F1 2010, GP Italia: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle di Paolo Zermiani dal Gran Premio d'Italia edizione 2010

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    Pagelle dal Gran Premio d’Italia di Formula 1 edizione 2010: il migliore di giornata potrebbe essere Fernando Alonso. Può anche essere, però, ed infatti lo è, Jenson Button che lotta al di là dei limiti della sua McLaren e porta a casa un secondo posto prezioso, rischiando persino di rovinare la festa Ferrari. Non solo: il pilota inglese dà una bella lezione a Lewis Hamilton ricordandogli, per l’ennesima volta, che per vincere il titolo non basta andare forte. Serve usare la testa. Ad eccezione dell’anglocaraibico, nessuno va dietro la lavagna!

    ALONSO. E’ facile fare i fenomeni con una macchina così forte. Se il merito di aver trovato il bandolo della matassa nell’assetto è suo, però, cambia la prospettiva. In qualifica raccoglie quello che era il potenziale della F10. In gara Alonso si conferma con il giro veloce. Per non rischiare nulla in occasione del pit stop, effettua un solo giro in più di Button. E gli basta. Ne avesse fatti altri, correva il rischio che l’inglese con gomme fresche, benché dure, andasse più forte di lui e si riprendesse quel margine, decimi di secondo, che gli serviva per conservare la prima posizione. Voto 8,5.

    BUTTON. Avete idea cosa voglia dire guidare a Monza per più di metà gara dovendo fare giri da qualifica, senza commettere il minimo errore, con un Alonso che ti morde le caviglie? A questo aggiungeteci che ha preso in pieno il giusto assetto della macchina. Cosa non scontata visto il pasticcio di Hamilton. E, dopo una partenza impeccabile da mettere pure sul piatto della bilancia, prendiamo atto che se la McLaren avesse osato qualcosa di più con la strategia poteva scapparci anche il gradino più alto del podio. Si sfiora la perfezione. Voto 9 +

    MASSA. In partenza più che aiutare Alonso sembra volerlo impensierire. In gara, grazie al giro in più con gomme morbide rischia di trovarsi davanti sia a Button che al compagno di squadra. Per togliersi dall’imbarazzo, la Ferrari fa finta di pasticciare un momento e lo rallenta. Non potevano far rientrare prima lui dello spagnolo? Magari sarebbero riusciti a fare doppietta. Mah. Comunque vista la forza della Ferrari poteva e doveva conquistare la prima fila ponendo le condizioni per una domenica più tranquilla. Voto 6.

    VETTEL. Ad un certo punto è sembrato che in Red Bull avessero organizzato un bel gioco di squadra per far passare il più veloce Webber davanti a Vettel. In realtà si è trattato davvero di uno strano “attrito” che ha rallentato il tedeschino per mezzo giro. La tattica genialoide di cambiare le gomme all’ultimo gli consente di beffare tutti quelli che gli stavano davanti. Voto 7

    ROSBERG. Questo personaggio sarà un osso duro quando avrà una macchina in grado di competere per la vittoria. Non si fa notare ma riesce sempre a tirare fuori il massimo dalla situazione. Pur avendo mezzo sangue finlandese è molto più tedesco di Vettel. Mette la concretezza davanti all’estro e si garantisce un quinto posto che gli fa scavalcare Kubica in classifica. Avesse osato di più poteva finire quarto. Voto 6,5

    WEBBER. Limita i danni dopo uno start alla moviola. E siamo a due consecutiva tra Spa e Monza. Newey deve rivedere qualcosa nel sistema di partenza dato che anche Vettel ha avuto gli stessi problemi. Per il resto Webber lotta come al solito, limita i danni e riconquista il primato in classifica. Discutibile la scelta dei commissari di gara di non imporre a Hulkenberg di restituire la posizione dopo aver tagliato al chicane. L’australiano sI fa giustizia da solo. Voto 6

    HULKENBERG. Un convincente sprazzo di classe in una stagione nettamente al di sotto delle aspettative. Voto 7,5

    KUBICA. Lotta e dà spettacolo assieme ai suoi compagno di scia Webber e Hulkenberg. Esce sconfitto ma con le attenuanti del caso. La Renault non era al top. Lui nemmeno. Voto 5,5

    SCHUMACHER. Voto 6. Fa un po’ di pubbliche relazioni. Saluta i vecchi tifosi e gli amici di sempre tra cui Luca di Montezemolo.

    BARRICHELLO. Mette al primo posto la concretezza e chiude con un punticino. Il che rende la trasferta italiana tutt’altro che inutile. Voto 6,5

    HAMILTON. Resto del parere che sarebbe stato grandissimo protagonista in gara nonostante l’assetto della sua McLaren non fosse perfetto. Commette un errore veramente stupido tamponando Massa. Errore probabilmente decisivo in ottica campionato e persino più ingenuo della celebre insabbiata cinese del 2007! Voto 3 A fine gara Hamilton è moralmente devastato. E ne ha tutte le ragioni.