F1: Honda pensa al rientro, motori turbo V6 in dubbio

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    La Formula 1 torna a sedurre i giapponesi, in particolare la Honda. Nasce tutto da un’intervista di Yoshiharu Yamamoto, amministratore delegato del settore Ricerca e sviluppo della casa fondata da Soichiro Honda, che non tradisce l’interesse per un nuovo impegno, dopo quello fallimentare nelle vesti di costruttore a 360 gradi, propiziato dai cambiamenti regolamentari all’orizzonte.

    Ruota tutto intorno alle nuove disposizioni su motori turbo e l’estensione del concetto di ibrido, già presente nelle norme che dovrebbero entrare in vigore nel 2014. Il condizionale è d’obbligo, ma non tanto per le pressioni di Ecclestone, recentemente tornato a ribadire e auspicare un ritardo nell’introduzione dei V6 sovralimentati, quanto per la previsione della stessa Fia che vieterebbe fino al termine del campionato 2013 i test dei motori turbo in pista. Guarda anche:

    E’ il settimanale Autosprint a sottolineare come sia impossibile l’entrata in vigore dei motori turbo nel 2014 se si impedisce di provarli in pista nel corso del 2013. Dal regolamento approvato dalla Fia, infatti, resterebbero le canoniche sessioni invernali tra gennaio e marzo 2014 per installare i V6 sulle monoposto: troppo poco tempo perché i desideri del turbo diventino realtà.

    L’opposizione più forte alla necessità dei team-motoristi di provare in pista le macchine con i V6 turbo nel corso del prossimo anno arriva dagli avversari, preoccupati che dietro allo sviluppo del motore si possano nascondere evoluzioni da impiegare nel campionato 2013.

    Tutto molto confuso, un clima di incertezza che fa stare alla finestra chi, come Honda e Volkswagen, avrebbe serie intenzioni di impegnarsi nella massima formula. «Non posso parlare a nome della Honda, ma personalmente amo le corse e ci sono molte implicazioni quando si è in Formula 1. E’ l’espressione massima delle corse – ha spiegato Yamamoto ad Autocar – e richiede un impegno importante, è altrettanto vero che guardiamo a queste corse e spero che un giorno potremo rientrarci. Non credo avverrà immediatamente, ma c’è del potenziale perché le regole cambino e ci attirino».

    A inizio anno più volte il nome dei giapponesi è stato accostato alla McLaren, ancora senza un fornitore di motori per il 2014. Un’eventuale partnership con il team di Woking andrebbe e riprendere il filo interrotto nel 1992.

    Sarebbero proprio i marchi come Honda a trovar maggior beneficio dalla nuova Formula 1, fatta di cilindrate ridotte e un impiego più esteso del concetto di ibrido: il collegamento tra realtà, innovazione e motorsport.