F1 2011: FIA legalizza ordini di scuderia

Formula 1: la FIA ha ufficialmente reso legali gli ordini di scuderia

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    F1 2011: FIA legalizza ordini di scuderia

    La FIA rende liberi gli ordini di scuderia per i team di Formula 1 cancellando la discussa norma 39.1 del regolamento sportivo. E’ questa la notizia principale che esce dal Consiglio Mondiale di Parigi. E’ questa la prima mossa importante del Presidente Jean Todt. Inutile dire che siamo perfettamente in sintonia con il nuovo capo del governo della F1. Non essendo possibile controllare in maniera seria l’operato dei team, per una questione di trasparenza, di rispetto del pubblico e di lotta all’ipocrisia, conviene rendere i giochi di squadra legali. Adesso, tanto per fare un esempio, tutti sapranno che Felipe Massa dovrà lasciare strada a Fernando Alonso nelle rare volte in cui gli sarà davanti. E vedranno la cosa senza alcuno scandalo.

    F1 2011. La prossima stagione di Formula 1 avrà dinamiche diverse. I team nel 2011 potranno dare ordini di scuderia ai propri piloti in modo palese, senza dover ricorrere a sotterfugi o a frasi “criptate”. Tanto meglio. In fin dei conti la F1 è un gioco di squadra. Se così non fosse, ogni team dovrebbe schierare una sola vettura. La decisione di cancellare l‘articolo 39.1 dal regolamento sportivo arriva dalla lungimiranza di Jean Todt che nel prendere atto di come andassero le cose, non ha potuto fare altrimenti. Che questa fosse la direzione in cui si sarebbe mossa la FIA lo si era capito già nel trattamento riservato alla Ferrari dopo il Gran Premio di Germania quando Felipe Massa lasciò platealmente strada a Fernando Alonso. La decisione del Consiglio Mondiale è di non sanzionare più chi effettuerà giochi di squadra. Unica eccezione, che chiama in causa l‘articolo 151c del Codice sportivo internazionale, è quella riferita a non meglio precisate azioni che possano portare discredito allo sport in generale. In questa casistica rientrano palesi azioni di rallentamento/disturbo da parte di uno scudiero nei confronti di un avversario del proprio compagno di squadra (vedi Coulthard su Schumacher nel GP del Belgio 1998). O giù di lì. Il sorpasso pilotato, invece, sarà libero e innocente.

    ORDINI DI SCUDERIA. Piena è la storia di piloti che rallentano palesemente per lasciar strada ai propri compagni di squadra. Prima del 2002, Zeltweg, Schumacher su Barrichello, la pratica non era considerata illegale. Da quella data e fino al 2010 si è continuata a fare dovendo stare attenti a non farsi scoprire. Ripeto, visto e considerato che i giochi di squadra sono vecchi come la storia dei mezzi a motore, allora tanto vale applaudire la scelta di Todt. Lo stesso Schumacher nel 1999 in Malesia rallentò per far vincere Eddie Irvine che era in lotta con Mika Hakkinen per il titolo mondiale. Kimi Raikkonen lasciò strada a Massa nella penultima gara del 2008. Nel 1991 Ayrton Senna alzò il piede dal gas per regalare la vittoria all’amico Gerhard Berger. La lista sarebbe lunghissima: basti dire che scendendo all’alba dei motori, gli storici ricordano il GP di Budapest del 1936 quando Enzo Ferrari costrinse Tonino Brivio a far vincere il grande Tazio Nuvolari