F1 2010, GP Giappone: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: ecco le Pagelle più controcorrente della rete

da , il

    Pagelle dal Gran Premio del Giappone di F1 2010 che vedono Kamui Kobayashi come primo della classe. Il pilota di casa conosce tutti i segreti del circuito di Suzuka e si vede. Si inventa sorpassi impossibili, dà spettacolo senza mai rischiare e regala una domenica ricca di soddisfazione all’appassionato e competente pubblico nipponico. Un bravo va anche a Sebastian Vettel che si rimette in corsa per il titolo con una prova tutta maturità e concretezza. Dietro la lavagna ci va Felipe Massa: così non ci siamo. Proprio no! E guai al prossimo che va in giro dicendo che Alonso è un raccomandato. Ora è chiara la differenza tra i due. Due categorie. Diverse.

    VETTEL. Quella di ieri è la giornata in cui non ce n’è per nessuno. A 3 gare dalla fine urge una riflessione. Partendo dal prendere atto che, pur facendo tanti errori, adesso Vettel è riuscito sostanzialmente a recuperare il gap che lo separa dalla vetta della classifica, dobbiamo chiederci se tra Corea, Brasile e Abu Dhabi per lui c’è in programma un’altra stecca oppure no. Nel secondo caso questo vince il titolo! Voto 7,5.

    WEBBER. I casi sono due: o questo secondo posto è un trattato di filosofia dal nome “elogio della maturità e della ragioneria”, oppure il buon australiano, conscio di essere probabilmente alla prima e unica occasione grossa che la carriera gli riserverà, comincia a soffrire la pesantezza della posta in palio. Il trend è in discesa. E certe scelte della Red Bull hanno rimarcato come per lui non ci sia in programma nessun trattamento degno di chi occupa il primo posto in classifica. Francamente mi sembra un qualcosa di già visto. Qualcosa di non positivo. Non credo possa contare su niente se non le sue forze… residue. Voto 6.

    ALONSO. Non poteva fare di più. Poteva andare peggio perché sulla carta la McLaren di Hamilton (senza la penalizzazione al via) e la Renault di Kubica (senza la ruota staccata) gli sarebbero stati davanti togliendogli altri punti importanti. Forse è stato un po’ troppo ottimista quando ha detto che con i terzi posti avrebbe vinto. Ora Alonso deve scodellare almeno un’altra vittoria. Voto 6. Pessima la qualifica, ottima la resa. Tipico dei campioni.

    BUTTON. C’ha provato. E’ partito con le gomme dure mente il resto del mondo teneva le morbide. La scelta non ha pagato, ma non lo ha neanche penalizzato particolarmente. Il problema al cambio capitato ad Hamilton lo ha tolto da un imbarazzante duello in famiglia. Voto 7 per la lucidità.

    HAMILTON. Chissà senza l’incidente nelle libere cosa sarebbe successo. In gara si rompe il cambio. Su di lui ha detto bene Alonso spiegando che fortuna e sfortuna si stanno compensando. Non parlo del pilota. Parlo di questa McLaren che è sempre stata inferiore a Red Bull e Ferrari ed i suoi piloti si sono trovati così in alto solo perché sono stati abili a sfruttare situazioni particolarmente favorevoli. Diversamente, non sarebbero mai stati della partita. Alla lunga. Voto 6 che fa media con il 4 del venerdì e l’8 della domenica.

    SCHUMACHER-ROSBERG. Nella tecnica Suzuka Schumacher riesce a lanciare qualche sprazzo del pilota che fu. Nel duello con Rosberg ricorda il suo ultimo GP del Brasile. Non fosse stato il suo compagno di squadra gli avrebbe riservato un trattamento ancor più rude. Peccato che ad un certo punto il giovane tedesco sia finito fuori. Dopo una brutta partenza si era piazzato comodamente in zona punti. Voto 6,5 ad entrambi.

    KOBAYASHI. La sua modalità preferita di gioco alla playstation è “partita veloce”. E sceglie sempre il suo circuito di casa, Suzuka. Per questo ne conosce tutti i segreti, le “scorciatoie” ed i modi per superare gli avversari senza buttarli fuori. Regala ai nipponici una giornata zeppa di soddisfazioni nell’anno in cui non c’è rimasto quasi più nessuno con gli occhi a mandorla nel mondo della F1. Basta poco. Tanto manico. Voto 8+.

    KUBICA. Stando a cavallo tra la seconda e la terza posizione, avrebbe dato molto fastidio all’amico Alonso che lotta per il titolo mondiale. Se non ci fosse stato di mezzo l’onore e gli sguardi di svariati milioni di occhi si sarebbe persino fatto superare? Il nodo lo scioglie la sua macchina lasciandolo senza una ruota dopo pochi giri. Voto 7 all’intenzione.

    MASSA. Si possono dire tante cose. Ne prendo una che al momento mi pare più urgente e molto molto grave. Se la Ferrari non è in lotta per il titolo costruttori la colpa è del brasiliano. La colpa è sua e di nessun altro. Troppo facile scaricare responsabilità sugli altri. Come se quello che è successo nel GP di Germania si ripetesse ogni domenica. Però è successo una sola volta. Per cui Massa c’avrebbe da stare zitto e vergognarsi di far supporre che qualcuno lo stia usando come seconda guida magari perché Alonso è “il raccomandato”. Fosse stato per il brasiliano quest’anno i tifosi Ferrari avrebbero smesso di sognare da un pezzo! Voto 4. Quello che ha fatto in Giappone non è degno di un pilota che veste una tuta Rossa e che crede di essere il più forte di tutti. Se Massa è davvero quel fenomeno che va dicendo in giro. Se Alonso è davvero il raccomandato che ruba i punti al compagno di box, allora mi aspetto che tra i due ci sia un divario minimo. Non un abisso. E qui chiudo.