F1 2010: il punto sui motori a 2 GP dalla fine

Formula 1: facciamo il punto sui motori dei team di F1 che stanno lottando per il titolo mondiale 2010: Ferrari, McLaren e Red Bull

da , il

    F1 2010: il punto sui motori a 2 GP dalla fine

    Come stanno i motori delle monoposto di F1? Quanti, quali e come sono stati usati fino ad oggi. I Gran Premi di Brasile e Abu Dhabi avranno nell’affidabilità il fattore chiave. Ne abbiamo avuto la prova in Corea. Grazie ad alcuni dati diffusi dalla FIA, possiamo fare il punto della situazione ricordando che quello messo peggio, neanche a farlo apposta, è sempre lui: Fernando Alonso. Il pilota Ferrari dovrà affrontare le ultime due gare con due motori arrivati pressoché all’ultima spiaggia. Sebbene da Maranello si dicano tranquilli, non c’è da dare nulla per scontato.

    MOTORI F1 2010. Se anche il motore della Red Bull di Vettel, giunto alla sua seconda gara di vita, va in fumo durante un Gran Premio bagnatissimo dove non era stato neanche stressato più di tanto, significa che nessuno può vivere sonni tranquilli. Figurarsi Fernando Alonso che di motori freschi non ne ha più da un pezzo. Nessuno tranne Lewis Hamilton, l’unico che quest’anno ha avuto beghe solo su altri fronti (leggi, il cambio). Grazie ai dati rilasciati dal delegato tecnico della FIA Jo Bauer, quelli più dettagliati a disposizione dei team sono tenuti in gran segreto, è possibile ricostruire la situazione nella quale si trova ciascuno dei pretendenti al titolo iridato.

    FERRARI. I problemi avuti ad inizio stagione presentano il conto adesso. Felipe Massa ha utilizzato il nono motore dell’anno approfittando della qualifica all’ultimo posto beccata a Singapore. Fernando Alonso, per sua fortuna, non ha avuto questa opportunità ma, avendo conosciuto ben due rotture (prove libere della Cina e GP di Malesia) adesso è costretto ad andare drammaticamente al risparmio. Dato per assodato che il ciclo di vita di un motore è di tre gare (prove libere escluse), Alonso si trova con 3 unità che ne hanno già disputate due. Con queste deve completarsi i due GP decisivi e le relative prove del venerdì. Una condizione tutt’altro che invidiabile. A tal proposito Stefano Domenicali ha detto:“Sarebbe un dramma per noi dover usare un nono motore perché la penalità di 10 posizioni in griglia ci costerebbe molto cara nella lotta al titolo mondiale. Quello che possiamo fare è gestire il chilometraggio dei motori a nostra disposizione fino ad Abu Dhabi”.

    MCLAREN. Stanno meglio i Mercedes. Hamilton nessuno, Button ne ha rotto solo uno (a Monaco, per colpa del team che non gli aveva tolto la copertura del radiatore). Entrambi possono affrontare gli ultimi due GP scegliendo tra 2 motori con una sola gara sulle spalle e 3 che ne hanno disputate due.

    RED BULL. Quanto accaduto a Vettel in Corea dimostra come questi calcoli che stiamo facendo possano essere inutili. L’unità rotta aveva un solo GP come chilometraggio. Il tedeschino adesso ha ancora 4 propulsori con due gare completate ed 1 che ne ha fatta una sola (ma che pare sia stato utilizzato in molte sessioni di prove libere). Meglio è messo Mark Webber che, nonostante due motori rotti (nelle libere di Australia e Turchia) ne ha 3 con due GP disputati e 1 freschissimo utilizzato solo nei pochi giri del GP di Corea.