F1: gli ordini di scuderia visti dagli inglesi

Formula 1: gli ordini di scuderia stanno creando grave scandalo dopo il Gran Premio di Germania

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    F1: gli ordini di scuderia visti dagli inglesi

    Come mai l’ordine di scuderia Ferrari che ha consentito a Fernando Alonso di passare davanti a Felipe Massa ha scatenato tante polemiche? Ve lo dico io. La colpa è del tifo. Non è stato lo sport (di squadra, peraltro) ad indignarsi ma il becero tifaccio da stadio, interpretato e cavalcato magistralmente da giornalisti faziosi. Guarda caso: gli inglesi pro-McLaren e Red Bull si sono indignati esattamente come i brasiliani pro-Massa. Guarda caso: gli italiani pro-Ferrari e gli spagnoli pro-Alonso hanno difeso la manovra. Per fortuna che qualche inglese obiettivo esiste ancora. Senza aggiungere nulla, riportiamo la versione della britannicissima BBC.

    F1 2010. Secondo Andrew Benson della BBC la vittoria di Fernando Alonso è il miglior risultato possibile per il campionato in quanto consente allo spagnolo di rimettersi decisamente in carreggiata. Con Hamilton, Button, Vettel e Webber, sale addirittura a 5 il numero di candidati all’iride. Qualcosa di entusiasmante.

    ORDINI DI SCUDERIA. Certamente sulla vittoria di Fernando Alonso in Germania pesa il sorpasso facilitato dal box nei confronti di Felipe Massa. Per questa manovra la Ferrari è stata multata di circa 77 mila Euro in quanto ha violato l’articolo 39.1 del regolamento sportivo. La norma recita:”Ordini di scuderia che interferiscono con il risultato della corsa sono proibiti”. I commissari di gara hanno comunque deciso di non cambiare il risultato del GP e rimandare la questione al Consiglio Mondiale.

    FERRARI. La Ferrari si è difesa sostenendo di non aver detto a Massa di far passare Alonso. E questo è vero andando ad analizzare le parole uscite dalla bocca dell’ingegnere di pista Rob Smedley il quale si è limitato ad un “Alonso è più veloce di te”. Al di là dei termini, però, va ammesso anche un bambino avrebbe capito che si trattava di messaggio in codice per chiedere al brasiliano di farsi da parte. E’ qui che la situazione diventa torbida. Al di là del codice, la Ferrari non ha detto a Massa di farsi da parte. Punto. Secondariamente, la Ferrari ha interferito davvero sul risultato della gara? Il team italiano può dimostrare in qualunque momento che lo spagnolo è stato l’intero weekend più veloce del compagno e che sarebbe stato troppo rischioso farli arrivare ai ferri corti. La situazione di Hockenheim è diversa da quella di Zeltweg 2002 quando Barrichello lasciò strada a Schumacher. Allora il tedesco era già dominatore mentre stavolta Alonso aveva bisogno di quei 7 punti per rilanciarsi come unico alfiere rosso del 2010.

    REGOLA PARADOSSALE. Benson insiste e mette a nudo un paradosso curioso: gli ordini di scuderia sono vietati nell’interesse della competizione. In questo caso, però, nell’interesse della competizione c’è che Alonso si rimetta in corsa per il campionato piuttosto che resti buono buono dietro a Massa gettando alle ortiche 7 punti preziosissimi. La realtà della F1, però, è quella che descrive David Coulthard:“Ogni team dà ordini di scuderia e chiunque dica che non è vero sta mentendo”. Il fatto che gli ordini di scuderia siano vietati non significa che non siano più presenti. Aggiungo: perché nel 2007 la Ferrari non è stata penalizzata quando Kimi Raikkonen è stato aiutato da Felipe Massa a vincere il GP del Brasile? Se l’aiuto arriva a fine stagione non c’è scandalo. In un certo senso, per la Ferrari il GP di Germania era già un’ultima spiaggia. Il problema, quindi, non è il tifoso che cavalca l’onda della frustrazione per spalare letame contro questo o quell’altro team. Il problema è che gli ordini di scuderia sono una porcheria regolamentare che andrebbe estirpata immediatamente dalla F1. Se io guardassi una gara sapendo che da un momento all’altro potrei assistere ad uno scambio di posizioni tra piloti compagni di squadra per il bene del campionato, non mi indignerei affatto.