F1: il circuito di Corea c’è

Formula 1: il Gran Premio di Corea si disuterà

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    Il circuito di Corea che nel prossimo Ottobre ospiterà per la prima volta la Formula 1 nello stato asiatico è pronto. Entro la fine del prossimo mese saranno ospitate le prime gare. La notizia arriva al momento giusto dato che fino a qualche settimana fa sembrava a forte rischio l’approdo del Circus da quelle parti. Nonostante i ritardi e la mancanza di organizzazione degli addetti ai lavori Bernie Ecclestone ed il suo architetto di fiducia Hermann Tilke si erano sempre mostrati ottimisti. Tant’è che il boss della FOM non aveva voluto pensare a nessuna soluzione di “riserve”. O Corea o niente, aveva detto.

    GP COREA F1. All’ultimo c’ha pensato pure il maltempo a rallentare i lavori di rifinitura del tracciato che ospiterà il primo Gran Premio di Corea della storia della Formula 1. Nonostante ciò, gli organizzatori hanno tirato fuori una data: 5 settembre. Per quel giorno l’impianto sarà pronto. L’evento inaugurale sarà l’Asian Festival of Speed. “Questi ritardi hanno causato molte voci sulla possibilità che l’evento venga disputato. Ho personalmente visitato l’impianto diverse volte e sono davvero dispiaciuto per loro, nonostante il duro lavoro profuso, hanno mancato la data prefissata di alcune settimane”, ha spiegato il capo di Motorsport Asia David Sonenscher. Il nastro d’asfalto misura 5,62 Km. Il GP di Corea è fissato per il 24 ottobre e rappresenta la terzultima tappa della stagione 2010.

    GP BAHRAIN F1. Dai circuiti del calendario della F1 arrivano altre notizie. Una di queste riguarda l’impianto di Sakhir in Bahrain. E’ stato deciso che il layout del tracciato tornerà alla sua configurazione originale a partire dal 2011. L’esperienza del 2010 quando si era passati da 5,4 a 6,3 Km è stata ritenuta fallimentare un po’ da tutti: tecnici, piloti, addetti ai lavori, giornalisti e tifosi! Le nuove curve, infatti, non hanno aiutato a rendere la gara più viva. Anzi. Se possibile, l’hanno maggiormente banalizzata. I proprietari dell’impiant hanno spiegato che un ritorno alle origini era sempre stato nelle loro intenzioni. Meglio così.