F1 2014: una sessione di test invernali aggiuntiva per i motori turbo V6

I motori turbo V6 di F1 andranno in pista solo il prossimo anno e Renault lancia la proposta: facciamo una sessione aggiuntiva di test pre-campionato

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    F1 2014: una sessione di test invernali aggiuntiva per i motori turbo V6

    Sarà un salto nel buio o quasi, quello che attende le squadre e i motoristi il prossimo anno. I motori V6 turbo da 1.6 litri costringeranno a ridisegnare profondamente le monoposto, ma ci sarà un’ulteriore incognita a gravare sul passaggio dai V8 ai nuovi propulsori: l’assenza di test infra-campionato.

    Tutti i costruttori sono d’accordo sull’introduzione di una sessione aggiuntiva di prove invernali prima dell’avvio del mondiale 2014, necessaria a loro dire per effettuare tutte le verifiche e approfondimenti sul funzionamento dei nuovi motori. Perché, allora, non proporre una deroga ai test quest’anno e inserire una sessione dedicata?

    Non risolverebbe le esigenze di Renault, Mercedes, Ferrari, a sentire Rob White della divisione Renault Sport F1.

    «C’è quella che definirei una proposta matura per inserire una sessione di test aggiuntiva prima dell’avvio del campionato, sulla quale noi siamo assolutamente favorevoli. Non so quale sarà il format e dove si terranno, ma siamo dell’idea che ci sarà questa sessione per tutti i team», riporta Autosport.

    E’ troppo tardi ormai per organizzare un appuntamento anche a fine anno, perché: «il tempo è scaduto, le macchine scenderanno in pista per la prima volta nell’anno nuovo. Ammettiamo che volessimo fare dei test a ottobre, servirebbe aver pronti i motori a settembre. La difficoltà sta nel fatto che i componenti necessari per costruire i motori devono essere realizzati, per dire, tre mesi prima e dovendo essere dei pezzi pronto-gara, entro maggio dovremmo decidere esattamente quali specifiche dovrebbero avere. Avremmo voluto acquisire un po’ di esperienza nei test su tali componenti prima di andare in pista, per cui dovrebbero essere già pronti», spiega White.

    Si lavorerà al banco, con simulazioni che c’è da augurarsi riescano a replicare perfettamente le condizioni di impiego in pista, scongiurando rischi di affidabilità sempre dietro l’angolo quando si affronta un salto di tale portata. «Stiamo ancora disegnando i pezzi e alcuni non sono stati realizzati. Con la tempistica attuale non è possibile mettere sulla macchina un motore rappresentativo dello stato definitivo per ottobre».

    Il vantaggio del motorista transalpino sulla concorrenza sarà evidente, potendo contare su almeno quattro forniture. La raccolta dati e l’analisi dovrebbe metterli in una condizione se possibile di vantaggio sul funzionamento del V6 una volta in pista.

    Appare legittima la preoccupazione di Mercedes che più volte, lo scorso anno, ha proposto il congelamento dei V6: ufficialmente al fine di limitare i costi, indirettamente per non dover contrastare chi come Renault potrà contare su un ben più cospicuo numero di forniture.

    SARAH WINKHAUS, VOLTO FEMMINILE DI SKY SPORT F1 ITALIA