F1, Ferrari: il rifiuto di Coulthard

Formula 1: David Coulthard interviene sull'attuale stato di tensione tra Webber e Vettel dicendo che secondo lui la Red Bull sta facendo bene a dare pari opportunità ai suoi piloti

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    F1, Ferrari: il rifiuto di Coulthard

    David Coulthard, indirettamente coinvolto dalla polemica interna al team Red Bull per i favoritismi riservati a Sebastian Vettel nella lotta in famiglia con Mar Webber, interviene per rasserenare il clima e dare la propria versione dei fatti. Lo scozzese che ha chiuso la carriera proprio con il team di Milton Keynes spiega che lì non si fanno favoritismi e che il rapporto tra i piloti è chiaro e leale. Discorso diverso avverrebbe in Ferrari dove, invece, lo avrebbero costretto a fare il secondo di Schumacher. Per questo motivo, fa sapere, rifiutò a suo tempo un’offerta del Cavallino.

    DAVID COULTHARD. Sono arciconvinto che nessun tifoso Ferrari si strapperà i capelli dalla disperazione nel sapere che David Coulthard ha rischiato di vestire la tuta rossa ma ha poi rifiutato perché non voleva fare il secondo di Schumacher. Il curioso aneddoto viene tirato fuori dal pilota scozzese per spiegare la differente filosofia di gestione dei piloti presente in Ferrari ed in Red Bull. “Ci sono due modi di gestire un team - ha spiegato nella sua rubrica sul The Telegraph – Potete scegliere quello Ferrari-Schumacher, con un pilota superiore all’altro, o si può scegliere una partnership. Il primo è il modo più efficace di vincere un campionato ma è moralmente discutibile. Il secondo è il sistema più equo, ma è incredibilmente volatile e difficile da mettere in pratica”. Ricordiamo che Coulthard è lo stesso che nella propria biografia ha lamentato disparità di trattamento pure in McLaren quando prendeva paga da Mika Hakkinen e ogni tanto lo sbatteva pure fuori pista. Ad ogni modo, sul caso Vettel-Webber in Red Bull non ha dubbi:“La mia preferenza è per il secondo sistema. Una volta ho rifiutato la possibilità di un passaggio alla Ferrari perchè non accettai di essere il secondo di Michael. La Red Bull è chiaramente una squadra che sta cercando di fare le cose nel modo giusto, nonostante quel che Mark Webber può aver detto a Silverstone”. Secondo il mascellone, l’errore di Chris Horner è stato solo quello di non aver preso una decisione ad inizio weekend e di averla portata avanti in modo coerente.

    SEBASTIAN VETTEL. Appurato il malumore di Mark Webber per quella che ritiene un’ingiustizia subita, anche Sebastian Vettel dà chiari segnali di tensione per la pressione che si sta caricando sulle sue spalle. “Cerco di concentrarmi su me stesso, questo è ciò che conta. Abbiamo una vettura molto buona e se corri contro macchine con un passo molto vicino e piloti con velocità simili, ti capita di incrociarli ogni tanto. Questo è normale. Queste sono le gare ed è quello che i tifosi amano,” ha detto. Su Webber ha cercato di esporsi il meno possibile, senza neanche nominarlo:“Non voglio dire cattiverie sugli altri, la cosa più importante è avere sempre rispetto. So in quali gare sono arrivato dietro di lui o magari sono stato più lento e ne conosco le ragioni. Posso dormire tranquillo la sera,” ha aggiunto il tedesco.