F1 2013, McLaren: “Nostra crisi non è colpa dell’addio di Hamilton”

Martin Whitmarsh analizza il momento di difficoltà vissuto dalla McLaren e prova a dare delle risposte

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    F1 2013, McLaren: “Nostra crisi non è colpa dell’addio di Hamilton”

    Martin Whitmarsh analizza il momento di difficoltà vissuto dalla McLaren e prova a dare delle risposte. Le prime mirano a riportare l’armonia nel box evitando di appellarsi ai nomi degli assenti. Tra tutti: Lewis Hamilton. “E’ sicuramente un grande pilota e un bravo ragazzo, quindi ci spiace che non sia più con noi – ha dichiarato il team principal di Woking al The Mirror – Ma entrambi i nostri piloti stanno facendo un buon lavoro, anche se in Canada purtroppo non si è visto nei risultati. Dobbiamo fare autocritica per il nostro rendimento”. Da macchina capace di lottare alla pari con la Red Bull nell’ultima parte di stagione 2012, la McLaren si trova ora nettamente in ritardo rispetto ai top team e, classifica 2013 alla mano, dietro persino alla Force India. La situazione è critica. E Perez non nasconde la delusione:“Non basta un miracolo”.

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    Whitmarsh spiega la sua ricetta per tirare avanti in mezzo alla crisi:“Mi è già successo di vivere momenti come questi anche in passato. L’unica cosa da fare è tenere alte le motivazioni di tutti e la convinzione di riuscire almeno a vincere una corsa. Speriamo di fare un buon risultato a Silverstone, perché saremo davanti a i nostri tifosi”. Più catastrofico è Sergio Perez. Secondo il messicano non basterebbe neppure “un miracolo” per riportare in alto – in tempi brevi – la monoposto inglese:“Non c’è niente che possa salvarci. Né la pioggia, né un miracolo”, ha ammesso alla AFP. “Non è la stagione che avrei voluto visto che lo scorso anno, con la Sauber, avevo raccolto più punti. Abbiamo una macchina con tanti problemi e molto indietro. Non c’è un singolo aspetto sul quale focalizzarci. Vedo difficile pensare ad un podio in questo momento”. Il sostituto di Hamilton risponde anche a chi lo critica definendolo troppo irruento:“Non sono in F1 per piacere a qualcuno ma per lottare in favore del mio team. Del resto non mi importa”.

    Whimtarsh:”Test sì, purché a basso costo”

    Il tema dei test a stagione in corso continua ad animare il dibattito della Formula 1. La soluzione che pare aver messo d’accordo (quasi) tutti è quella di associare, al termine di 4 Gran Premi europei ancora da decidere, due giorni di test nelle giornate immediatamente successive. Così facendo non ci sarebbero extra spese di logistica e trasporti. Questo il parere di Martin Whitmarsh:“Ho sempre sostenuto che i test debbano essere limitati ma rimanere a girare in pista dopo i GP europei mi sembra un buon compromesso. Non dobbiamo dimenticarci che è nostro compito cercare di risparmiare per andare incontro alle esigenze delle piccole squadre”.