F1, Ecclestone a processo: così si difenderà dalle accuse di corruzione!

Bernie Ecclestone dovrà difendersi dalle accuse di corruzione in merito alle presunte tangenti pagate dal boss della Formula 1 nell’affare della multimilionaria vendita dei diritti d’immagine del Circus alla società CVC

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    F1, Ecclestone a processo: così si difenderà dalle accuse di corruzione!

    Si saprà a settembre, tra due mesi circa, se Bernie Ecclestone dovrà difendersi dalle accuse di corruzione in merito alle presunte tangenti pagate dal boss della Formula 1 nell’affare della multimilionaria vendita dei diritti d’immagine del Circus alla società CVC. L’anno era il 2005 e il beneficiario della somma astronomica di 44 milioni di dollari risponde al nome del banchiere Gerhard Gribkowsky. Lo stesso Gribkowsky che è stato già condannato dalla Corte tedesca a otto anni e mezzo di reclusione. Nonostante il quadro non sia dei migliori, Ecclestone ostenta ancora ottimismo e, assieme ai suoi legali, prepara la propria tattica.

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    Si basa sulla teoria del “ricatto” la strategia difensiva dei legali di Bernie Ecclestone. L’83enne capo della parte commerciale della Formula 1, come detto, non nega di aver pagato Gribkowsky. Non può farlo, ovviamente, vista la presenza di una sentenza già scritta proprio contro il banchiere. Tuttavia pensa di cavarsela sostenendo che quella cifra è servita per uscire da un ricatto anziché per corrompere. Parlando all’AP, Mr. E ha dichiarato:“Ho accettato l’atto di accusa ma con i miei avvocati sono pronto a rispondere. Il pubblico ministero crede che io abbia corrotto qualcuno ma non ho fatto nulla di illegale. Le dichiarazioni di Gribkowsky su di me sono stati confuse e incoerenti”. Il prossimo round della vicenda andrà in scena a metà settembre quando il tribunale di Monaco di Baviera deciderà se processare Ecclestone o archiviare il tutto in base a quanto fornito dai legali del britannico entro agosto.

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    Restiamo in tema di scandali e torniamo in casa Mercedes. Mentre a Silverstone si svolgono i test sulle gomme Pirelli (ai quali i tedeschi non sono stati ammessi come risarcimento agli altri team per il test illegale svolto con Rosberg e Hamilton nel maggio scorso), Toto Wolff è alle prese con una nuova patata bollente. Secondo la Bild, l’ex capo della HRT – Colin Kolles – avrebbe ricattato il boss della scuderia Mercedes di F1 sfruttando la registrazione di una telefonata dai contenuti pesanti intercorsa tra i due. Nella conversazione Wolff avrebbe criticato aspramente Ross Brawn, Niki Lauda e persino il presidente della casa della stella a tre punte Dieter Zetsche. Sarebbe stata la mediazione del solito Bernie Ecclestone a sbrogliare la controversia tra i due mentre, sul piano legale, la Mercedes ha ottenuto il divieto di pubblicazione del contenuto della telefonata. Non, però, quello di alcuni spunti che, ci crediamo, saranno sulla bocca di tutti già nel prossimo fine settimana del GP d’Ungheria. Sarà vita dura per Toto d’ora in poi?