F1, Jean Todt: numeri dei piloti come in MotoGP

Formula 1: ottima proposta da parte del presidente della FIA Jean Todt

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    F1, Jean Todt: numeri dei piloti come in MotoGP

    Jean Todt ne dice una giusta. Abituati al vecchio presidente della FIA Max Mosley, fatichiamo a crederci. Il francese appare di un altro livello rispetto al predecessore e anche stavolta lancia una proposta difficilmente non condivisibile: i piloti di F1 devono correre con numeri di gara più grandi, ben visibili da casa e, preferibilmente, fissi. Secondo Todt l’ideale sarebbe assegnare un numero ad un pilota e lasciarglielo per tutta la carriera. Come avviene in Nascar. Come avviene in MotoGP: 46 Rossi, 27 Stoner, 99 Lorenzo. E così via.

    JEAN TODT. I vantaggi dell’assegnare numeri di gara fissi e di farli apparire in modo più evidente sulle monoposto sono molteplici. Il più importante è quello di far riconoscere immediatamente il pilota al pubblico da casa, anche a quello meno esperto. “Oggi è molto complicato capire chi stia guidando – ha affermato il presidente della FIA ricordando che due piloti della stessa squadra sono distinguibili solo dal colore del casco e dalla striscia arancione o gialla posta sul roll-bar – sarebbe molto più interessante capire chi sia il pilota su quella macchina già a una certa distanza e non solamente quando questo ti sfreccia davanti. Se impostassimo un numero per un pilota che si porterà dietro per tutta la carriera, i fan identificherebbero un pilota a prescindere da tutto il resto”. Se vi state chiedendo, a questo punto, dove è il problema, ecco la risposta: secondo voi gli sponsor, vale a dire l’anima della Formula 1, accetterebbero di buon grado il ritrovarsi dei grossi numeri sulle monoposto che distolgano l’attenzione dei pubblico dai loro costosissimi adesivi?

    NUMERI DI GARA IN F1. Abbiamo già parlato dei criteri di assegnazione dei numeri di gara in Formula 1. A tal, proposito, ci abbiamo pure fatto un sondaggio sulla migliore modalità di assegnazione dei numeri tra quelle possibili per il mondiale di F1. Riassumendo, prima del 1996 i numeri erano già fissi ma non assegnati ai piloti, bensì ai team. L’unico team che cambiava i suoi due numeri era quello che ospitava il campione del mondo in quanto doveva obbligatoriamente utilizzare l’1 e il 2 lasciando i vecchi numeri alla squadra del campione uscente. Si trattava in sostanza di uno scambio tra i due. In quel periodo, tanto per intenderci, la Ferrari correva con il mitico 27. Dal 1996 la storia è cambiata ed i numeri di gara sono assegnati alle scuderie in base alla classifica del campionato costruttori. L’1 e il 2, ovviamente, fanno eccezione e spettano al team nel quale corre il campione del mondo indipendentemente dal piazzamento ottenuto l’anno precedente. In MotoGP, invece, il pilota si sceglie un numero e può tenerlo per sempre. Così abbiamo l’inconfondibile 46 di Rossi, il 99 di Lorenzo, il 65 di Capirossi, il 27 di Stoner, il 69 di Hayden