F1 2013, Williams: Coughlan ha smesso di copiare

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    F1 2013, Williams: Coughlan ha smesso di copiare

    Sì! Certo che vi ricordate di Mike Coughlan… E’ il tecnico ex-strong>McLaren protagonista nel 2007 della spy-story più clamorosa che la Formula 1 abbia mai conosciuto. Quello che andò a fotocopiare sotto casa centinaia di pagine dei progetti Ferrari ottenuti grazie alla collaborazione del traditore Rosso Nigel Stepney. Smaltite squalifiche e disonori, Coughlan è tornato in corsa con la Williams. E lo ha fatto in grande stile visto che la nuova nata da casa Grove stupisce per qualche soluzione decisamente innovativa. La prima, già bocciata dalla FIA perché troppo estrema, ha riguardato gli scarichi. La seconda, altrettanto interessante, è il dado forato che crea una feritoia per l’aria nel portamozzo.

    Coughlan sfida Newey

    La parte più interessante della storia è che Mike Coughlan lavora sui dettagli, si lancia all’estremo ed obbliga persino il “genio” Adrian Newey a prendere appunti da lui! Il direttore tecnico della Red Bull, infatti, aveva tentato qualcosa di analogo ma aveva visto il divieto da parte della FIA perché non erano parti fisse. Da questa esperienza ha imparato il nuovo tecnico della Williams che ha realizzato una soluzione che semplicemente, si fa per dire, ha portato un foro nel portamozzo utilizzando parti fisse della vettura. A cosa serve? A ridurre le turbolenze generate dalla ruotazione del cerchio ed a migliorare il raffreddamento dei freni.

    LA NUOVA WILLIAMS F1 2013

    Newey si dà alle copie

    Newey copierà la soluzione di Coughlan? Possibile. Così come può sembrare abbia fatto, notando il foro sotto al muso della Red Bull RB9 comparso una decina di giorni dopo quello della Ferrari F138. L’idea degli autorevoli addetti ai lavori di Barcellona è che non ci voleva molto per pensare a qualcosa del genere visto che si va a sfruttare una parte rimasta libera tra l’aggancio del muso con il resto della scocca. Anche in questo caso gli interrogativi sulla funzione arrivano inevitabili. La prima idea è che serva a pulire i flussi d’aria che scorrono nella cruciale zona del sotto scocca. Anche in questo caso, così come per la Ferrari, invece, non si può pensare che l’accorgimento abbia una mera funzione di raffreddamento dell’abitacolo e/o delle parti interne della monoposto.