F1, FIA: Jean Todt contro i piloti paganti

L'ingessata gestione della Formula 1 da parte della FIA vede, una volta tanto, un'eccezione

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    F1, FIA: Jean Todt contro i piloti paganti

    L’ingessata gestione della Formula 1 da parte della Federazione Internazionale dell’Automobile vede, una volta tanto, un’eccezione. Il presidente Jean Todt prende posizione contro un problema che da sempre affligge tanto la categoria regina dello sport a motore quanto quelle meno importanti: le capacità economiche di un pilota valgono spesso di più del proprio talento. Senza un munifico sponsor è praticamente impossibile farsi strada. E non sempre gli sponsor appoggiano i migliori. Volete un esempio? Prendete Susie Wolff: la moglie del boss Mercedes (ed azionista Williams) Toto Wolff è attualmente terzo pilota del prestigioso team di Grove. E ora aspira a scendere persino in pista…

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    Due sono i temi che Jean Todt affronta nel corso di un intervista a Spox. Il primo, il più urgente, riguarda le soluzioni per ridurre ulteriormente i costi della Formula 1:“Se i team non vogliono ridurre i costi, non possiamo imporre nulla”, il riferimento è alla richiesta – pervenuta da alcune scuderia alla FIA - di vigilare meglio sul rispetto del “Resource Restriction Agreement”. Trattandosi, però, di un accordo tra scuderie, la Federazione non può metterci bocca più di tanto. Secondo il manager francese, la soluzione sta tanto nel trovare accordi ragionevoli e condivisi dai top team quanto nel tutelare i team minori:“Senza una riduzione dei costi rischiamo di avere delle defezioni. E’ importante trovare un compromesso tra i detentori dei diritti commerciali e i team”, ha spiegato Todt indicando nel 30% la quota attesa di risparmio. Altrimenti – e qui arriviamo al secondo punto del suo intervento – sarà impossibile impedire il proliferare di piloti paganti in Formula 1:“Non è normale avere metà dei piloti in griglia di partenza che paga per correre. La F1 è la massima massima espressione del motorsport e non è giusto che ci sia bisogno di piloti che portano soldi”, ha concluso

    Susie Wolff punta al debutto in pista

    Non è il caso più eclatante di pilota pagante, tuttavia Susie Wolff dimostra bene come si possa salire in alto in Formula 1 senza avere – a volte – meriti particolari. La moglie del capo Mercedes e azionista Williams, dopo un po’ di esperienza fatta nel DTM, è stata nominata terza guida della scuderia di Grove ed ora aspira a disputare i rookie test di fine stagione. “Sarebbe per me una buona occasione per dimostrare la mia velocità nella speranza di ottenere la superlicenza e magari un sedile - ha dichiarato alla BBC - In teoria ho già accumulato il chilometraggio necessario ma non ho ancora sufficiente esperienza. Voglio fare le cose passo dopo passo nel modo migliore”.

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