F1 2010, Monaco: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: arrivano le Pagelle più attese della rete

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    Pagelle dal Gran Premio di Monaco dove (quasi) tutti i piloti fanno i tassisti. Troppo importante arrivare in fondo e portare a casa punti per tentare azioni scellerate. Persino Hamilton si limita a fare il compitino. Lo stesso dicasi per Vettel, Kubica, Massa. Webber è superlativo ma la sua corsa alla “parti e vai” è facile. La vita è dura per Alonso che deve rimediare all’errore delle prove libere sorpassando con grinta dei paracarri e amministrando le gomme dure per 77 giri! Nel finale arriva ai ferri corti con Michael Schumacher. Tanto per non farsi mancare nulla.

    Ecco a voi le Pagelle di Formula 1 più attese del web!

    WEBBER. Si conferma padronissimo della situazione. Per due volte di fila supera la prova. Ora deve vincere e convincere anche battagliando in bagarre. La Red Bull è un missile, ma fare la pole e scappare non capiterà sempre. Voto 8.

    VETTEL. Perdere il mondiale per essere stato beffato da Webber non è perdonabile per un pilota che viene descritto come il nuovo idolo del volante. Il tedesco va giù. Voto 5 meno.

    KUBICA. Si gode una domenica da protagonista facendo leva su una sensibilità di guida fuor di misura. Oscar. Voto 9

    MASSA. Mi sembra troppo rinunciatario in qualifica dove poteva spremere la Ferrari per mandarla più avanti. Quarto è e quarto rimane. Fosse partito secondo? Voto 5. E meno male che con le gomme supermorbide aveva risolto i suoi problemi di grip…

    -HAMILTON. Attenzione: sto per svelare un segreto che nessuno, nell’ambiente della Formula 1, ha il coraggio di dire: Lewis Hamilton, pilota che stimo moltissimo (al punto tale di essere stato taggato da qualche lettore distratto di essere un suo fan sfegatato!), a Monaco non furoreggia neanche un 10% rispetto al suo idolo Ayrton Senna. C’è di più: la sua unica vittoria in F1 tra le strade del Principato l’ha ottenuta grazie ad uno sfogo di fortuna epico e dopo aver sbattuto sulle barriere e aver sfondato uno pneumatico. Stavolta fa il tassista. E basta. Voto 6. Non lo vogliamo così!

    ALONSO. Lo promuovo. L’errore nelle libere è più figlio della sfiga che dell’idiozia. In gara ha due missioni da compiere e le porta a termine brillantemente: deve sbarazzarsi di 6 paracarri (alcuni assatanati quando vedono rosso negli specchietti) senza sbatacchiare sulle barriere o contro di loro. Deve spingere, staccare a ruote quasi fumanti ma guardando lungo per tutelare gli pneumatici che dovranno durare 77 giri. E’ perfetto. Voto: almeno 7.

    ROSBERG. E’ penalizzato dalla strategia che lo tiene troppo tempo in pista. Voto 6.

    SUTIL E LIUZZI. Meglio il tedesco dell’italiano. Si sa che quando Sutil vede Monaco si trasforma in fenomeno. Stavolta riesce a riparare ad una qualifica non perfetta. 7,5 al primo, 6+ al secondo.

    SCHUMACHER. Voto 5,5. In qualifica non incide. La gara è buona ma il finale è pessimo. Quei due punti in più non valevano il rischio preso. A fine stagione non gli serviranno a niente. Tragicomico il tentativo di fare il simpatico coi tifosi ferraristi a fine gara. Lo “ciao Luca” tra lo sprezzante e l’ironico, inviato a Montezemolo, è una chicca passata ingiustamente inosservata ai più…

    BARRICHELLO. Tira via il volante e poi racconta che aveva fretta di uscire dalla macchina. Si sa, però, che in quelle situazioni, non c’è posto più sicuro che il proprio abitacolo… la scusa non regge. Voto 4 per il pericolo. Peccato perché fino a quel momento l’anziano era stato stellare.

    BUTTON. Voto 5. Quando punti tutto sull’affidabilità e sei costretto a fermarti per una stupidaggine dei tuoi meccanici, i nodi vengono al pettine. Non basta la regolarità per stare in alto a lungo.

    Foto: gpupdate.net