F1 2013, Mercedes accusa Red Bull: mappature del motore “sospette”

Secondo la Mercedes, i team motorizzati Renault, leggasi Red Bull e Lotus, hanno fatto un salto di qualità dal GP di Singapore in poi dai 2 ai 4 decimi di secondo al giro grazie a qualche manovra sospetta da parte del motorista Renault

da , il

    F1 2013, Mercedes accusa Red Bull: mappature del motore “sospette”

    Se a parlare è il responsabile primo del team Mercedes in Formula 1, allora dobbiamo dargli retta. Secondo Toto Wolff, la Red Bull e – più in generale – tutti i motorizzati Renault, leggasi quindi anche la Lotus, hanno fatto un salto di qualità dal Gran Premio di Singapore in poi dai 2 ai 4 decimi di secondo al giro grazie a qualche manovra sospetta da parte del motorista francese. “C’è da chiedersi cosa hanno fatto in termini di mappature del motore. C’è qualcosa? - ha dichiarato ad Auto Motor und Sport – Forse dipende dal soffiaggio degli scarichi? Siamo noi che non abbiamo capito qualcosa in termini di assetto o, prima la Red Bull e poi la Lotus, si sono inventati qualcosa nei settaggi del motore?”

    Mercedes punta il dito su mappature intelligenti

    Wolff non vuole stare con le mani in mano. La Mercedes deve capire cosa si è inventata la Renault e, qualora fosse tutto regolare, replicare l’idea sulle sue unità. “Dobbiamo capire cosa ci siamo persi - ha proseguito Wolff – abbiamo un’idea ma dobbiamo valutare se abbiamo le risorse per fare qualcosa visto che mancano solo quattro gare alla fine della stagione”.

    Anche il Kers è nel mirino

    Secondo la stampa inglese, alla base dello strapotere Red Bull c’è un particolare utilizzo del sistema Kers che funziona come una sorta di sistema di controllo della trazione. Che sul dispositivo di accumulo e riuso dell’energia cinetica prodotta in frenata ci siano dei misteri, lo confermerebbero le tante rotture – sicuramente più alte rispetto alla media delle altre monoposto – alle quali è storicamente andata incontro la monoposto disegnata da Adrian Newey. Va detto, però, che il regolamento parla chiaro su cosa è possibile e cosa non è possibile fare in materia. E, come lo stesso direttore di corsa Charlie Whiting ha recentemente ribadito, le Red Bull sono state studiate a fondo ed hanno sempre superato tutti i controlli.

    E se il segreto fosse Vettel?

    Andrà a finire che capiremo, un giorno, che l’unico vero segreto della Red Bull risponde al nome di Sebastian Vettel. Al di là dell’imperante scetticismo, la storia potrebbe un giorno dimostrare ben altro. Intanto, il tedesco si avvia verso il quarto alloro consecutivo a soli 26 anni. “Sognavo la F1 sin da piccolo - ha ricordato Vettel in una recente intervista – ma non pensavo che sarei mai arrivato a guidarne una. Se penso a quello che poi è successo, soprattutto negli ultimi anni, lo ritengo incredibile. Nonostante le vittorie, però, non cambio il mio modo di approcciarmi alle corse. Sono sempre teso ed emozionato come la prima volta ma riesco anche a godermi il momento. Il mio segreto è amare i trofei: voglio collezionarne tante per cui mi riesce facile focalizzarmi sulle singole vittorie, ragionare gara per gara”, ha concluso.