Ducati in vendita. Bmw e Volkswagen tra i possibili acquirenti

La Ducati, costruttore di MotoGP sarebbe in vendita, secondo quanto riferisce il Sole 24 ore

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    Ducati in vendita. Bmw e Volkswagen tra i possibili acquirenti

    Clamoroso. La Ducati, il costruttore italiano di moto noto in tutto il mondo, grazie anche al titolo MotoGP conquistato da Casey Stoner nel 2007 ed all’arrivo nel 2011 di Valentino Rossi, si appresta a passare di mano. Secondo uno scoop de Il sole 24 ore, Investindustrial, il gruppo tricolore di private equity che fa capo alla famiglia Bonomi, ha intenzione di vendere il marchio in una transazione che potrebbe valere fino a 1 miliardo di euro, il triplo dell’investimento iniziale: “Ducati è attualmente un’azienda perfetta, ma per un’ulteriore crescita ha bisogno di un partner industriale di classe mondiale. Quest’anno lavoreremo per trovare quel partner”.

    Dunque Ducati in vendita per un miliardo di euro: questa la bomba sganciata dalle dichiarazioni rilasciate da Andrea Bonomi che ha dichiarato al Financial Times l’intenzione di avviare il discorso vendita. E tutto questo avviene, mentre la squadra MotoGP è ancora al lavoro per lo sviluppo della moto per il prossimo campionato.

    Lo scorso anno Investindustrial, uno dei maggiori investitori in private equity del Sud Europa ha dato mandato a Deutsche Bank e a Goldman Sachs di sondare una quotazione in Borsa di Ducati a Hong Kong. Ma una vendita a un concorrente o a un grande gruppo automobilistico viene visto attualmente come lo schema più probabile per internazionalizzare il marchio della Rossa.

    Bonomi spiega che una manciata di gruppi industriali in Asia, Europa e Usa sono interessati all’acquisto della Ducati di Borgo Panigale e secondo fonti vicine al dossier, tra i possibili acquirenti figurano il gruppo motociclistico indiano Mahindra e colossi tedeschi come Volkswagen e Bmw, che peraltro già costruisce moto. Nelfrattempo, Ducati Motor Holding si appresta a chiudere il 2011 con circa 42mila esemplari venduti e un fatturato vicino ai 480 milioni di euro, numeri che rappresentano un incremento del 20% rispetto all’anno precedente.