F1, Ferrari: è Massa il colpevole in Germania?

Formula 1: impazzano ancora le polemiche dopo l'ordine di scuderia della Ferrari che ha portato Alonso davanti a Massa nel GP di Germania

da , il

    F1, Ferrari: è Massa il colpevole in Germania?

    La Ferrari l’ha fatta fuori dal vaso con quell’ordine di scuderia che ha portato artificialmente Alonso al primo posto nel Gran Premio di Germania. La faccenda, però, ha varie sfaccettature che ora, a mente fredda, può aver senso analizzare. Innanzitutto: il team italiano aveva delle buoni ragioni per fare ciò che ha fatto e delle altre per non farlo. In secondo luogo: se Massa avesse eseguito il compito in maniera migliore, nessuno avrebbe avuto da ridire. Lo stesso dicasi se il team avesse dato l’ordine in modo meno eclatante e non si fosse coperto di ridicolo con dichiarazioni indegne nel dopo gara. Sembravano dilettanti allo sbaraglio.

    ORDINI DI SCUDERIA. Facciamo chiarezza: gli ordini di scuderia sono stati vietati dal 2002. Fino ad allora erano leciti. Allora la Ferrari la fece troppo sporca con un plateale sorpasso sul traguardo e la FIA fu costretta ad intervenire sotto la spinta dell’indignazione popolare per una mera questione d’immagine. Non di contenuti. Tant’è che negli anni successivi gli stessi ordini di scuderia si sono ripetuti senza che nessuno avesse da polemizzare semplicemente perché la manovra veniva “ordinata” ed “eseguita” in modo non evidente. Non imbarazzante, oserei dire. Ciò appurato, entrando nella fattispecie, la Ferrari ha fatto bene a puntare su Alonso perché, oltre ad aver dimostrato in questa prima metà di campionato di essere il più veloce, è l’unico che conserva ancora qualche speranza di riagguantare Lewis Hamilton in un campionato che, ve lo assicuro, sarà deciso da una manciata di punti. Al di là di ragionamenti teorici, ce ne sarebbe persino uno pratico: Alonso ne aveva più di Massa ma rischiava di finire tallonato da Vettel con tanto di battaglia ad alto rischio negli ultimi giri. Ricordiamoci il Gran Premio di Turchia del 2006. Massa era primo, la Ferrari non dette l’ordine di scuderia e Schumacher concluse addirittura terzo dietro ad Alonso. Probabilmente quei punti avrebbero portato il tedesco in un’altra posizione a fine stagione e si sarebbe giocato il titolo fino all’ultima gara contro l’asturiano. Quest’ultimo episodio lo cito per ribadire che, fintanto la F1 sarà uno sport di squadra, gli ordini di scuderia vanno legalizzati come avviene nel ciclismo, ad esempio.

    FELIPE MASSA. Qualcuno ha fatto notare che Felipe Massa è stato il vero colpevole del Gran Premio di Germania perché ha lasciato la posizione ad Alonso in modo plateale. Molto giusto. Ma la colpa è anche del muretto: la comunicazione data da Smedley ha fatto rizzare i capelli ancor prima che Massa alzasse il piede dall’acceleratore. Ora mi chiedo: possibile che nessuno abbia pensato in queste settimane o nell’immediato pre-gara a parlare con il pilota brasiliano per dirgli che, qualora ci fosse stato bisogno, gli sarebbe stato detto via radio un messaggio qualunque tipo “Come on Felipe!”. Il resto sarebbe venuto da sé. E Alonso passa avanti non perché è raccomandato ma perché ha dimostrato di essere in questo momento il più veloce ed il messo meglio in classifica. Vedrete che a fine anno questa manovra sarà servita. Per cui se a protestare sono i rivali della Ferrari, vedi Horner, vuol dire che ne hanno capito il senso. Temendone le conseguenze. Senza l’assurda opposizione di Vettel al via, Alonso avrebbe dominato la corsa e Massa sarebbe stato un puntino lontano negli specchietti. Ripeto: chi protesta lo fa solo perché adesso questa Ferrari, rinata ad Hockenheim malgrado tutto, non fa dormire sonni tranquilli.