F1 2013, Newey: “Nuova Red Bull in ritardo”. Marko critica Webber

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    AP/LaPresse

    Novità a ogni gara, sviluppi pressoché ininterrotti lungo l’intera stagione. In Red Bull la conquista del titolo mondiale avrà ripercussioni sul 2013, almeno sulle battute iniziali. E’ quanto implicitamente ammette Adrian Newey, confermando che il progetto della RB9 è leggermente indietro rispetto a quanto programmato. «Abbiamo introdotto sviluppi sulla monoposto fino alla penultima gara, questo ha fatto sì che fosse difficile riuscire a sviluppare contemporaneamente la macchina per il 2013. A esser sincero, ha compromesso la tempistica della nuova più di quanto avremmo voluto».

    Dichiarazioni che mixate con il pensiero di Stefano Domenicali porterebbero a un’equazione affatto scontata: Red Bull con partenza a handicap.

    Non sta affatto in questi termini la questione, tanto più se si considera che il team di Milton Keynes scioglierà le riserve sulla monoposto da impiegare nei primi test solo nei prossimi giorni. Non ultimare il lavoro sulla RB9 in tempo non sarebbe poi un gran problema, considerando che si tratterà di un’evoluzione della RB8 e non di un progetto nato dal foglio bianco.

    «[Insistere con lo sviluppo della RB8] è stata la giusta scelta in quel momento, perché siamo riusciti a portare a termine l’obiettivo [del mondiale] ma tutto ciò ha significato un inverno intenso, nel quale provare a recuperare», ha spiegato Newey ad Autosport.

    Volendo cercare il dettaglio da migliorare più di ogni altro sulla nuova vettura, Newey probabilmente starà lavorando al doppio-Drs passivo, per incrementare la velocità massima senza diminuire il carico alare. Una delle ultime novità sulla Red Bull iridata 2012, infatti, è stato un semplice doppio-Drs attivato però dall’ala mobile, un sistema che da quest’anno sarà vietato.

    Webber al capolinea?

    Non si sono ancora accesi i motori che già si parla di mercato piloti. Alla Red Bull, per bocca del consulente esterno della scuderia Helmut Marko, non sarebbe piaciuto il comportamento di Mark Webber nell’ultimo tribolato gran premio del 2012. Le esternazioni dell’austriaco hanno spesso creato imbarazzo nel team, come quando si scagliò contro la Fia all’indomani del gran premio di Valencia 2012, con la safety car entrata in pista senza motivo (secondo Marko). Oppure, in seguito alle rotture reiterate dell’alternatore del motore Renault, che fecero sbottare Marko chiedendo addirittura la sostituzione del motorista francese.

    Questa volta la mannaia cade sul pilota australiano: «Mark non ha cooperato al meglio in Brasile e sa cosa ci aspettiamo da lui». Ovvero, il ruolo di leale seconda guida, il posto che avrà anche nel 2013. «Per quattro anni, Vettel e Webber hanno guidato insieme nel nostro team, Sebastian è diventato tre volte campione del mondo e le statistiche parlano da sé. Non c’è motivo per credere che gli equilibri cambieranno». Quegli equilibri che nella prima parte del campionato 2012 sembravano potessero variare, quando Webber meglio riusciva ad adattarsi alla RB8.

    All’orizzonte potrebbe farsi sempre più concreta la possibilità di un addio a fine stagione, con il sedile libero per un secondo pilota da affiancare a Vettel. Su un ritiro dalle gare Webber si è espresso più volte e da ultimo ha confermato: «Credo si tratti solo di avere il giusto tempismo, senza staccare la spina troppo presto, sapendo che hai ancora altro da dare, oppure, restare troppo a lungo senza essere abbastanza veloce e incontrando difficoltà nel fare cose a cui eri abituato».

    Logica vorrebbe che in pole position ci siano i due della Toro Rosso, Vergne e Ricciardo, mentre dalla Germania Sport Bild caldeggia la soluzione Hulkenberg, quest’anno al volante della Sauber. «[Hulkenberg] qualche anno fa era sulla lista dei candidati per il nostro junior-team, ma Nico aveva già un main sponsor dal quale non intendeva separarsi», ha spiegato Marko. Quello sponsor è la Dekra, società attiva nel campo delle revisioni auto e della sicurezza, già legata all’immagine di Michael Schumacher. Il giovane tedesco ex Force India è stato tra gli ultimi a dover rinunciare al sedile di Felipe Massa in Ferrari.