F1, McLaren: è ufficiale, dal 2015 tornano i motori Honda

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    F1, McLaren: è ufficiale, dal 2015 tornano i motori Honda

    Dopo tanti rumours e indiscrezioni, è il momento dell’annuncio ufficiale: dal 2015 tornerà l’accoppiata vincente di fine anni ’80. McLaren e Honda di nuovo insieme, con la casa giapponese nella veste di fornitore di motori, i V6 turbo da 1.6 litri attesi al debutto nel 2014.

    Stop alla partnership con Mercedes, quindi, per riallacciare un filo interrotto nel 1993, stagione nella quale il team di Woking montò i poco prestazionali Ford clienti.

    Il motorista giapponese lavorerà nel quartier generale di Tochigi, in Giappone, dov’è già all’opera per sviluppare il nuovo V6. Avrà un anno di “apprendistato” extra, il prossimo, nel quale lavorare a stretto contatto in pista con una McLaren che monterà i nuovissimi V6 Mercedes. Situazione paradossale, che vedrà la casa di Stoccarda “costretta” a fornire lo stesso materiale e svelare soluzioni tecniche che verranno poi trasferite al nuovo motorista.

    «E’ una notizia fantastica per quanti amano la Formula 1, poter dare il bentornato alla Honda. Insieme intraprenderemo un nuovo e avvincente capitolo nella storia McLaren. La Honda è, come noi, un marchio con le competizioni strettamente connesse al patrimonio dell’azienda: siamo fieri ed entusiasti di riunire nuovamente le forze in Formula 1», sono le prime dichiarazioni di Martin Whitmarsh.

    «Mentre entrambi siamo consapevoli che ci aspetta un percorso molto impegnativo, siamo profondamente impegnati al successo della partnership e spenderemo i prossimi 18 mesi lavorando fianco a fianco per garantire la competitività in vista del primo gran premio insieme nel 2015», ha proseguito il team principal McLaren.

    Dal versante giapponese, non c’è alcun dubbio che la molla per il ritorno di fiamma con la Formula 1 – lasciata sciaguratamente dopo anni di fallimenti, regalando le strutture inglesi di Brackley a Ross Brawn, poi immediatamente vincitore del mondiale – sia stata il cambiamento regolamentare. Un azzeramento che metterà tutti sullo stesso piano, oltre a regalare non poca visibilità per quei motoristi che sono anche costruttori generalisti: Honda, Renault, Mercedes.

    Una Formula 1 più “verde”, in grado di esaltare il concetto di trasferimento tecnologico tra corse e prodotto di serie, è il miglior veicolo pubblicitario. Audi ne ha fatta una bandiera con le vittorie a Le Mans. E le stesse ragioni potrebbero indurre i tedeschi a seguire le orme percorse da Honda: ci sono più similitudini di quanto non sembri tra i nuovi regolamenti per le gare Endurance e Formula 1.

    «La Formula 1 introdurrà nuovi regolamenti che richiedono un downsizing dei motori, con turbo e sistemi di recupero dell’energia, che si avvicinano alle tecnologie a tutela dell’ambiente per le vetture di serie. Come risultato, possiamo attenderci più che mai un maggior riscontro dalle monoposto per i modelli di massa e viceversa », ha spiegato Takanobu Ito, presidente del colosso giapponese.

    Sul passato e la sciagurata decisione di abbandonare le competizioni nel 2008 ha poi commentato: «Personalmente è stato molto frustrante abbandonare la Formula 1 senza aver ottenuto risultati soddisfacenti, mi dispiace non aver raggiungo le aspettative dei nostri tifosi».