F1 2013: ecco perché Hamilton prende paga da Rosberg

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    F1 2013: ecco perché Hamilton prende paga da Rosberg

    Lewis Hamilton è un pilota che divide. Secondo alcuni è il fenomeno più cristallino della Formula 1. Secondo altri un sopravvalutato pasticcione. Nico Rosberg, nel confronto diretto in Mercedes, doveva faticare a contenerlo mentre – invece – così come successo con l’inarrivabile Schumacher, riesce a stargli spesso e volentieri davanti. La vittoria nel Gran Premio di Monaco 2013 è la consacrazione assoluta per il pilota tedesco e, contemporaneamente, suona come una condanna senza appello per l’anglocaraibico il quale, però, non ha nessuna intenzione di mollare il colpo. Ovviamente. E spiega esattamente cosa gli manchi per tornare ad essere considerato uno dei migliori manici in circolazione.

    Hamilton: “Non ho feeling con i freni della W04″

    Nico Rosberg si è cucito addosso la Mercedes W04. Lewis Hamilton, invece, ha dovuto adattarsi. Questa è la prima grande differenza tra le prestazioni dei due piloti di Brackley. Non solo, il campione del mondo 2008 va nel dettaglio e racconta cosa proprio non gli piaccia della sua nuova monoposto:“In McLaren avevo il 100% di fiducia nella vettura. Ora sto ancora lavorando per guadagnarla. C’è una configurazione dei freni molto diversa da quella a cui ero abituato. E’ una sensazione un po’ difficile da spiegare, perché non è una questione di concentrazione ma di fiducia nella vettura”, ha ammesso ai francesi dell’Equipe. A differenza delle monoposto di Woking, guidate da Lewis dal 2007 al 2012, le frecce d’argento richiedono un comportamento meno brusco in fase di frenata. La sua guida aggressiva e al limite nelle staccate ora non è più redditizia come in passato. Inoltre, essendo passato dai francesi della Carbon Industrie agli italiani della Brembo, Hamilton ha difficoltà anche a gestire la monoposto per raggiungere la temperatura ideale di utilizzo del pacchetto pinza-disco. Temperatura che influisce sul riscaldamento corretto degli pneumatici e conseguentemente sul livello di aderenza.

    Mercedes sul test Pirelli: “Fiducia nel processo”

    Helmut Marko della Red Bull fa capire che la scuderia austriaca non ha nessuna intenzione di far passare liscia alla Mercedes la vicenda del test privato effettuato con le Pirelli. Il superconsigliere di Dietrich Mateschitz paragona addirittura il caso alla spy-story del 2007 tra Ferrari e McLaren. Se fosse usato lo stesso metro di giudizio, i tedeschi vedrebbero azzerarsi tutti i punti conquistati in classifica costruttori! Mentre tutto il movimento della Formula 1 rappresentato da autorevoli addetti ai lavori si scaglia contro la Mercedes, il direttore Toto Wolff si mostra sereno e dichiara:“Non tocca a noi parlare di eventuali sanzioni. Ci sarà un processo con la FIA nel ruolo di garante. Rispettiamo la sua autorità e per questo abbiamo grande fiducia”.