F1 2014, Alonso: “Ferrari come Real Madrid, non sempre vince ma farne parte è un onore”

Formula 1: in vista del GP di Monza 2014, Alonso concede una lunga intervista nella quale parla del suo futuro e di quello della Ferrari

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    F1 2014, Alonso: “Ferrari come Real Madrid, non sempre vince ma farne parte è un onore”

    Fernando Alonso e la Ferrari hanno più volte smentito che lo spagnolo sia sul punto di rescindere il proprio contratto magari attratto dalle sirene e i soldoni della McLaren-Honda. Sul fatto che il due volte iridato resterà a Maranello, ci sono ormai pochi dubbi. Marco Mattiacci ha pure smentito che esista una clausola che gli consente di svincolarsi qualora la Rossa non sia sufficientemente competitiva. Rimane, però, tra i tifosi del Cavallino Rampante, ancora un dubbio. Ma Alonso non se ne va perché sposa al 100% la mentalità Ferrari o perché non ha serie alternative? Intervistato da Espn, l’asturiano ha dato una riposta chiara. Ha smentito che ci siano stati contatti con Ron Dennis ed ha aggiunto:“Non ho mai rimpianto di essere venuto in Ferrari, perché alla fine è il team più importante. Anche il Real Madrid non sempre vince ma per un giocatore è importante giocare in una squadra come quella”.

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    “Sappiamo quanto è forte l’esperienza di salire sul podio a Monza e vedere tutta la gente sul rettilineo. Ho avuto la fortuna in questi ultimi quattro anni con la Ferrari di salire quattro volte sul podio e sarebbe fantastico poter fare cinquina. So che è un obiettivo molto ottimistico perché purtroppo quest’anno non siamo frequentemente sul podio. Dobbiamo essere realisti e sapere che sarà una gara ancora in difesa e in salita, ma tutto può succedere”, ha dichiarato Alonso in un’intervista riportata su ferrari.com commentando il prossimo Gran Premio d’Italia e l’immancabile abbraccio con il popolo Rosso.

    LA STORIA DEL GRAN PREMIO DI MONZA

    Verso il 2015 tra ottimismo e realismo

    Monza a parte, gara da onorare al 110%, gli sforzi della Ferrari sono orientati al 2015. Alonso ha dei motivi oggettivi per essere fiducioso:“È positivo vedere che, a differenza degli altri anni, almeno c’è la correlazione aerodinamica tra pista e galleria del vento. Tutto quello che viene montato sulla macchina dà i risultati che ci aspettiamo”. Ma anche ragioni per andarci cauto:“C’è il punto interrogativo della power unit sulla quale, dal momento che è congelata, non ci è consentito di toccare niente e quindi l’inferiorità che ci caratterizza dalla prima gara è più o meno la stessa di oggi. Per l’anno prossimo tutti i cambiamenti che si possono fare al motore rimangono un punto interrogativo: li possiamo fare noi e li possono fare altri, cercheremo di essere un po’ più bravi degli altri”.

    Ripartire dagli errori

    “Abbiamo scoperto i punti deboli della vettura attuale, sappiamo quali sono le cose che non vanno bene e quali sono quelle che ci hanno messo in difficoltà per tutta la stagione. Molti problemi dunque saranno risolti per l’anno successivo – ha spiegato il mastino di Oviedo - Forse chi sta vincendo adesso, con il senno di poi, ha fatto scelte diverse dalle nostre che si sono rivelate migliori. È ovvio che le aspettative per l’anno prossimo sono di migliorare tanto.

    Alonso, carriera ancora lunga

    Penso che la Ferrari possa offrire molte più cose rispetto al “solo” vincere e perché esiste una passione per questa squadra che ti rende un pilota già fiero di quello che stai facendo, indipendentemente dal risultato. La cosa più importante è mettere a posto le cose che non vanno bene sulla macchina e nella squadra e fare tutto quello che è necessario. Anche con Mattiacci c’è la volontà di cambiare delle cose e di essere più aggressivi nell’approccio al lavoro che facciamo. Questa rinnovata voglia di vincere rende ancora più attrattivo continuare in Ferrari“. Fernando Alonso è considerato uno dei vecchietti del Circus ma ha solo 33 anni. Per uno che ha cominciato molto presto, possono forse passare gli stimoli ma non sembra il caso dell’asturiano che ha tantissima fame di vittoria e almeno altri due anni di Ferrari davanti. “Stiamo lavorando al rinnovo ma non c’è fretta”, ha ribadito. “Ho cominciato a 19 e sembra che io abbia molti anni ma, vista la mia età anagrafica, mi rimangono ancora molte stagioni davanti. Ne potrei ancora avere dieci, Michael Schumacher ha smesso a 43 anni, Pedro de la Rosa è tutti i giorni al simulatore e ne ha 43 quindi non è una questione di età. È questione di divertirsi a fare quello che fai di continuare ad aver voglia di alzarsi al mattino per allenarsi, di prendere gli aerei e volare in Australia e Malesia, di gareggiare con delle vetture di vertice e percepire ancora sensazioni buone”, ha concluso.