi, e con questo facile successo incamera dei punti importantissimi per la classifica, portandosi a ridosso dei primi posti.

    Vale dovrà pero guardarsi da Hayden, la cui costanza di rendimento negli ultimi tempi è stata davvero considerevole, con una lunga sfilza di podi consecutivi: pur non avendo ancora vinto quest’anno, e guidando per giunta una moto – la mini RC 211 V costruita su misura di Pedrosa, ma da quest’ultimo rifiutata – che detesta, ed a cui ha più volte apertamente dichiarato di preferire, e decisamente, la versione standard, Nicky si sta rivelando un osso molto duro da rodere, anche per i denti accuminati di Valentino.

    Tanto più che il ragazzo del Kentucky non è affatto un cuor di coniglio come Gibernau, non soffre psicologicamente Rossi, anzi il confronto con lui sembra averlo stimolato, e risvegliato da diversi anni di dorato letargo nella ospitale culla della HRC, che lo ha tenuto per tanto tempo in squadra, come tutti sanno, pur con risultati, nei campionati scorsi, a dir poco deludenti, solo per compiacere la potente Honda USA, ed i suoi innumerevoli potenziali clienti d’oltreoceano.

    E veramente ci si potrebbe domandare: quanti punti in più avrebbe ora Hayden, se non gli si fosse stata imposta a forza, da parte dei vertici della HRC (sempre più dementi, la loro stupefacente follia non conosce limiti, a quanto sembra) una moto che non gli piace, e gli si fosse invece concesso di usare la moto che preferisce? La HRC in verità sarebbe, vista la situazione, ancora in tempo per ripensarci, ma io invece scommetto, conoscendo perfettamente la sua congenita idiozia, che non lo farà affatto! No, per loro Hayden resta un pilota di serie B, a cui è stato affidato lo sviluppo della 211 miniaturizzata, di una moto cioè nata male in partenza, e che nessuno ha voluto (ed infatti sia Pedrosa, che Melandri, perfino l’ultimo arrivato, il novellino Stoner, TUTTI l’hanno rifiutata!), e tale deve rimanere: solo un collaudatore! Se poi rischia di vincere il Mondiale, peggio per lui……Cosa interessa questo ai furbissimi strateghi della HRC?

    Se poi consideriamo il fatto che che Nicky molto probabilmente rivincerà il Gp degli Stati Uniti sulla pista amica di Laguna Seca, che egli conosce, fin dalla nascita, letteralmente a memoria, si può prevedere come Hayden possa restare ancora per diversi Gp ai vertici della classifica. Fossi in Valentino, non sarei affatto tranquillo……

    Sul Gp in sè, non c’è molto da dire. Fuori gioco tutti i più forti avversari, per Rossi è stata poco più di una passeggiata.

    Il solo fatto che terzo, dopo Hayden, si sia classificato Roberts, dice davvero tutto.

    Nicky ha disputato una corsa solo discreta, ci ha provato, ma alla fine ha deciso di mollare anzitempo: forse anche in lui, di solito un tipo poco emotivo, l’impressione del pauroso incidente di qualche minuto prima non si era del tutto dissolta.

    Quarto è arrivato Hopkins, in sella ad una Suzuki in crescita.

    Da sottolineare ancora una volta il talento di Stoner, ed insieme la sua immaturità. L’ australiano è sì bravo e veloce, ma anche troppo irruento, ed ancora ben poco saggio nella condotta di gara, e ne dovrà mangiare ancora parecchie, di michette, prima di impensierire veramente un Valentino, specie quando quest’ultimo, oltre alla sua indubbia classe, ha pure, come tantissime volte è successo in questi anni, il c……ontributo della sorte dalla sua parte.

    Domenica è stata la giornata di Rossi, in tutti i sensi. Ha vinto, mentre i suoi avversari più forti sono in infermeria, feriti nel corpo e nell’animo, o comunque scombussolati, e tutti ancora belli scossi.

    Però attento, Vale: per la prima volta, quest’anno la tua perenne e sfacciata fortuna non sempre ti ha arriso, dunque occhio alla Cabala, come ti ho già detto in un’altra occasione……Ci vediamo ad Assen!