F1 2014, Massa: Williams il mio ultimo team; in Ferrari non mi rispettavano

Massa parla del suo futuro e traccia il momento in cui dirà basta con la Formula 1

da , il

    F1 2014, Massa: Williams il mio ultimo team; in Ferrari non mi rispettavano

    Pensa al futuro Felipe Massa. Il brasiliano è stato confermato per il 2015 e da quel che emerge il suo legame con la Williams dovrebbe prevedere un impegno fino al termine della stagione 2016, poi, con ogni probabilità, sarà la volta di lasciare la Formula 1.

    Lo stesso Felipe, nel corso di un’intervista rilasciata a Crash.net nel corso del week end a Singapore, ha fatto intendere che dopo l’esperienza con il team di Frank Williams volterà pagina. «Non so quanto a lungo resterò qui, credo potrebbe essere il mio ultimo team, anzi… sarà il mio ultimo team». Guarda anche:

    Quando avverrà? Guardando la carta d’identità di Felipe, oggi 33enne, è facile immaginare che a 35 anni compiuti e un contratto in scadenza, decida di terminare la carriera in F1: «Non sono quando ciò accadrà, di certo sono un uomo felice e voglio continuare a correre finché sarò riuscirò a stare al vertice. Spero di restare ancora due o tre anni, forse di più ma non so», rivela Massa.

    «Non guardo troppo avanti, mi godo il momento e spero di poter ancora divertirmi per due o tre anni, poi sarà il momento forse». L’esperienza in Williams lo ha rigenerato e avrebbe potuto ottenere risultati ben più importanti quest’anno, se solo in tante occasioni la sfortuna non l’avesse bersagliato. Guardando alla Ferrari che ha lasciato, ha indubbiamente fatto un affare migliore, e non solo pensando alle prestazioni in pista. «Ti senti meglio, non mi vedo come un leader, semplicemente sento che tutto quel che dico viene ascoltato dalle persone e poi messo in pratica. Dev’essere così ed era qualcosa che in Ferrari avevo un po’ perso. Per me è importante, non perché stai ottenendo risultati migliori o peggiori del tuo compagno, semplicemente perché è comunque importante per la squadra».

    Se da un lato viene da pensare alle scarse prestazioni messe in mostra dopo l’incidente in Ungheria, dall’altro sono riflessioni che lasciano aperto un interrogativo sulla direzione impressa a Maranello allo sviluppo: semplicemente c’è l’ammissione di come le indicazioni del brasiliano fossero inascoltate, evidentemente senza più fiducia sui riscontri di quello che, in pista, era il secondo pilota.

    «Sento che il team mi rispetta davvero e mi sostiene, questo non solo mi aiuta ma aiuta tutta la scuderia. Non si tratta di fare qualcosa diversamente per me o Valtteri, viene fatto quel che è migliore per il team e ascoltano tutti», spiega il brasiliano, che poi, nel confronto con i suoi anni in Ferrari, aggiunge: «[Se non mi hanno rispettato?]. E’ qualcosa che hanno cambiato un po’, sì».

    Fabiano Polimeni