F1 2011, Ungheria: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1 2011: pagelle dal Gran Premio di Ungheria! Migliore in pista è Jenson Button

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    Pagelle dal Gran Premio di Ungheria di F1 2011: Jenson Button merita i complimenti che gli stanno piovendo da più parti. Anche Lewis Hamilton, però, va preso in seria considerazione per le sue immense doti di guida e per la capacità che ha di dare spettacolo. Stavolta resta più di qualche dubbio sulla prestazione di Fernando Alonso. All’Hungaroring succede una cosa rara: è la Ferrari a mettere una pezza sugli errori del suo pilota anziché, come avvenuto spesso in questa stagione, viceversa

    BUTTON. Cosa chiedere d più a Jenson Button? Merita la vittoria. Basti dire che ha avuto persino l’ardore di andare a battagliare con Lewis Hamilton in una fase di gara più che delicata dove, molti altri al suo posto, avrebbero atteso l’evolversi degli eventi. Quando è in stato di grazia non concede sconti. Da notare che la vittoria, a differenza di altre ottenute in situazioni simili, stavolta non arriva per caso. Button è andato forte sin dalle qualifiche. Se non fosse partito terzo, infatti, avrebbe fatto la fine di un Alonso qualunque. Voto 10.

    VETTEL. Dichiara di aver puntato alla vittoria senza fare calcoli. Se una sconfitta gli porta il secondo posto e gli consente di allungare in classifica sui rivali diretti, buon per lui. Voto 8. Se davvero soffrisse di ansia da prestazione come qualcuno ha assurdamente ipotizzato dopo il pessimo GP di Germania, all’Hungaroring lo avremmo visto naufragare. Invece è ancora lì.

    ALONSO. Ecco uno dei rari Gran Premi in cui la Ferrari ha dato più ad Alonso di quanto il pilota non abbia fatto in pista. Mi spiego: normalmente è lo spagnolo a metterci una pezza. Stavolta è stato il muretto box, azzeccando tutte le scelte strategiche, a consentirgli di recuperare dopo i suoi molti errori. Il primo di tutti in qualifica. Non conto, invece, quello in partenza. Massa conferma che in quel momento la Rossa non era proprio a posto quanto a grip sull’umido. Voto 5.

    HAMILTON. Poche storie: Hamilton tiene in piedi la baracca del Circus più di qualunque altro manico in circolazione. Con i suoi eccessi ed il suo talento. Se poi si scopre che l’errore di montare le intermedie nasce da un problema di comunicazione, allora va bene così. Voto 9+. Dico questo precisando che per me la penalizzazione ci stava.

    WEBBER. Cercasi Mark disperatamente. Voto 4. Gioca la carta delle gomme da bagnato. Tenta l’azzardo. Gli va male. E se ne assume le responsabilità.

    MASSA. Siamo alle solite. Conoscendo i suoi limiti non ha senso infierire e scendere sotto al voto 5. Se usassimo pari trattamento tra lui ed Alonso, un 3 secco non glielo toglieva nessuno. Sbaglia più del compagno di box e non entra mai nella vera bagarre. Da manuale del “Barrichello ubbidiente” il modo in cui si fa superare dallo spagnolo. Almeno su questo fronte, rispetto al 2010, si registrano notevoli progressi. Evidentemente il carisma dell’asturiano ha ipnotizzato anche lui.

    DI RESTA. Azzecca tutte le scelte strategiche. Spinge e non commette errori. Voto 8

    BUEMI. Solo in partenza lo svizzero si beve 10 concorrenti. Si fosse chiamato Senna di cognome, c’avrebbero scritto un libro su questa sua gara. Poi guida dando spettacolo e buttandosi anche in lotte feroci. La macchina lo assiste. Voto 9.

    ALGUERSUARI. Commette qualche errore di troppo nel tentativo di strafare. Voleva a tutti i costi il settimo posto che, per i team di seconda fascia, equivale alla vittoria. Voto 6

    ROSBERG. Stessa storia di sempre. In qualifica bastona Schumacher, in gara azzecca la partenza ma poi deve fare i conti con il degrado degli pneumatici prima degli altri. La variante di stavolta è che anche lui si gioca la carta delle intermedie sbagliando. E meno male che al muretto box c’è sempre quel Ross Brawn lì che a Maranello qualcuno rimpiange ancora. Nessuno è perfetto. Rosberg non ci prova neppure ben consapevole che l’Hungaroring non c’entra nulla con le caratteristiche della sua monoposto. Voto 5,5-

    SCHUMACHER. Per un attimo ci illudiamo di rivedere il vecchio leone portare la macchina al di là dei propri limiti approfittando di un asfalto con aderenza incerta. Purtroppo il Ross Brawn di cui sopra ed i suoi tecnici decidono di abbassargli la pressione degli pneumatici prima della partenza. La scelta non si mostra azzeccatissima. Resta il fatto che il leone non ruggisce. Non esce mai dalla gabbia. Voto 5. Anzi, parcheggia nella via di fuga.