F1 2011: troppi Gran Premi in programma

Formula 1: cresce nel mondo la voglia di F1

da , il

    F1 2011: troppi Gran Premi in programma

    Il calendario della stagione 2011 di Formula 1 sta per scoppiare. Siamo ancora in fase di bozza ma i conti non tornano a Bernie Ecclestone ed alla FIA: ci sono troppi nomi da piazzare e troppe poche caselle vuote. E le cose andranno ancora peggio dal 2012! Se a questo si aggiunge che coloro i quali vogliono e possono entrare sono quasi sempre fuori dall’Europa, culla e cuore pulsante della Formula 1, la situazione diventa ancor più intrigata. Riuscirà l’ottantenne zio Bernie a trovare il bandolo della matassa senza rendersi protagonista di manovre o estromissioni folli?

    NUOVI GP FORMULA 1. Non avrei mai pensato in vita mia di parlare di troppi Gran Premi. Per quel che mi riguarda, ne corressero anche uno a settimana per tutti i mesi dell’anno, non sarei mai sazio! C’è, però, da fare i conti con la realtà, con le esigenze ed i costi dei team che hanno chiesto ed ottenuto nel regolamento della F1 un tetto massimo di 20 gare all’anno. Per la stagione 2011 saranno, infatti, esattamente 20. Per quella 2012 probabilmente ci sarà bisogno di rivedere la norma perché i candidati sono almeno 21. E sottolineo almeno. Nessuno tra i 19 GP del 2010 andrà in pensione ma ne arriveranno sicuramente altri come quello degli Stati Uniti ad Austin. Per allargare il gruppo, inoltre, ci sono come solide realtà il GP d’India e quello di Roma. Il tutto, citando solamente di striscio il ritorno della Francia o l’apertura alla Russia ed ignorando completamente altre mete interessante ma con proposte meno concrete come Messico o Sudafrica.

    VECCHI GRAN PREMI RISCHIANO. Se qualche nome deve saltare, Turchia e Cina sono tra i maggiori indiziati. Non è così semplice, però, rinunciare a loro. Per quel che concerne la gara di Istanbul, basti dire che l’impianto appartiene a Bernie Ecclestone. Quanto alla Cina: riteniamo difficile che marchi come Ferrari, Mercedes e Renault sacrifichino uno dei palcoscenici più ambiti per le loro esportazioni. Altri circuiti traballanti del passato recente come Hockenheim e Silverstone sono usciti dalla lista nera grazie agli ultimi lavori di ammodernamento. L’impressione è che si convinceranno i team ad accettare qualche altra gara in più dando loro in cambio maggiori introiti e accorpando corse tra loro vicine in modo da ottimizzare gli spostamenti e le trasferte (una delle parti più costose della F1 dopo ovviamente la ricerca e lo sviluppo).

    Foto: automotive.com