F1 2012, i circuiti si associano: nasce la Fopa

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    F1 2012, i circuiti si associano: nasce la Fopa

    E’ bene chiarire qualche punto, per capire di cosa stiamo parlando e perché è nata. I maggiori introiti della Formula 1 derivano dai contratti con gli organizzatori dei gran premi. Basti pensare che siamo nell’ordine delle diverse decine di milioni di euro, quanto a cifre richieste per ospitare una gara del mondiale, senza che abbiano nessun introito dai diritti televisivi, per dirne una. Gli organizzatori delle gare, fino a oggi, non hanno mai avuto voce in capitolo nel Patto della Concordia: praticamente rappresentano un elemento essenziale delle corse ma nessuno gli dà voce.

    Pochi mesi fa, poi, ci furono veementi proteste all’annuncio iniziale dell’introduzione dei motori turbo V4 da 1600cc dal 2014, con gli organizzatori preoccupati del sound non abbastanza racing per il pubblico. Il timore di un abbandono in massa dei tifosi li portò a manifestare il malumore a Ecclestone. Ma è stato come rivolgersi a un muro, almeno inizialmente.

    Con questa situazione in essere, sembra quasi una riunione di poveri senza voce alcuna, quella che ha portato alla creazione della Fopa (Formula One Promoters Association). Sarà l’associazione degli organizzatori, che si affianca alla Gpda (in sindacato piloti; ndr) e alla Fota (che rappresenta i team, sebbene solo 7).

    Si sono uniti per avere più peso – nelle loro intenzioni – all’interno delle discussioni centrali per la Formula 1. «Storicamente ci è mancata una voce unica, coordinata, e la Fopa ci dà l’opportunità di averla. Sono diversi i temi di comune interesse e credo che sia importante possano avere voce», è stato il commento e la presentazione di Neil England, amministratore della struttura che gestisce il tracciato di Silverstone.

    La presidenza dell’associazione è andata a Ron Walker, in rappresentanza del gran premio d’Australia, mentre l’associazione è stata registrata a Ginevra lo scorso maggio.

    Non va sottovalutata la forza potenziale degli organizzatori dei gran premi. Basti pensare che quando si ribellarono all’idea originaria dell’introduzione dei motori 4 cilindri turbo, dopo un po’ ci fu “l’offerta” dei sei cilindri. Spesso i team hanno minacciato l’abbandono della massima formula, senza ricevere troppo credito da parte di Ecclestone: trovare nuove scuderie non è impresa impossibile per fare la Formula 1. Diverso, invece, sarebbe trovare nuovi circuiti omologati per sopperire a un eventuale abbandono in massa in caso di diatribe da muro contro muro. Più cresceranno gli associati alla Fopa, più sarà da tenere in considerazione.