F1 2012: Grosjean e Maldonado i più casinisti!

Formula 1: a metà stagione 2012 sono due i piloti che maggiormente spiccano per la loro propensione all'incidente

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    F1 2012: Grosjean e Maldonado i più casinisti!

    In questa foto vedete Romain Grosjean mentre fa conoscenza con la sua prossima monoposto. Trattasi di un mezzo corazzato. Lo stesso modello sarà dato a Pastor Maldonado. I due si divertiranno tantissimo nel fare a sportellate. Sono loro, infatti, i piloti che si sono resi protagonisti del maggior numero di incidenti nel corso della stagione 2012 di Formula 1. Del loro impeto ha beneficiato lo spettacolo. Molta meno soddisfazione l’hanno avuta i loro tifosi, i loro avversari (tra i quali dobbiamo citare anche Lewis Hamilton e Michael Schumacher) ed i loro team che hanno speso una notevole quantità di soldi per aggiustare, riparare, sostituire a ripetizione delle componenti delle loro vetture. Secondo Bernie Ecclestone, però, va bene così. Va bene il casino. Va bene l’incertezza. Tutto va bene, tranne che arrivi una nuova annata noiosa come quelle in cui Schumacher e la Ferrari dominavano dalla prima all’ultima gara.

    F1 2012: Grosjean e Maldonado i re degli incidenti

    L’analisi è firmata Auto Motor Und Sport. La rivista tedesca ha fatto un po’ in conti in tasca ai due piloti più focosi della Formula 1 2012. Grosjean e Maldonado si sono incontrati per la prima volta in Australia. Il francese è finito fuori al primo giro. Nella seconda gara in Malesia il pilota della Lotus ha avuto un contatto con Michael Schumacher bissato poi a Monaco. Nel frattempo è arrivato ai ferri corti con Sergio Perez in Spagna per chiudere danneggiato al termine del primo giro in Gran Bretagna dopo uno scontro con Paul di Resta. Stima totale, decisamente al ribasso, dei punti persi in classifica: 18. Sempre secondo la testata tedesca sono addirittura 45 quelli buttati via da Pastor Maldonado che in Australia è uscito di gara da solo, in Malesia se l’è vista con il compagno Bruno Senna, a Monaco con De La Rosa, a Valencia con Lewis Hamilton ed a Silverstone con Sergio Perez.

    Ecclestone: questa sì che è Formula 1

    I piloti con tanta grinta e poco cervello sono una manna dal cielo per lo spettacolo ma vanno considerati un’eccezione. La norma, secondo Bernie Ecclestone, sta nell’avere una griglia di partenza con tante monoposto prestazionalmente vicine tra loro ed in grado di tenere il risultato del Gran Premio incerto fino all’ultimo giro. Proprio quello che sta succedendo ne 2012 e che, invece, non avveniva negli anni d’oro di Schumacher e della Ferrari:“Secondo voi era meglio quando sapevamo già che Michael Schumacher avrebbe vinto? Adesso possiamo avere molti piloti in grado di vincere una gara e questo è emozionante”, ha dichiarato il patron del Circus. In realtà, la domanda è solo apparentemente retorica e porta ad altri interrogativi. Del tipo: tra i monologhi schumacheriani dei primi anni 2000 (o quelli vetteliani del 2011, se preferite) ed il casino indecifrabile del 2012, possibile non ci sia una più saggia ed equilibrata via di mezzo?

    Romain Grosjean: “Posso vincere in Germania”

    Di punti in classifica ne ha molti meno di quanti avrebbe dovuto. Mi sbilancio: Romain Grosjean aveva il potenziale per restare ancora a lungo in lotta per il titolo. A questo, però, non ha mai pensato. I risultati lo dimostrano. Il suo obiettivo stagionale è vincere una gara. Alla costanza ed al campionato guarderà, semmai, dal 2013. L’occasione giusta per salire sul gradino più alto del podio sarà il GP di Germania? “Mi piace questa pista dove ho corso molte volte in tanti anni. Porteremo delle novità grazie alle quali spero di poter disputare un weekend perfetto con pole position, vittoria e giro più veloce - punta in alto Grosjean - ci sono buone possibilità di sorpasso e quindi potremmo fare una buona gara. Ne sono certo”. Certe dichiarazioni bellicose non sono una novità per i piloti della Lotus. Il potenziale della macchina c’è ma poi manca sempre qualche dettaglio nel momento decisivo. Noi, però, sulle vetture nero-oro continuiamo a crederci! Ed in Romain pure.