F1 2013, Alonso: “Meglio qualche gara in meno e più test”

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    F1 2013, Alonso: “Meglio qualche gara in meno e più test”

    Nella penultima giornata di Wrooom 2013, tra le tante dichiarazioni di Fernando Alonso ce n’è una che tocca un aspetto chiave della struttura del mondiale di Formula 1 2013: il numero di gare, a dire dello spagnolo eccessivo.

    Si gareggia troppo spesso e il tempo per ricaricare le batterie è al limite. Rispondendo a Sky Sport il pilota della Ferrari ha ammesso di essere al 70% della forma e la coda lunga del campionato 2012 certo influisce sul recupero.

    «L’anno scorso abbiamo avuto l’ultimo gran premio alla fine di novembre e fin quasi a Natale ho avuto degli eventi cui ho dovuto partecipare: praticamente ci sono state soltanto le vacanze di fine anno per fare una pausa e cercheremo di trovare ancora qualche giorno da qui a Melbourne per ricaricare le batterie», spiega Alonso. Guarda anche:

    La soluzione sarebbe correre una o due gare in meno, tornando a un campionato su 18 appuntamenti. E’ realistico? Difficile crederlo. Con il nuovo Patto della Concordia Bernie Ecclestone si arroga il diritto di estendere il calendario, quest’anno ridotto a 19 appuntamenti per la defezione del Gran Premio del New Jersey, e con la grana del Nurburgring da risolvere.

    «Venti gare sono tante e non è facile tenere il massimo livello di prestazione fisica e mentale per tutto l’anno: magari sarebbe meglio fare una o due corse in meno e qualche test in più», ha continuato Alonso. Quei test infracampionato aboliti dopo l’esperimento del Mugello lo scorso anno, in virtù della tanto sbandierata riduzione dei costi.

    Alle porte, intanto, ci sono la Russia – candidata a ospitare un gran premio nel 2014 – e il New Jersey: chi farà posto tra gli attuali gp in calendario? Non sembra passarsela troppo bene la Corea del Sud mentre l’Australia rinegozierà con Ecclestone i termini dell’accordo per un eventuale rinnovo, ricercando condizioni economiche più favorevoli. Insomma, difficile che si realizzi quanto auspicato da Alonso, la Formula 1 va a caccia di contratti munifici come uno spettacolo itinerante da mettere in scena a ogni costo, con buona pace degli aspetti prettamente sportivi e delle esigenze di piloti e team.