F1 2012: chi è davvero rimasto in corsa per il titolo?

Formula 1: quali sono i piloti veramente favoriti per la vittoria del titolo 2012

da , il

    F1 2012: chi è davvero rimasto in corsa per il titolo?

    Saranno le prossime settimane a confermare o meno un’impressione. Quella che il Gran Premio del Canada abbia rappresentato un vero spartiacque nella stagione 2012 di Formula 1. La gara di Montreal ha visto il successo di Lewis Hamilton, l’ultimo vero big che mancava all’appello. Dal prossimo Gran Premio d’Europa in programma a Valencia tra due settimane, tutto potrebbe non essere più come prima. Di fatto, dopo sette vincitori diversi registrati nelle prime sette gare, il club degli esclusi conta pochissimi nomi in grado ancora di sperare nel gradino più alto del podio. La forza nello sviluppo di Ferrari, Red Bull e McLaren, inoltre, sta riportando nuovamente questi tre top team al di sopra degli altri pur ben attrezzati come Mercedes o Lotus. Insomma, i tempi sono maturi per trovare, finalmente, delle conferme anziché delle ulteriori new-entry.

    Formula 1 2012: tutti ancora in corsa per il titolo

    Sulla carta, tranne Michael Schumacher e Felipe Massa, ancora tutti i piloti dei top team sono in corsa per il titolo mondiale. Jenson Button, ad esempio, quello messo peggio in classifica, è a soli 43 punti dal leader Lewis Hamilton. 88 contro 45. A dividerli troviamo Fernando con 86, Sebastian Vettel con 85, Mark Webber con 79, Nico Rosberg con 67, Kimi Raikkonen con 55 e Romain Grosjean con 53 punti. Chiunque può legittimamente credere nella conquista del campionato del mondo di Formula 1 2012. La media dei piazzamenti di Hamilton è di poco superiore al quarto posto. Ciò significa che, per restare incollato ai migliori fino all’ultima gara del campionato, di fatto, è sufficiente stazionare con regolarità tra il terzo ed il quinto posto. Vale a dire: non commettere errori. Il primo a capirlo è stato Fernando Alonso che, nonostante una Ferrari in difficoltà, ha limitato alla grande i danni nelle prime gare dell’anno. Questo è quello che dicono i numeri. L’esperienza e le sensazioni, però, raccontano altro.

    Grosjean, Rosberg, Raikkonen e Webber da tenere d’occhio

    L’esperienza e le sensazioni raccontano altro. Ci spingono a chiamare fuori alcuni personaggi. Jenson Button in primis. O si riprende da subito ed inanella dei risultati strepitosi. Oppure è out. Ha già regalato troppo. Inoltre, non sembra in grado – ad oggi – di vedere la luce in fondo al tunnel. Un altro che di regali ne ha fatti una marea è Romain Grosjean. Se non avesse collezionato tre ritiri su sette gare, sarebbe la vera sorpresa del 2012. Staremmo solo parlando di lui. Se. Se. Se. Ok. Passiamo oltre. Kimi Raikkonen non ha ancora trovato il giusto feeling con la monoposto. Una volta è lo sterzo. Una volta è il differenziale. E così via. Lo teniamo buono per qualche bella vittoria di tappa e per fare il guastatore in qualche momento decisivo. Ma ci fermiamo qui. Risaliamo la classifica ed incontriamo Nico Rosberg, Lui crede. Ma si trova sempre a raccogliere un 20% in meno di quello che potrebbe. Per il tedesco vale esattamente lo stesso discorso fatto per Raikkonen. Stop. Con Mark Webber, invece, la temperatura sale. Di fronte all’australiano, la domanda logica da farsi è solo una: se lui è in grado di vincere il titolo, significa che la Red Bull va forte. E se la Red Bull va forte, perché mai il campione del mondo non dovrà essere Sebastian Vettel?

    Hamilton, Alonso e Vettel quelli su cui puntare

    Sebastian Vettel, appunto. Assieme a Fernando Alonso ed a Lewis Hamilton fa parte dei tre veri, unici, favoriti. C’è ancora un grande fumo. Ma l’arrosto saranno loro a cucinarcelo. Se sono nei primi tre posti della classifica, non è un caso. Rispetto a tutti gli altri citati, hanno esperienza, grinta, fame e capacità di concentrazione fuori norma. Hanno dei top team alle spalle che sanno meglio di chiunque altro come sviluppare la macchina. Tutti questi sono elementi fondamentali per primeggiare in un campionato deciso solo ed esclusivamente dagli episodi. Un campionato dove non conta vincere, ma arrivare in fondo – gara dopo gara – massimizzando il potenziale a disposizione.