F1 2011, Cina: disastro Ferrari, zero alibi!

Formula 1 2011: la Ferrari perde una grande occasione di fare bene nel Gran Premio della Cina ma stavolta non ha scuse da accampare se non accusarsi di aver sbagliato gravemente ogni tipo di valutazione tattica e strategica

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    F1 2011, Cina: disastro Ferrari, zero alibi!

    In passato abbiamo convintamente difeso l’operato degli uomini Ferrari anche di fronte a flop clamorosi. Stavolta, analizzato l’andamento del Gran Premio della Cina, non riusciamo a trovare nessuna giustificazione per un risultato disastroso che arriva al termina di una gara progettata e letta in modo sbagliato. Cambiano gli strateghi del muretto ma gli errori, se possibile, aumentano! Cosa c’è che non funziona? Oggi bastava veramente poco per raggiungere il podio. Anche la vittoria era alla portata. Invece, no. E i rivali prendono il largo anche in classifica mondiale.

    FERRARI F1. Stefano Domenicali si giustifica così:“La nostra strategia era molto al limite. E’ chiaro che ci dispiace. Dobbiamo partire davanti e saper analizzare meglio le gomme perché chi ha fatto tre soste è arrivato davanti ma non di poco”. Quelle del team principal Ferrari sono parole al vento. O poco più. Nell’analizzare il flop del Cavallino dobbiamo partire da una osservazione che in pochi hanno fatto. Ma che è essenziale. Rosberg si è trovato in testa alla corsa. Perché al suo posto non c’era Alonso? Lo spagnolo avrebbe potuto arrivarci se avesse adottato la stessa strategia del pilota Mercedes. Le tre soste, ovviamente. Ma non solo. Il primo cambio gomme va fatto prima degli altri e non dopo! Chi si ferma prima approfitta della gomma fresca maggiormente performante per avvantaggiarsi sui rivali. Chi si ferma dopo, lo spagnolo lo ha fatto con ben cinque giri di ritardo, perde terreno prezioso che non riuscirà più a rimontare. Al cospetto di questa osservazione, l’errore delle due soste appare un abbaglio persino trascurabile.

    FERNANDO ALONSO. Non è dello stesso avviso Fernando Alonso:“Penso che è facile dopo la gara fare delle osservazioni. Pensavamo che fare due soste sarebbe stata la strategia migliore. Quando la macchina è veloce puoi fare due soste o tre, non cambia nulla. Quando la macchina è lenta prima o poi scivoli dietro. Adesso aspettiamo qualche aggiornamento aerodinamico per la Turchia. Ma anche gli altri non staranno fermi”. In parte lo spagnolo ha ragione. Ma il tempo perso dietro a Schumacher che, non a caso, si è trovato davanti a lui facendo la stessa proficua strategia sopra illustrata, dove lo mettiamo?

    FELIPE MASSA. Più realista il brasiliano:“Guardando la gara e dove eravamo all’inizio, avevamo un buon passo. Poi abbiamo visto che gli altri hanno azzeccato la strategia giusta, noi no. Ero secondo ed ho perso quattro posizioni perché non c’era niente da fare”.