Circuiti Formula 1 2008: Monza, Italia

scheda tecnica ed analisi del circuito di monza dove si corre il gran premio d'italia

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    Velocità pura. Domenica si corre all’Autodromo di Monza il GP d’Italia nella pista più veloce del mondiale, l?ultima rimasta nel suo genere. A rendere l’appuntamento ancora meno banale, ci penserà la pioggia che ci mostrerà la gara brianzola in una versione del tutto inedita.

    I NUMERI DEL CIRCUITO. 5.793 metri da percorrere 53 volte per quello che, con poco più di un’ora ed un quarto, è il Gran Premio più rapido della stagione. Il gas è aperto per oltre il 70% del giro. Il record di 1:21.046 è di Rubens Barrichello con la F2004. Le curve sono 12, 7 a destra e 5 a inistra,

    GIRO DI PISTA. Subito dopo il traguardo si trova uno dei punti più caldi del tracciato brianzolo. E’ la prima variante dove si passa da quasi 350 all’ora a soli 100. Lì si vedono i maggiori tentativi di sorpasso e gli episodi più spettacolari della gara. Alla partenza, poi, diventa un vero imbuto. successivamente si affronta la curva Grande da fare in pieno a 290 circa per arrivare di nuovo a tutta alla variante della Roggia. Il sorpasso non è impossibile ma difficile. Semplice, invece, disturbare l’avversario e sperare che commetta un’errore in uscita che consenta di beffarlo alla prima di Lesmo. Dopo la seconda di Lesmo si scende giù per la curva del Serraglio da fare, tanto per cambiare, completamente a tavoletta fino alla variante Ascari. Anche lì è possibile farsi vedere negli specchietti e puntare a restare attaccato in scia all’avversario nel rettilineo che conduce alla Parabolica prima di passare di nuovo sul traguardo.

    SUPERSCARICHI. Da nessuna parte come Monza le monoposto riducono ogni possibile attrito e alleggeriscono le ali. La sfida per i tecnici è quella di mettere in pista una vettura scarica, che faccia registrare le velocità di punta più elevate, ma che mantenga al tempo stesso eccellenti prestazioni in termini di trazione. Il grip è fondamentale in uscita dalle varianti lente, nelle quali i piloti tendono a saltare sui cordoli come forsennati. Più dei motori, ormai limitati a 19.000 giri e quindi non sforzati più di tanto, osservati speciali sono i freni che nel corso di un solo giro vengono più volte chiamati a decellerazioni da record.

    AMARCORD. Lo scorso Agosto, a 20 anni dalla morte di Enzo Ferrari, abbiamo già raccontato dell’11 Settembre del 1988. Quell’anno Monza ospitò il GP d’Italia a meno di un mese della scomparsa del Drake. Le McLaren erano imprendibili e, non a caso, Prost e Senna vinsero tutte le gare tranne una: quella. Prost si ritirò per problemi tecnici mentre Senna andò incredibilmente fuori a causa di un contatto durante un doppiaggio. Nella commozione generale, tagliarono il traguardo ai primi due posti Gerhard Berger e Michele Alboreto (leggi l’articolo completo)